La domanda, banale, che adesso tutti si
La domanda, banale, che adesso tutti si fanno è: perché l'Iraq si e la Corea del Nord no? La Corea ha cacciato alcuni mesi fa gli ispettori dell'Onu, ha cominciato a riattivare i suoi impianti nucleari, ha denunciato il Trattato di non proliferazione, possiede già, secondo gli stessi Stati Uniti, un paio di bombe atomiche sia pure rudimentali e missili a media gittata per sganciarle a notevole distanza dal suo territorio. Saddam Hussein ha accettato le ispezioni Onu fin dentro i tenebrosi palazzi imperiali, non si sa se possegga armi chimiche e batteriologiche (che sono comunque ridicole rispetto a un'atomica), anzi le ispezioni, almeno finora, sembrano escluderle, non si sa, qualora le possedesse, se ha intenzione di usarle e in ogni caso non ha missili adeguati per raggiungere un qualsivoglia territorio accidentale.
Eppure George W. Bush si mostra molto più accomodante col dittatore coreano, Kim Jong-il, che con quello iracheno. Al primo ha fatto capire di voler privilegiare una soluzione diplomatica della crisi, gli ha mandato persino un negoziatore, sia pur ufficioso, nella persona del governatore del New Mexico, Bill Richardson, mentre tiene stretti contatti con Cina e Russia perché interpongano i loro buoni uffici, a Saddam invece minaccia da mesi la guerra, l'invasione, la decapitazione e, benché quello se ne stia sostanzialmente steso a pecora, ancora ieri ha firmato l'invito nel Golfo di altri 35 mila uomini che portano il contingente americano a 120 mila entro gennaio.
Come mai questa evidente e clamorosa disparità di trattamento? Non c'è solo la questione del petrolio che nel Golfo c'è e nella penisola coreana no. La prudenza di Bush è determinata proprio dal fatto che Kim Jong-il fa paura e Saddam no, che il primo possiede davvero «armi di distruzione di massa, e può comunque fabbricarsele molto rapidamente, e il secondo no, ma al massimo qualche brandello di arma chimica che, a differenza dell'atomica, non costituisce un serio pericolo.
Ma proprio per questa evidente disparità di trattamento la preannunciata guerra all'Iraq può rivelarsi un pericolosissimo boomerang per gli Stati Uniti e per l' Occidente. Perché indurrà fatalmente tutti gli Stati terzomondisti, almeno quelli che sono in condizioni di farlo, a dotarsi di armi nucleari, come unico deterrente e mezzo, adesso che l'Urss non c'è più, per non dover subire passivamente ogni diktat e ogni aggressione americana.




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