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Discussione: Massimo Fini

  1. #1
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    Predefinito Massimo Fini

    In questo periodo condivido quasi tutti i suoi punti di vista sulla democrazia autoritaria del mondo occidentale che desidera imporre i suoi modelli anche a popoli culturalmente diversi da noi scambiandoli per valori assoluti e irrinunciabili.
    come se mettere la schedo dentro l'urna fosse il solo modo di produrre sistemi di governo rappresentativi.
    Ieri sera era a Ballarò, ha ripetuto questi concetti, che ha esposto magistralmente in un articolo sull'Unità, ma evidentemente no è molto allenato alle discussioni in pubblico.


    Vorrei dirgli, se potessi, che la gente che la pensa come lui è molto di più di quanto non sembri.
    mr

  2. #2
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    Predefinito

    La Democrazia totalitaria
    di Massimo Fini

    Caro Direttore,
    le motivazioni date per la guerra all’Iraq sono state cambiate più volte in corsa.
    Prima era che Saddam non avrebbe mai accettato le ispezioni, ma quelle le ha accettate, poi che non avrebbe mai permesso a Blix e ai suoi di entrare nei «tenebrosi palazzi imperiali» e il raìs di Baghdad si è lasciato frugare persino nel frigorifero, quindi gli americani hanno sostenuto che, ispezioni o no, Saddam quelle «armi di distruzione di massa» ce le aveva di sicuro e che quindi non ciurlasse nel manico perché lo sapevano benissimo che c’erano. Per forza, verrebbe da dire, glieli avevano forniti loro il nervino e l’antrace, in combutta con altri Paesi occidentali e con la Russia.
    Glieli avevano forniti perché li usasse prima contro gli iraniani di Khomeini - che allora era «il Male» di turno perché, a differenza di Saddam, all’epoca «laico» e socialisteggiante, non stava nella logica e nello schema del biimperialismo sovieto-americano, osava non essere né capitalista né marxista, orrore - e poi contro i curdi in rivolta divenuti insidiosi per l’alleata Turchia. Infine, poiché quelle armi non sono state comunque trovate nonostante i marines avessero setacciato l’Iraq in lungo e in largo, la giustificazione ufficiale è diventata che era necessario, giusto e morale abbattere un dittatore sanguinario e criminale ed esportare gloriosamente la democrazia in Medio Oriente.
    Ebbene, se questa fosse davvero la motivazione della guerra all’Iraq, se le nostre opinioni pubbliche credessero sul serio che è un dovere morale dell’Occidente (termine già in sé sinistro, che evoca l’Eurasia e l’Estasia del «1984» di Orwell) abbattere con le armi le dittature, le teocrazie, i regimi tradizionali e tribali e insomma tutto ciò che non è democrazia, la riterrei la più agghiacciante delle motivazioni, più che se dicessimo che abbiamo occupato, pardon «liberato», Baghdad per il petrolio e per il colossale business della cosiddetta ricostruzione che mistifica come aiuto ciò che è invece un’ulteriore rapina.
    Ci metteremo allora a fare guerre «di liberazione» alla Siria, come già si minaccia, e poi all’Iran, all’Arabia Saudita, alla Giordania, all’Egitto, al Pakistan, alla Cina, a Cuba e in seguito alle democrazie imperfette, alla Russia, al Venezuela e, perché no, anche all’Italia dove il capo del governo controlla l’intero sistema televisivo nazionale, come Saddam Hussein, e molto di più dell’autocrate Milosevic che pur siamo andati ad abbattere con le armi, senza l’avallo dell’Onu e in spregio di ogni norma di diritto internazionale, a cominciare da quella, fino ad allora mai messa in discussione, che vieta l’ingerenza militare negli affari interni di uno Stato sovrano, sempre in nome, va da sé, della democrazia e dei «diritti umani» (anche «umano» e «umanitario» stanno diventando termini inquietanti, che mettono in allarme come li si sente nominare)?
    Ma, a parte questo, è lo stesso voler portare la democrazia ovunque, con le cattive ma anche con le buone, che è rabbrividente. Perché è una concezione totalizzante e totalitaria della democrazia, che somiglia molto a una dittatura universale. Non rispetta le tradizioni, il vissuto, i percorsi di popoli che hanno una storia che non ha nulla a che fare con la nostra e che si sono dati assetti politici diversi dalla democrazia ma non, necessariamente, meno rappresentativi. Qualcuno vorrà forse sostenere che i Taleban, che avevano il consenso, sia pur non espresso con i metodi elettorali di tipo occidentale, ridicoli e addirittura grotteschi in una realtà tribale, di tutte le zone rurali dell’Afghanistan, e cioè dell’80% della popolazione, fossero meno rappresentativi del governo «democratico» del Quisling Karzai, consulente da anni dell’americana Unocal, che controlla a malapena, nonostante l’appoggio delle truppe di occupazione chiamate, anche qui, «forze di liberazione» o di «peace keeping», Kabul e qualche città? Ma i Taleban erano «brutti, sporchi e cattivi», non erano democratici, imponevano il burqa (per la verità da quelle parti usava da sempre), avevano una concezione della dignità femminile diversa da quella che se ne ha in Occidente, dove la donna viene esposta e venduta, nelle Tv, nelle pubblicità, al cinema, a pezzi e bocconi come i quarti di bue in macelleria, non mettevano al primo posto l’economia ma il Corano, e quindi andavano abbattuti e il loro Paese spianato da bombe da dieci tonnellate. Ecrases l’infame!
    Ma a parte la democraticità e la rappresentatività o meno di questi o di quelli, ogni popolo dovrebbe conservare almeno l’elementare diritto di filarsi da sé la propria storia, senza palesi supervisioni che vengono da migliaia di chilometri e da secoli di distanza. E invece questa concezione totalitaria della democrazia non rispetta, in nome di astrazioni, l’altro da sé, il diverso da sé. Rispetta e concepisce solo se stessa. È questo che ho chiamato «il vizio oscuro dell’Occidente», che viene da lontano, da molto lontano. Soffia, potente, non più in Europa ma sull’intero pianeta, lo spirito della Rivoluzione Francese, l’«esprit de géométrie», lo spirito dell’astrazione, dell’omologazione, della violenza ideologica, del giacobinismo. Lo spirito della ghigliottina. Ma noi la chiamiamo, disonorandola, democrazia.
    mr

  3. #3
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    Predefinito Re: Massimo Fini

    In Origine Postato da mariarita
    In questo periodo condivido quasi tutti i suoi punti di vista sulla democrazia autoritaria del mondo occidentale che desidera imporre i suoi modelli anche a popoli culturalmente diversi da noi scambiandoli per valori assoluti e irrinunciabili.
    come se mettere la schedo dentro l'urna fosse il solo modo di produrre sistemi di governo rappresentativi.
    Ieri sera era a Ballarò, ha ripetuto questi concetti, che ha esposto magistralmente in un articolo sull'Unità, ma evidentemente no è molto allenato alle discussioni in pubblico.


    Vorrei dirgli, se potessi, che la gente che la pensa come lui è molto di più di quanto non sembri.
    Brava , e sai trovare qualcosa di meglio , della Democrazia ?
    Churchill diceva , più o meno che essa " è il meno imperfetto dei regimi " , o cosa simile...
    Quanto a Fini , lo trovo molto populista ...
    La sua critica alla Democrazia dell'Occidente , agli USA e alla Gran Bretagna , mi puzzano tanto di ..."..demoplutocrazie giudaico massoniche ..." anche se detta in modo diverso ed all'apparenza meno rozzo.....
    Comunque Massimo Fini non mi piace , ma soprattutto , non mi dice niente e non mi convince.....
    Saluti.

  4. #4
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    NON HO MAI LETTO NIENTE DI MASSIMO FINI MA CIò CHE HA DETOT A BALLARò è CONDIVISIBILE PERCHè LO AVEVO GIà PENSATO..... CIò CHE A ME SEMBRA PIù OSCENO è QUESTA FEDE CIECA ASSOLUTA NELLA DEMOCRAZIA DA PARTE DI TUTTI LEADERS PRESENTI (E DI QUELLI ASSENTI)....
    pER DEMOCRAZIA SI INTENDE LA PARTECIPAZIONE ATTIVA DI TUTTI I CITTADINI ALLA POLITICA E ALLA FORMAZIONE DELLE CLAUSOLE DI UN CONTRATTO SOCIALE.......OGGI VEDIAMO INVECE CHE A FORMARE LE CLAUSOLE DEL CONTRATO E A FORMARE LE DIRETTIVE POLITICHE PROVVEDE UNA CLASSE DI BUROCRATI VOTATI IN VIRTù DI UNA MASSICCIA PROPAGANDA ELETTORALE PAGATA CON I CONTRIBUTI, PALESI O OCCULTI, DEI RICCHI .....I QUALI A LORO VOLTA SI ASPETTANO DI VENIR RIPAGATI CON LA CONCESSIONE DI PRIVILEGI...
    OVVEROSSIA SI ACCETTA DI RENDERE INUTILE E ININFLUENTE IL FAMOSO SUFFRAGIO UNIVERSALE..... CONQUISTA SOCIALE E DEMOCRATICA CHE ERA STATA ADOTTATO AGLI ALBORI DEL SECOLO SCORSO QUANDO SOLO I RICCHI, SE UOMINI, AVEVANO DIRITTO DI VOTO
    PERCIò LE NOSRE COSIDDETTE DEMOCRAZIE SONO DEMOCRAZIE TRUCCATE.. COME LE ROULETTE DEI CASINò DELLA MAFIA..
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  5. #5
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    Predefinito

    perchè ,qualcuno impone la democrazia? dove, nelle fresette di studio aperto? è evidente che si tratta di una arrogante operazione coloniale. diritti e democrazia in questo caso non centrano.

  6. #6
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    Sono state le chiese che in primis hanno ammantato di valori umanitari le loro conquieste e conversioni.....ma è solo dopo la rivoluzione francese che gli appetiti guerrieri dei tribuni si sono ammantate di valori buonisti... Napoleone voleva portare la libertà alle plebi asservite, i colonialisti volevano portare la civiltà, ora volgiono portare la loro democrazia in ogni posto.....
    mai che riescano a starsene a casa loro per rendere più giuste e meno rapaci le loro voglie benefiche
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  7. #7
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    Ma io ripartirei dai crociati caro ciappas che volevano portare il verbo agli infedeli .
    Poi i colonialisti volevano portare la civiltà, insegnare le buone maniere ai popoli di paesi molto diversi da loro. Nel frattempo però li spogliavano delle loro ricchezze e compivano in nome della civiltà allegri genocidi. Si conosce il numero dlle vittime del comunismo, ma a qualcuno è mai venuto in mente di contare quelle del colonialismo delle nostre società borghesi e mercantili?
    Se non erro in America c'erano i pellerossa, che ne è rimasto?
    Oggi abbiamo cambiato registro. Vogliamo portare il nostro bene supremo, la democrazia, nuovo totem da agitare per farci dimenticare i soliti interessi economici.
    L'Iraq prossimamente democratico si ritroverà spogliato di tutte le sue risorse e privatizzato nelle sue imprese. Privatizzazione senza partecipazione ( degli Iracheni). Ma loro , le solite vestali della democrazia doc la chiamano Libero Mercato. Chi ha i soldi compra e si aggiudca l'impresa e la gestisce.
    mr

  8. #8
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    Predefinito

    Massimo Fini secondo me è un grande, e mi meraviglio che in questo tormentone di pensiero-unico chi comanda continui a farlo parlare.
    Mariarita, Fini è editorialista di QN (la nazione, il giorno, il resto del carlino).

    Io di lui ho letto "Elogio della guerra" e l'ultimo linro che è "Il vizio oscuro dell'occidente", e trovo siano bellissimi libri.

    ...Saluti
    dissidente

  9. #9
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    Predefinito

    Fini si autodefinisce un liberale.
    Oggi è una delle penne più brillanti del giornalismo.
    Noi faziosi di sinistra, quando qualcuno espone idee, magari discutibili, sappiamo individuarlo e rispettarlo. Magari anche ospitarlo sul giornale di partito.
    Ma per ammettere un giornalista di sinistra a scrivere su un giornale di destra , come minimo, gli si richiede di condividere il giudizio di Bondi su Marzabotto.
    Senza genuflessioni e abiure e autocritiche, cancellazione di identità, non si passa.
    mr

  10. #10
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    Predefinito

    Su Massimo Fini non aggiungo altro, essendo da tempo un suo dichiaratissimo estimatore...

    Ringrazio Mariarita per l'ottimo e meritato thread, e consiglio caldamente la lettura di questa deliziosa espressione del vero pensiero antiglobal...


    Massimo Fini, Il vizio oscuro dell'Occidente. Manifesto dell'Antimodernità - Marsilio 2002 - 6 €

 

 
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