Di seguito le dichiarazioni, rilasciate al quotidiano L’ARENA DI VERONA, di due dirigenti di Forza Nuova: la prima è dell’avvocato Roberto Bussinello, che ha anche assunto la difesa legale dei giovani forzanovisti arrestati, la seconda di Paolo Caratossidis che ha personalmente guidato il gruppo di protesta davanti agli studi di Telenuovo.
Spero aiutino a capire meglio lo svolgimento dei fatti!
(ROBERTO BUSSINELLO)
Avvocato, l’assalto allo studio televisivo era stato pianificato?
«No, la manifestazione era stata preparata e organizzata da Forza Nuova per contestare contro Adel Smith che aveva più volte insultato il popolo italiano e i suoi valori più profondi. Ma si sarebbe dovuta svolgere all’esterno, anche se era stata organizzata una durissima protesta verbale nei confronti di Smith».
E allora dopo cos’è accaduto? I capi hanno perduto il controllo del gruppo?
«Purtroppo dall’interno dell’emittente televisiva hanno aperto la porta e i nostri ragazzi che erano presenti hanno detto: "Siamo di Forza Nuova, vogliamo protestare". Poi sono entrati ed hanno contestato il conduttore che aveva invitato Smith e lo stesso ospite. C’è un inizio di contestazione verbale e che ritengo del tutto legittima».
Cioè, secondo lei, invadere uno studio televisivo mentre si fa informazione è cosa legittima?
«Non erano dentro abusivamente, ma erano stati fatti entrare».
Ed anche le botte sono da considerare giustificabili?
«Quel che ha fatto scatenare la reazione fisica di una parte dei ragazzi che erano nello studio è stato l’atteggiamento dell’assistente di Smith, soggetto conosciuto per la sua vivacità e decisione, ha preso in mano uno sgabello e lo ha rivolto contro i ragazzi. ... È stato un momento di rabbia, scaturito da una prima provocazione dell’assistente di Smith e da tutto l’odio seminato dall’ospite con le sue precedenti dichiarazioni».
La manifestazione era stata preannunciata alla questura?
«No, perché doveva essere una contestazione nei termini in cui ho spiegato prima». ...
Per lei questa contestazione non andrebbe invece chiamata «intimidazione»? E poi, questo è un metodo democratico di contestare?
«Nessuno ha voluto impedire la libertà di pensiero. Nessuno non ha consentito a Smith di entrare in trasmissione e di parlare delle sue aberranti teorie anche sulla religione cattolica. Si è andato lì per fare una forte e vivace manifestazione e questo penso che sia un diritto democratico, sia che avvenga in una piazza, sia che avvenga in uno studio televisivo. Noi rivendichiamo il diritto di contestare questo signor Smith ovunque si presenti. La nostra iniziativa è stata democratica perché è l’unico modo che noi abbiamo per esprimere la nostra libertà di parola. Non veniamo mai invitati da queste televisioni private che invece invitano personaggi estremamente pericolosi».
Ci pensi bene: contestarlo o intimidirlo? In fondo i ragazzi di Forza Nuova non si presentano con modi molto gentili.
«A me non risulta che i ragazzi di Forza Nuova vadano in giro a minacciare. La contestazione non è mai intimidazione. Solo le Procure lo pensano. E poi, all’insulto e alla minaccia si risponde con l’insulto e la minaccia».
Lei fa parte di chi pensa che Smith, o comunque altra persona non gradita, non debba parlare attraverso gli organi di informazione?
«Io critico quegli organi d’informazione che hanno dato, per motivi d’impatto, d’immagine, per fini di cassetta, di audience, eccessivo spazio a questo signore che ha sempre e solo sparato a zero contro i valori profondi della religione cattolica. Se io vado in certi paesi a parlare della religione islamica così come parla lui di quella cattolica, farei una fine ben peggiore di quanto accaduto a lui ieri sera».
Il procuratore Papalia ha detto che si tratta di un fatto gravissimo. E ha adottato la legge Mancino. Lei sarà sicuramente in disaccordo. Su quale punto?
«Io ascolto il dottor Papalia con la massima serietà nelle aule giudiziarie per la sua intelligenza. Quando invece esprime concetti che vanno al di fuori delle aule giudiziarie, lo ascolto meno. Fatti gravissimi in Italia ce ne sono molti di più. Per esempio, le rivendicazioni con le nove condanne a morte degli Nta. Questo è un fatto deprecabile nella propria conclusione, ma perfettamente legittimo in uno Stato che consente anche la contestazione a chi dice cose diverse da quelle che pensano gli altri. E sulla legge Mancino dico: saremo noi a presentare un esposto contro Smith per aver incitato all’odio con le sue affermazioni».
(PAOLO CARATOSSIDIS)
«La porta ci è stata aperta dopo che abbiamo bussato e siamo entrati indisturbati. Solo alcuni di noi, però, hanno raggiunto gli studi. Allora io ho detto al conduttore ciò che tutti avete sentito. Poi è partito il lancio delle uova che avevamo portato da Padova e Treviso. E a quel punto, la reazione di Smith e del suo gorilla è stata quella di prendere due sgabelli. Poi, sempre il gorilla (lo chiamo così perché è quello che ha colpito Carlo Pelanda nell’altra trasmissione), ci ha mostrato la pistola che aveva sotto la giacca e ha messo la mano alla fondina». ... Il segretario di Forza Nuova che ha guidato il gruppo durante l’irruzione, dice di essere addirittura scandalizzato dal fatto «che uno che una settimana fa in diretta televisiva si è picchiato, possa portare una pistola in uno studio di un’emittente». Caratossidis dice che è stato allora che si è scatenato quello che lui chiama «un parapiglia generale che è durato sì e no cinque secondi». E poi aggiunge: «A Zucchi gli saranno arrivati al massimo due manrovesci. Ha ferite guaribili in otto giorni, non è andato neanche in ospedale e ha proseguito la trasmissione». Massimo Zucchi, però, ha negato di aver portato una pistola in trasmissione. Caratossidis invece va avanti con la sua versione, se la prende anche con il giornalista che gli chiede se è stato democratico entrare in quel modo nello studio di Telenuovo. «E a voi sembra democratico far parlare uno che è in odore di Al Qaeda, vi sembra democratico che un giornalista solo per motivi di sciacallaggio lo inviti ad una trasmissione?».
Un altro giornalista gli fa notare che, con l’azione di Forza Nuova, è stata data una grandissima pubblicità ad Adel Smith. «In pratica avete fatto il suo gioco», aggiunge il cronista. E Caratossidis a quel punto ammette: «Io posso capire che è stato un errore mettergli le mani addosso. Ma dei ragazzi di 18 anni, se esasperati, possono essere capiti. E poi io credo che oggi la persona più odiata in Italia è proprio Adel Smith».
L’ultima domanda al segretario di Forza Nuova è inevitabile: «Visto che la contestazione dei reati è abbastanza grave, lei che era lì, non teme di essere arrestato?». Risposta: «No, perché ho fiducia della magistratura. E adesso spero solo che i ragazzi vengano liberati».




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