I PADANI, GENTE STRANA
Claudio Mutti
L’8 dicembre 2002 un amico mi comunica che il quotidiano leghista ha invitato i propri lettori a indicare “gli uomini e le donne che hanno reso grande la Padania” (sic) e che il mio nome figura nell’elenco dei Padani benemeriti con alcune decine di preferenze (sic). Siccome il sondaggio leghista prende in considerazione diversi settori di attività (dalla politica allo sport) e io sono stato segnalato nella rubrica “Scuola”, penso a uno scherzo di alunni o ex alunni.
Esattamente un mese dopo, l’8 gennaio 2003, la “Padania” pubblica un articolo di Dimitri Buffa, noto alle cronache sportive per il suo “lavoro” di tifoso della Lazio, a quelle politiche per aver ottenuto 26 voti come candidato del Partito Radicale e per essere membro dell’Associazione Italia-Israele, a quelle giornalistiche per aver collaborato col “Secolo d’Italia”, a quelle giudiziarie perché le “rivelazioni” da lui pubblicate su “Libero” e sulla “Padania” e altrove gli hanno procurato qualche querela per diffamazione. Infine, è noto alle cronache paramassoniche per avere ricevuto l’investitura a “Cavaliere d’Onore dei Principi Salomonici di Shekal, con diritto a fregiarsi dello Scudo, della Fascia e del Berretto del (sic) Shekal di Primo Grado”. Una impagabile fotografia della scena di investitura, avvenuta in un ristorante romano, si trova nel sito dedicato alle attività di Massimo Palazzi detto “il Mormone”, sodale e ispiratore di Dimitri Buffa:
www.ifrance.com/amipalazzi/palazzi_it.htm
Che cosa rivela adesso il Cavaliere dello Sciacallo?
Testualmente: “Deluso dall’Iran, Mutti incontra lo scozzese Ian Dallas (…) che ha fondato (…) la setta dei nazi-islamici Murabitun, e scrive il manifesto del gruppo, intitolato appunto Islam e Nazismo”.
Sono perciò costretto a ricordare a Dimitri Buffa (nonché al Mormone) e alla “Padania” che “lo scozzese Ian Dallas” venne accolto con tutti gli onori da Mario Borghezio e dal folto pubblico che il 1 aprile 1995 intervenne alla manifestazione della Lega Nord di San Pellegrino Terme. Il fondatore di quella che Dimitri Buffa definisce “la setta dei nazi-islamici Murabitun” era accompagnato, in quella circostanza, da Omar Vadillo (che tenne ai leghisti una lezione sul tema della moneta e dell’usura) e da una delegazione di Ceceni (definiti “eroi” da Borghezio), i quali sventolavano le loro bandiere accanto a quelle della Lega Nord e gridavano “Allah Akbar” tra gli applausi dei leghisti. Incredibile ma vero.
Per quanto concerne Islam e Nazismo, probabilmente Dimitri Buffa intendeva dire Il nazismo e l’Islam, che le Edizioni Barbarossa pubblicarono nel 1986. Non si trattava però di un “manifesto”, bensì di una ricerca di carattere storico. Tra l’altro, nel 1986 non avrei potuto scrivere il “manifesto” di un gruppo che avevo appena sentito nominare…
Ma le questioni cronologiche (e logiche) evidentemente interessano molto poco al Cavaliere dello Sciacallo, che subito dopo fa un’altra clamorosa rivelazione: “Quando [Adel] Smith torna in Italia dalla ex Yugoslavia, Mutti praticamente decide di utilizzarlo come stampatore per tutta la sua rete: decine e decine di ristampe anastatiche in più lingue, per esempio di testi nazisti (teoricamente ancora illegali in Austria e Germania, eccetto che nei negozi d’antiquariato), libri ancora richiesti sul mercato ma esauriti dagli editori, testi di case editrici scomparse, e poi tutte le fantine e rivistine dell’estrema destra antisemita, italiane, francesi, tedesche, olandesi, inglesi, ma anche russe”.
A quanto pare, le Edizioni all’insegna del Veltro sono diventate una multinazionale…
La verità è che Adel Smith stampò per le Edizioni all’insegna del Veltro non al suo rientro in Italia, ma quando ancora risiedeva in Albania, a Durazzo, dove era appunto titolare di una tipografia che praticava prezzi più convenienti di quelle italiane. In ogni caso, i libri delle Edizioni all’insegna del Veltro usciti dalla tipografia di Smith non furono “decine e decine”, ma soltanto quattro: Il Giappone costruisce il suo impero di K. Haushofer, Le favole egizie e greche di Dom G. Pernéty, L’idea imperiale di Federico II di A. de Stefano, La fine dell’Europa di M. Sturdza.
Si noti che tutti questi libri sono stati favorevolmente recensiti dalla “Padania”.
Strano giornale davvero, la “Padania”. E altrettanto strana è quest’ultima “rivelazione” di Buffa: “Mutti fa in modo che (…) Massimo Zucchi divenga il discepolo di Smith, addirittura si licenzi dal lavoro di materassaio”.
Non ho mai conosciuto Massimo Zucchi in vita mia, né sapevo se facesse il materassaio o il droghiere. Ma, se è vero che il suo posto di materassaio è rimasto libero, Buffa potrebbe approfittarne e cominciare finalmente a fare qualcosa di serio e di produttivo.
Sempre ammesso che il destino inscritto nel suo nome glielo consenta. Come è noto, infatti, nomen est omen.




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