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  1. #1
    Hanno assassinato Calipari
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    Predefinito Tutti a Davos: contro il WEF.

    articolo su davos, pubblicato da il manifesto il 5 gennaio 2003

    Berna.
    E’ l’anno delle aspettative incrociate: da una parte quelle del Wef, che aspira a rifarsi una facciata democratica, per riconquistare la "sua” Davos. Dall’altra quelle di un vasto fronte di opposizione e protesta, che vuole cacciare una volta per tutte il World Economic Forum dalla Svizzera.
    La partita si gioca alla fine di gennaio, ma le manovre fervono da mesi. La riunione annuale del Wef torna dopo un anno di pausa nell’amena località dei Grigioni dal 23 al 28 gennaio, grazie agli impegni presi dal Governo federale e dalle polizie cantonali interessate. Ma per la prima volta sarà autorizzata la manifestazione di sabato 25 gennaio. L’Alleanza di Olten, un cartello che vede insieme ong, sindacati, partiti e Comitato anti-WTO, ha deciso di trattare con le autorità per una mobilitazione "forte e colorata”, la cui piattaforma chiede la distruzione del Wef (http://www.oltnerbuendnis.ch/).
    In seguito all’edizione del 2001 le polemiche erano state pesantissime. Per la militarizzazione di Davos e per i disastri di Zurigo, dove si erano riversati migliaia e migliaia di manifestanti che non erano riusciti a raggiungere i Grigioni: negli scontri con la polizia ci furono fuoco e fiamme, arresti e danni. Davos 2001 é rimasta come una pagina nera per la Svizzera: per i costi materiali e per l’accusa di violare il diritto di manifestare la propria opinione, in nome di un convegno privato. La fuga a New York del gennaio 2002 ha rappresentato una pausa terapeutica ed una mossa di comunicazione esemplare: il Wef volava oltreoceano in solidarietà col cuore ferito del capitalismo, ma mai atto di ossequio fu cosi’ tempista per calmare le acque agitate nella Confederazione. Ora il Wef prova a tornare a Davos, cornice ovattata di 31 anni di meeting riservati ai potenti della terra: il tema di quest’anno é "Creare intimita'”. Ma deve a tutti i costi dimostrare di lavorare per il dialogo. Così in novembre é arrivato l’annuncio dell’Open Forum Davos, un tavolo fra Wef e ong. Praticamente una bufala: sette organizzazioni che con il Wef hanno sempre collaborato, incontreranno a convegno i dirigenti delle multinazionali. Molte invece le organizzazioni di base che hanno deciso di partecipare all’Alleanza di Olten: pacifiste e anarchiche, cristiane ed ecologiste. La parte di movimento che ha deciso di non partecipare alla trattativa, pure ha aderito alla mobilitazione del 25. E secondo il Comitato antiWTO: "Dipenderà dalla forza che riusciremo a portare in strada, se il Wef l’anno prossimo potrà tornare a Davos”.
    Una forza che dovrà superare frontiere probabilmente molto controllate, ed un dispositivo di sicurezza che si annuncia imponente. Il Dipartimento federale di polizia ha dichiarato al quotidiano NZZ: "Abbiamo una lista di oltre cento persone che sono state identificate come violente o potenzialmente tali: a loro non sarà consentito di raggiungere Davos”. In effetti già nell’edizione 2001 le forze dell’ordine avevano applicato una misteriosa lista nera, fornita dalle polizie europee, ma di cui ufficialmente non si hanno notizie. L’Alleanza di Olten protesta "per il tentativo di spaccare il movimento in "buoni e cattivi” e annuncia: "Andremo tutti insieme in carovana, verso Davos come alle frontiere: non ci faremo dividere”.
    Di sicuro le strade innevate dei Grigioni, ma anche Zurigo e le linee di confine con la Svizzera saranno molto affollate nelle prossime settimane. Ci saranno azioni e televisioni, radio e cortei. A Davos, il Governo ha concesso una tenda da circo per il lavoro di coordinamento della mobilitazione. La protesta correrà sull’etere e anche via cavo: una videoconferenza porterà a Davos i movimenti radicali presenti a Porto Alegre. Ed il corteo del 25 si annuncia vistoso, con uno spezzone pink, gruppi di teatro ed azioni molto colorate.
    Sarà invece alla Rote Fabrik di Zurigo il Convergence Center, dove ogni sera dalle 17 sarà Indymedia café: connessione, scambi e bevute. Indymedia Svizzera, nata a Davos nel 2001, da pochi giorni ha riaperto i battenti: http://ch.indymedia.org.
    Serena Tinari

  2. #2
    Hanno assassinato Calipari
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    riassunto summa raccolta di informazioni su davos 2003

    Davos é un piccolo paese del Cantone dei Grigioni. E' alta montagna, ci sono paesaggi fiabeschi e incontaminati. tanta neve, trenini piccoli e panoramici, foreste, impianti per sciare...
    piu' di trent'anni fa, l'imprenditore Klaus Schwab l'ha scelta per gli incontri annuali del World Economic Forum: ritrovi privati per leader dell'economia, del giornalismo, della politica. che trascorrono una settimana immersi nel lusso e nel confort, e tra una giornata di sci e un bagno in piscina, decidono i destini del mondo. sono nati a davos tanti accordi commerciali internazionali, come il GATT e il NAFTA. tanto che il wef ama parlare de Lo spirito di Davos, un che di mistico che spingerebbe i potenti a prendere decisioni "per il bene dell'umanita'". negli ultimi anni, la protesta é arrivata a disturbare cotanto idillio: dopo lo stupore della prima volta, e' stato un crescendo di repressione. due anni fa, e' stato chiuso l'accesso a davos. quest'anno la manifestazione e' stata autorizzata: la svizzera ama definirsi paese democratico..
    la protesta e' sempre stata molto eterogenea: ong, gruppi cristiani di base e radicali, centri sociali, collettivi di ogni genere e colore. il wef ha sempre cercato di tirare dentro il forum parti di questo ampio cartello, invano. quest'anno e' nata l'Alleanza di olten, uno schieramento frutta mista che ha trattato con le autorita' le condizioni della manifestazione. c'e' dentro il comitato anti-wto, gruppo storico che ha sempre organizzato davos, ma anche il partito del lavoro, i verdi, le ong, attac, i gruppi cristiani.
    un'altra parte del movimento ha scelto di non partecipare alla trattativa, assumendo una posizione critica verso le organizzazioni radicali, come l'anti wto, che invece hanno deciso di provare a giocarsi questa carta. questi gruppi hanno deciso comunque di partecipare alla mobilitazione e al corteo del 25 gennaio.

    come arrivare a Davos
    dalle citta' svizzere ci sara' il davos social express: un trenino riservato per manifestanti supporter e attivisti. informazioni: transport@oltnerbuendnis.ch.
    anche stavolta, come a nizza, genova, firenze, la polizia minaccia controlli pesanti. ci sarebbe una lista di cento persone identificate per atti di violenza, che verranno respinte. la polizia vorrebbe effettuare controlli di identita' capillari e gia' due anni fa, per Davos la svizzera chiuse le frontiere. quest'anno si e' deciso di muoversi tutti insieme: verso Davos ci andiamo in corteo e in carovana!
    il primo gruppo salira' a davos mercoledi 23 gennaio.
    l'appuntamento per l'italia e' a chiasso alle 17 di venerdi 24 gennaio, contemporaneamente alle altre frontiere a basilea e a ginevra.
    da como e dal canton ticino ci saranno dei pulman per andare a davos, costo 20-40 franchi a persona: e' importante riservare un posto chiamando il centro sociale molino, tel. 0041 79 621 28 87. oppure chiamando lo 0039 338 589 56 62

    cosa ci sara' a Davos 2003
    Alla Rote Fabrik di Zurigo apre il 21 gennaio il Media e Convergence Center. Sara' luogo per incontrarsi, per ricevere informazioni, per trovare un posto per dormire in uno degli squatt della citta'. C'e' un ristorante e un bar, un'infermeria e un ufficio di coordinamento anti repressione. Ci saranno computer a disposizione libera per la connessione e postazioni riservate per chi vuole partecipare al progetto Indymedia ((i)). Tutti i giorni dalle 17 alle 19 sara' Indymedia Cafe': una riunione, un punto di incontro per bere, chiacchierare, cospirare.
    A Davos dal 23 gennaio sara' montata una tenda da circo riscaldata. Ci sara' un bar e una cucina popolare per un pasto caldo. ci saranno alcuni computer. Sia a Davos che a Zurigo, uno dei computer sara' riservato al montaggio video.

    calendario di appuntamenti
    . lunedi 20 alle 11 conferenza stampa per le tre frontiere (per l'italia, a como)
    . martedi 21 apre convergence center alla Rote fabrik di zurigo
    . mercoledi 22 prima carovana per davos
    . giovedi 23 inaugura il wef; a davos, conferenza stampa di inaugurazione della tenda da circo che ospiterà media e coordinazio'
    . venerdi 24 alle 17, appuntamento alle tre frontiere. la sera alla Rote Fabrik assemblea prima del corteo
    . sabato 25 alle 11 appuntamento a Landquart, alle 14 inizia la manifestazione.

    progetti mediattivi
    Indymedia svizzera (http://ch.indymedia.org, e-mail di contatto: switzerland@indymedia.org) sta cercando di coordinare mediattivist* sparsi sul territorio (alle frontiere, a Zurigo, a Davos). ci sara' un numero di cellulare per dettare corrispondenze e dispacci. un collettivo video bernese cerchera' di essere presente con telecamere in tutti i punti cruciali della mobilitazione, per contatti: vindy@immerda.ch. sara' possibile montare video a davos e anche a zurigo.
    un progetto unira' i movimenti radicali presenti a porto alegre e davos: in collaborazione con Indymedia Brasile, apriremo un ftp per scambiarci una video-cartolina. per davos, e' previsto di assemblare materiali vari venerdi 24 alla mattina.
    due radio indipendenti svizzere, radio lora e radio rabe, si sono messe in rete per davos03 con indymedia svizzera. sono aperte a collaborazioni di altre radio e radioattivisti indipendenti (fanno trasmissioni in tutte le lingue). per contatti e proposte (le prime righe in inglese o francese, il resto anche in italiano: switzerland@indymedia.org).
    a davos ci sara' anche il videoarchivio di memoria (http://www.memoria.ch): un computer che contiene decine e decine di titoli della produzione video indipendente di tutto il mondo, in collaborazione con http://www.ngvision.org.

    il corteo
    l'appuntamento e' a Landquart (pochi chilometri da davos) alle 11 di sabato 25 gennaio, per salire tutt* insieme. ci sara' un camion con la musica, un gruppo pink (contatti: alleswirdpink@yahoo.de) e vari di teatro. sono benvenute azioni creative e colorate.
    per la piattaforma, vedi http://italy.indymedia.org/news/2003/01/146868.php.
    la manifestazione dovrebbe iniziare alle 14.

    dormire
    A Como e a Lugano: ci saranno posti-sacchi a pelo, scrivete o telefonate a molino@inventati.org - tel. 0041 79 621 28 87 per Lugano, a laboratorioinmovimento@hotmail.com - tel. 0039 338 5895662 per Como.
    A Zurigo, alla Rote Fabrik si possono ricevere informazioni su dove dormire: c'e' posto in vari squatt della citta' (per esempio a Ego City: http://www.egocity.net/). A Davos, c'e' un ostello della gioventu' e una ex clinica dove vive un collettivo di artisti. Il pernotto a Davos costa 15-20 franchi (10-15 euro) a notte, e' bene annunciare il proprio arrivo a stephen@immerda.ch che cura le prenotazioni.

    cosa portare
    Vestiti caldi, sacco a pelo, computer e telefoni portatili, telecamere ...

  3. #3
    Hanno assassinato Calipari
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    indirizzi e mail, siti, numeri di telefono per partecipare a Davos 2003


    INFORMAZIONI: info@oltnerbuendnis.ch
    PULMAN DA COMO E DAL TICINO A DAVOS: jotake@hotmail.com, tel. (0039) 338 589 56 62; molino@inventati.org, tel. 0041 79 621 28 87
    TRENI DA ZURIGO A DAVOS: transport@oltnerbuendnis.ch
    DORMIRE: stephen@immerda.ch
    STAMPA: presse@oltnerbuendnis.ch
    gruppo pink: alleswirdpink@yahoo.de

    INDYMEDIA: switzerland@indymedia.org

    FRONTIERE
    Basilea: grenzebasel@hotmail.com
    Como-Chiasso: laboratorioinmovimento@hotmail.com, tel. (0039) 338 5895662
    Ginevra: davos_express@hotmail.com, tel. 0041 (0)79 568 75 20

    bollettino di aggiornamento dell'Alleanza di Olten sul sito
    http://www.oltnerbuendnis.ch.

    Siti

    http://ch.indymedia.org

    Radio
    http://www.lora.ch/welcome.shtml
    http://www.rabe.ch/
    http://www.ondarossa.info/

    http://www.antiwef.org
    http://www.oltnerbuendnis.ch
    http://www.squat.net/contre-attaque/italiano/index2.htm
    http://www.perspektivennachdavos.ch
    http://inventati.org/nowef
    http://www.no-nato.de
    http://www.dadavos.ch.vu
    http://www.reitschule.ch/reitschule/...to/index.shtml
    http://www.rotefabrik.ch/
    http://www.egocity.net/
    http://www.memoria.ch

    http://www.weforum.org
    http://www.davos.ch

    ADERIRE:
    = L'Alleanza di Olten
    . per l'appello alla manifestazione: Aufruf@oltnerbuendnis.ch
    . per la Piattaforma: Plattform@oltnerbuendnis.ch
    = Fur eine gewaltige demo: aufrufwefunterschreiben@gmx.ch
    indicando anche un indirizzo e possibilmente una persona da contattare

  4. #4
    Hanno assassinato Calipari
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    concerti dibattiti feste... in preparazione di Davos 2003 aggiungete come commento, altre iniziative... questo post sara' linkato in una feature su Davos nella colonna centrale


    - - Milano
    sabato 18 gennaio alla Cascina autogestita Torchiera (piazza Cimitero maggiore): info, proiezioni, libri.. concerto ska con: Biglietti blues, Sola andata, Cantiniero. + sound system reggaeroots

    - - Bergamo
    mercoledi 15 alle 21 al csa Paci paciana (via Grumelllo 61c) http://www.ecn.org/paciana.
    Contro il Wef, il movimento in movimento: incontro pubblico su Davos con Il Molino di Lugano

    - - Lugano
    venerdi 18 gennaio riunione preparatoria e concerto di finanziamento per la mobilitazione

    - - Losanna
    Espace autogéré:
    venerdi 17 gennaio
    FESTA DI SOSTEGNO contro il wef ed il G8!
    con roots ragga band d'la Riviera
    http://squat.net/espaceautogere/

    - - Ginevra
    ZOO de l'Usine: 4, place des volontaires
    venerdi 17 gennaio
    Indymedia Drum'n'Bass Support Party + Independant Media Chill Info Center
    Line up: _Dj Kippu [ HARDACT RECORDING ]: LIVE ACT D&B 2 BREAKCORE !!!
    _Djs Anubis ? Shubass ? Sheerday [ BASS WARS CREW ]
    _Dj Sam [ BRAVE NEW SOUND ]
    22H-open end... 5 CHF

    - - Berna
    tour de loraine: film, musica e infos
    programma su http://www.perspektivennachdavos.ch

    - - Zurigo
    alla Rote Fabrik: martedi 21 gennaio video night. mercoledi 22 dibattito su wef e immigrazione.
    alla Volkhaus, Stauffacherstrasse 60: giovedì 23 L'altra Davos, Conferenza internazionale.

  5. #5
    Hanno assassinato Calipari
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    Una grande manifestazione internazionale contro il WEF (world economico forum) il 25 gennaio 2003 a Davos (Svizzera)

    Piattaforma dell´alleanza di Olten

    Appello alle azioni di protesta contro il World Economic Forum (WEF)
    Un altro mondo è necessario!

    1. La Coordinazione di Olten, un´aggregazione di persone di sinistra, cristiane, autonome, pacifiste, anarchiche, verdi, anti-imperialiste, femministe e comuniste che appartengono a gruppi di base, partiti, sindicati e varie organizzazioni non governative, invita tutte le persone solidali a partecipare ai movimenti mondiali di protesta contro il World Economic Forum. Invitiamo tutti e tutte ad utilizzare i dibattiti sul WEF 2002 come un´opportunità per intraprendere attività internazionali, interregionali e locali. L´interesse pubblico permette una discussione larga sulle alternative all´attuale ordine economico, che esclude la maggioranza delle persone e che distrugge un numero di vite sempre più grande. Questo permette di discutere sulle strategie possibili per sradicare la violenza razzista e sessista.

    2. Sempre più persone vivono la fomra attuale della globalizzazione, cioè una concentrazione di potere nelle mani di pochi, come un processo di violenza che minaccia la vita e come una commercializzazione di tutti gli aspetti della vita. Anche in Svizzera cresce il malcontento nei confronti della logica neoliberista, l´arricchimento vergognoso di una manciata di persone, l´arroganza delle banche e la svendita dei beni pubblici agli investitori privati. Noi ci mobilitiamo contro il WEF perché lottiamo tutti i giorni contro il capitalismo, il razzismo, il patriarcato e tutte le forme di dominazione. Consapervoli che non siamo al riparo dalle contraddizioni dominanti, non accettiamo nei nostri rapporti delle forme di dominazione né di discriminazione. Le nostre mobilitazioni si fondano sul rispetto delle diverse forme di azione e di organizzazione.

    3. Il WEF riunisce i mille attori principali di una mondializzazione distruttrice. In occasione del suo incontro annuale, tale élite autoproclamata disucte delle ultime strategie in materia di sfruttamento degli esseri umani e della natura. Un tale incontro, elitario quanto autoritario, non ha la minima legittimità. Per ciò non vogliamo il WEF, né in Svizzera né altrove.


    4. Invitiamo tutte le organizzazioni di volontariato, le organizzazioni di solidarietà, i sindacati, le organizzazioni femministe, i movimenti per la difesa dell´ambiente e i gruppi legati alle chiese a rifiutare ogni offerta di dialogo con i responsabili del WEF o di partecipazione al forum del WEF. Un dialogo autentico è possibile solo tra pari. Simili dialoghi, inseriti nel contesto deciso dai "global leaders", sono il pretesto per difendere la loro globalizzazione. Simili dialoghi servono solo a legittimare pubblicamente la guerra che si perpetua da lungo tempo contro una larga parte della popolazione mondiale.

    5. L´organizzazione della conferenza annuale del WEF a Davos è accompagnata da una restrizione aumentata dei diritti democratici. Nel 2003 le cose non saranno diverse: la chiusura delle frontiere è di nuovo all´ordine del giorno. Sono state stilate liste nere di persone cui sia vietato l´accesso a Davos. Durante il vertice annuale, Davos si trasforma in una fortezza. Il palazzo dei congressi e gli hotel circostanti costituiscono una "zona rossa". Invitiamo tutte le forze democratiche a proteggere i diritti fondamentali contro l´assalto dei decisori mondiali e a opporsi alla repressione cotro i movimenti sociali.

    6. Protestiamo contro un progetto di società fondato su massacri causati dallo sfruttamento economico, dalla distruzione dell´ambiente e agli interventi militari. La guerra sociale contro i poveri e l´imposizione degli interessi dell´élite globale attraverso mezzi militari procedono di pari passo. La "guerra contro il terrore" propagata dagli Stati Uniti dopo l´11 settembre 2001 contribuisce ad aumentare il controllo sulle risorse natuarli a livello mondiale. L´aggressione pianificata contro l´Iraq e le sue risorse petrolifere ne è un esempio recente. L´Alleanza di Olten partecipa al movimento mondiale contro la guerra che si oppone a qualsiasi intervento in Iraq, indipendentemente dal fatto che l´ONU sottoscriva o no una simile aggressione.

    7. Le transnazionali organizzate nel WEF sono corresponsabili delle conseguenze delle politiche neoliberiste condotte inSvizzera. Con slogan come "capacità competititive", "economia" e "riduzione dei costi", si mira allo smantellamento del srvizio pubblico o alla suaprivatizzazione, in particolare nei settori legati ai trasporti, alla salute, all´educazione e alla cultura. L´attuale crisi economica rende particolarmente visibile il modo in cui migliaia di salariati e salariate si sacrificano sull´altare dello smantellamento sociale e del peggioramento delle condizioni di lavoro, finendo così nella pubblica assistenza, per cancellare le perdite degli azionisti e dei mercati finanziari.

    8. CI impegnamo per un mondo profondamente diverso, e siamo consapevoli che le rivendicazioni formulate sopra sono solo un filo rosso o un primo passo verso un ordine sociale ed economico diretto alla soddisfazione dei bisogni degli esseri umani piuttosto che alla massimizzazione dei profitti. E´ necessaria soprattutto un´ampia discussione sulle forme alternative di organizzazione di condivisione delle ricchezze socialmente prodotte, del lavoro, dell´accesso alle risorse naturali, della proprietà dei mezzi di produzione e di comunicazione.

    Già da oggi ci impegnamo per:

    - l´allargamento dei diritti sociali ed economici per tutte e tutti contro lo smantellamento sociale e le privatizzazioni;
    - in particolare, occorre garantire per tutte e tutti l´accesso all´alimentazione, alla formazione e alle cure sanitarie;
    - L´arresto di tutti gli interventi militari e l´abolizione del "diritto di ingerenza" dei paesi industrializzati in nome dei "valori civilizzatori" o di "interesse nazionali";
    - il diritto per le popolazioni di tutti i paesi all´autodeterminazione democratica di base e al controllo delle risorse;
    - l´annullamento del debito dei paesi cosiddetti in via di sviluppo;
    - la libertà di circolazione e di dimora per tutti gli esseri umani, qualunque siano la loro provenienza e le loro ragioni.

    Informazioni :

    http://www.inventati.org/nowef
    http://www.antiwef.org
    http://www.oltnerbuendnis.ch
    http://www.squat.net/contre-attaque
    http://ch.indymedia.org

  6. #6
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    yurj mi devi spiegare perche', come sempre dovete o devi perforza cambiare la realta' per apportare degl'argomenti che t' interessano.. Dici addirittura che il GATT fu avviato grazie al World Economic Forum.... che s'incotnra da 31 anni... quando il GATT fu firmato e creato nel 1947.... cavolo questi del WEF hanno addirittura la macchina del tempo? Sono tornati indietro di alcune decade......
    Spiegami qual'e' la necessita' di dare sempre informazioni false.
    Inoltre pure il NAFTA hanno creato al WEF....? Cosa ci sarebbe di male nel NAFTA (prototipo di CEE).

  7. #7
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    Usa e Messico sono un prototipo di cee, come lo possono esserre la Germania e il Marocco

    Li vedo, questi due assieme.

    Gli aderenti al WEF hanno fatto disastri, e decidono sulle nostre teste.

  8. #8
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    Originally posted by yurj
    Usa e Messico sono un prototipo di cee, come lo possono esserre la Germania e il Marocco

    Li vedo, questi due assieme.

    Gli aderenti al WEF hanno fatto disastri, e decidono sulle nostre teste.
    Como prevedibile hai solamente risposto alla seconda e hai completamento fatto finto sul fato che hai detto una balla enorme sul GATT e il WEF....
    Cmq, nel NAFTA v'e' pure il Canada.. Cmq lo sai che prima del NAFTA il Messico esportava unicamente PETROLIO mentre ora dopo il NAFTA il petrolio conta solo per il 3 o 5% delle esportazioni?
    Cmq mi piacerebbe che mi spiegassi come nacque l'idea del NAFTA dal WEF....sono ansioso...

  9. #9
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    Chi è questo bizzarro professore dal collo lungo che si ritiene essere l'uomo più informato d'Europa? Qual è lo scopo del Forum economico da lui fondato 37 anni fa che organizza ogni anno in gennaio un incontro internazionale a Davos?



    Il programma di Radio DRS (radio della Svizzera Tedesca)per l'inizio dell'anno è stato poco meno che un insulto all'intelligenza. Klaus Schwab, che si ritiene essere il grande timoniere delle elite internazionali ha sciorinato nell'intervista di capodanno tutto il suo catechismo neoliberale, secondo cui il mercato sarebbe il miglior sistema per la ripartizione delle scarse risorse, il numero dei poveri sarebbe rimasto stazionario a due miliardi mentre la popolazione mondiale sarebbe passata dai 4 miliardi di 30 anni fa ai 6 miliardi attuali e che non vi sarebbero alternative alla cooperazione tra i grandi leader economici.
    Com'è possibile che ci siano ancora persone ragionevoli che si lasciano abbagliare da simili fandonie? Com'è possibile che l'intera corporazione dei redattori in capo della Svizzera tedesca partecipino al "Dialogo dei governanti" di Schwab? Perché il partito socialista svizzero dichiara che il WEF deve cambiare, ma non sparire? Com'è possibile che le anime pie di Davos abbiano fatto chiudere la Chiesa per non infastidire gli ospiti americani di Schwab?
    Il potere dei potenti esercita una tale forza d'attrazione che le persone accettano tesi e modelli che altrimenti rifiuterebbero categoricamente.
    Circa 30 anni fa gli apprendisti stregoni neoliberali hanno iniziato in Cile la loro marcia vittoriosa sotto la protezione dei fucili di Pinochet. Oggi dominano il mondo. Hanno rivitalizzato i tassi di profitto, distrutto sistemi di previdenza sociale e portato al collasso l'economia di interi Paesi. Sulle macerie della loro politica economica si sviluppa una politica guerrafondaia con cui il capitale vuole colonizzare per la seconda volta il pianeta. Chi oggi vuole contare qualcosa deve sottomettersi agli apprendisti stregoni del neoliberismo, deve sostenere che l'unica via d'uscita dalla crisi è il neoliberismo.
    A Klaus Schwab bisogna riconoscere un merito: ha iniziato molto presto a propagandare tra le elite le semplici ricette del neoliberismo. Con il suo Forum economico mondiale ha creato un luogo di pellegrinaggio che oggi è diventato un appuntamento d'obbligo per chi vuole contare. Il luogo di pellegrinaggio è diventato il centro di colloqui riservati in cui vengono sviluppate strategie, presi accordi e preparate nuove scelleratezze contro l'umanità.
    Un luogo di pellegrinaggio che offre qualcosa anche ai grandi più piccoli. Qui i consiglieri federali svizzeri hanno l'opportunità di incontrare i grandi del mondo che altrimenti non vedrebbero neppure in cartolina. Qui i rappresentanti della stampa cosiddetta "seria" possono emulare i paparazzi della stampa scandalistica dando la caccia a scoop, belle frasi e bella gente - il tutto per aumentare le tirature. Il potere attira - anche il potere delle mummie. Ecco tutto l'incanto celebrato tra le montagne incantate di Davos.
    Un incanto che avrà conseguenze fatali anche per la Svizzera. Infatti, i nostri piccoli grandi si recano a Davos anche per imparare dai grandi grandi come smantellare la sicurezza sociale, distruggere l'agricoltura locale, privatizzare i sistemi sanitari ed emarginare i disoccupati. La 37a edizione del WEF ha luogo in un anno in cui i rappresentanti di "economiesuisse", assieme al loro Presidente della Confederazione, stanno preparando un nuovo attacco alla società. La "crisi di credibilità" in seguito al tracollo della Swissair e alla riduzione delle rendite è già acqua passata. Ora i bersagli sono l'assicurazione malattia e l'AVS, i produttori di latte e di formaggio ... e le frange emarginate nei centri urbani, che devono essere allontanati dalle zone off-limits nei nuclei storici. Il che ci riporta a Davos, la zona off-limits per le elite a cui il movimento antiWEF deve sottrarre lo spazio sociale per creare il posto nella mente della gente a un mondo diverso da quello neoliberale.

    Open Forum
    L'Open Forum che si terrà nell'aula magna della Alpine Mittelschule di Davos è il modesto risultato delle idee di dialogo di Peter Arbenz per evitare la blindatura dell'incontro che ha caratterizzato l'edizione 2001 del WEF. Poiché il movimento antiglobalizzazione non si è lasciato dividere e lo "Spirit of Davos", una fondazione per l'integrazione degli oppositori del WEF, è rimasto uno spettro, Klaus Schwab ha chiesto a una ridotta schiera di organizzazioni di dialogare in nome della cosiddetta "società civile" con i "leader" del pianeta. Un dialogo sotto la tutela e secondo le condizioni poste dalle elite, nell'Aula di una scuola che durante la seconda guerra mondiale era una fucina di quadri del movimento giovanile nazista Hitlerjugend.

    www.inventati.org/nowef

  10. #10
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    Yurj beh.. non mi rispondi? Sono ancora qui che aspetto che tu mi dica come fanno quelli de WEF ad anadre varie decade indietro nel tempo.Dai non tenermi sulle spine.

 

 

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