PADOVA / Fiaccolata della Lega in piazza col ministro per le Riforme
di Pier Luigi Pellegrin
PADOVA - Il 2003 per la Lega Nord è iniziato a Padova. È stato questo, infatti, il significato che il Carroccio ha voluto dare alla fiaccolata partita da Rondò Borgomagno e conclusa con il comizio del segretario federale Umberto Bossi nel palazzetto dello sport ad Arcella. Un appuntamento che nei prossimi mesi sarà replicato in tutti i capoluoghi della Padania. Tra i presenti anche il segretario nazionale del Veneto, Gian Paolo Gobbo. «Questo per noi è un momento molto importante - ha dichiarato l'esponente del Carroccio - perché da qui ripartiamo, dopo la sosta natalizia, per ribadire le nostre azioni e i nostri valori in tema di cambiamento, federalismo, immigrazione». Argomenti che in Veneto sono sempre "bollenti", anche in giorni di temperatura polare. «Nella nostra regione - ha proseguito Gobbo - la criminalità non è più "micro", ma "macro". Per poter essere sicuri a casa nostra, quindi, chiediamo di poter avere l'effettivo controllo del nostro territorio, a partire dalla polizia locale, che è un punto integrante del progetto della Devolution». Ma per il Nordest quello della criminalità non è il solo problema. «Stiamo ancora soffrendo - continua Gobbo - per la cronica mancanza di infrastrutture. Grazie a questo governo, però, iniziamo fortunatamente ad avere dei segnali positivi, come accaduto per il passante di Mestre o per la Pedemontana. Una significativa inversione di tendenza, che deve essere interpretata anche come importante segnale positivo nei confronti di tutti i nostri elettori».
Esattamente quello che i cittadini si attendono, altro forte significato di cui è stata investita la manifestazione, dalla legge Bossi-Fini, osteggiata però da quella parte della magistratura accusata di boicottare, più o meno apertamente, la legge targata Lega Nord. Si stanno ripetendo con inquietante frequenza, infatti, i casi in cui i giudici mettono deliberatamente in libertà extracomunitari privi dei previsti requisiti di soggiorno. A Treviso, poi, un clandestino non è stato espulso semplicemente perché stava aspettando una visita medica. La sensazione, che si può respirare anche a Padova, è che una parte della magistratura stia cercando di ribaltare l'esito delle urne elettorali (e magari di influenzare quello dei prossimi appuntamenti con il voto), mettendo i bastoni tra le ruote a un provvedimento con il marchio del Carroccio che piace moltissimo ai cittadini. Fare lo sgambetto alla Bossi-Fini, in altre parole, sarebbe come far passare il concetto che la Casa delle Libertà non è in grado di mantenere le promesse e che le parole leghista in tema di immigrazione erano puro allarmismo. Altrimenti, a rigor di logica, chi non è d'accordo potrebbe pur sempre ricorrere a un referendum. Di sicuro da queste parti, dove Piazza Ferretto è oramai sinonimo di paura, l'esito del voto non lascerebbe scampo ai nemici della legge. Padrone di casa di questa manifestazione il segretario provinciale padovano, Maurizio Conte. «Dobbiamo ribadire - ha dichiarato - l'importanza dei nostri cavalli di battaglia come la regolamentazione dei flussi migratori e l'applicazione del federalismo, in particolare di quello fiscale, di cui in Veneto sentiamo forte necessità». Proprio a Padova, tra l'altro, un recente sondaggio locale commissionato dall'Udc testimoniava un incoraggiante avanzamento della Lega Nord. Un "riconoscimento", secondo il parere di Conte, che i cittadini stanno attribuendo alla coerenza dimostrata dal Carroccio a livello di governo centrale e anche per l'affidabilità sempre evidenziata nelle amministrazioni locali. «I nostri ministri - ha affermato il segretario padovano - stanno dimostrando che la Lega Nord dice mantiene gli stessi obiettivi sia dai banchi dell'opposizione che da quelli del governo, dove stiamo svolgendo un ruolo da protagonisti. Ma anche sul territorio, dove il Carroccio amministra in coalizione, abbiamo sempre mostrato la massima coerenza sui programmi, mantenendo sempre la più totale trasparenza nei confronti di coloro che abbiamo scelto di sostenere».




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