Verona, la Procura vaglia le responsabilità degli estremisti dopo l’irruzione a TeleNuovo. Il gruppo: denunceremo il predicatore


«Candideremo alle elezioni gli arrestati»

Il segretario di Forza nuova annuncia proteste in tutta Italia. Papalia prepara altri fermi


DAL NOSTRO INVIATO
VERONA - Nessun «ipocrita appello al pacifismo e alla tolleranza», ci mancherebbe, e di «pentimento» non se ne parla. Anzi: «Rivendichiamo - lo so, il termine non è bello - l’azione vivace dei nostri ragazzi e la rilanciamo. Presenteremo i sei arrestati alle prossime elezioni comunali di Treviso, perché c’è un gran bisogno di persone perbene. E denunceremo Smith per violazione della legge Mancino e per istigazione all’odio religioso». Per mettere il sigillo sul pestaggio del presidente dell’Unione dei musulmani d’Italia Adel Smith e del collaboratore Massimo Zucchi, avvenuto in diretta a TeleNuovo venerdì sera, è giunto da Roma il segretario nazionale di Forza Nuova, Roberto Fiore, un passato turbolento negli Anni ’70 e un presente da indagato per ricostituzione del partito fascista. E mentre autori e sostenitori del raid sono impegnati a giustificarlo, il procuratore di Verona Guido Papalia si appresta a firmare richieste di ordini di custodia cautelare per alcuni degli indagati.
L’avvocato Roberto Bussinello, già difensore del criminale nazista Erich Priebke, ha messo a disposizione il suo studio veronese per ricevere Fiore. Uno studio dal quale è sparito di recente il busto di Benito Mussolini, ma nel quale rimane una foto del «Duce» in piedi dentro un’automobile nera, pugni sui fianchi. Bussinello, mascella volitiva e sguardo fiero, ha pensato di usare le meraviglie della tecnica per sovrapporre il suo volto a quello del «Duce». L’apparato iconografico dello studio, oltre al simpatico collage fotografico, prevede numerosi tomi del Digesto, una gigantografia di Excalibur e una di Julius Evola, studioso di religioni, antisemita e filonazista. In questo quadro, Fiore ha esposto le sue tesi. Che cominciano così: «Non volevamo aggredire nessuno. Detto questo, c’è stato un rapido precipitare degli eventi, ma non ci sentiamo di condannare questi ragazzi». Fiore parla - omettendo con sapienza semantica i termini «pugni» e «calci» - di «qualche cazzotto, che è scappato». E aggiunge: «D’altronde la politica può essere anche un vivace scambio di cazzotti». Scambio? Ventitré contro due? «Li hanno colpiti solo in quattro», dice Bussinello. E chi è stato? «Ah, questo non lo so».
Sulle modalità del raid squadristico, anzi «dell’azione vivace», interviene Bussinello, che difende i sei arrestati. «I nostri sono entrati regolarmente, senza nessuna effrazione. Come? Ci hanno aperto la porta quelli della televisione». Quindi quelli di TeleNuovo vi avevano invitato? «Invitato no, ma certo non potevano non sapere». E i carabinieri? «Nessuno li ha visti. Siete sicuri che ci fossero?». Anche sugli arresti Bussinello ha qualcosa da ridire: «Gli agenti hanno bloccato sei ragazzi, che neanche erano entrati nello studio, a 500 metri di distanza in un bar vicino a piazza Municipio, a dieci minuti dai fatti».
Riprende la parola Fiore che ha una visuale più politica, se così si può dire, e annuncia quello che definisce «un salto di qualità» nelle prossime azioni di Forza nuova. Dice: «In caso di convalida degli arresti terremo manifestazioni in tutta Italia»; «Costituiremo Comitati civici per presidiare il territorio nazionale. Borghezio della Lega e il conte Ruspoli ci hanno già dato la loro approvazione». Il nome, Comitati civici, rimanda a un esempio illustre, l’organizzazione istituita nel ’48 da Luigi Gedda (poi presidente dell’Azione cattolica) contro i comunisti. Questa volta l’obiettivo non sono i «rossi», ma i musulmani. Ma non è finita. «Impediremo il prossimo Gay Pride di Bari. Non ci limiteremo a manifestare, ma ci difenderemo da queste esibizioni oscene contro i continui affronti ai nostri valori naturali». Insomma, quello che si dice un programma articolato, disegnato in nome della sacra Trimurti, Dio, patria e famiglia. «La società civile è stanchissima. Sapeste quanti ci hanno ringraziato. Ma ve la immaginate Verona musulmana? Quelli metterebbero il velo alle statue. E proibirebbero la musica classica. Capite? Niente più musica classica in piazza Bra».

Alessandro Trocino





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