La danza dei mamuthones apre il carnevale
p.s.
MAMOIADA. Sono il simbolo della Sardegna più antica. Un rito magico la cui origine si perde nella notte dei tempi. Ieri mamuthones e issohadores hanno aperto la stagione del carnevale, «su Carrasecare», come si dice da queste parti.
La prima uscita di mamuthones e issohadores è un avvenimento. La vestizione inizia poco dopo le due del pomeriggio. Mamuthones e issohadores vestono gli abiti di fustagno o di panno: ai primi tocca indossare il costume di pelle di montone, chiuso poi dall'imbragatura con i campanacci; ai secondi tocca infilare il corpetto rosso e cingere ai fianchi un piccolo scialle. A tracolla di queste agili figure, in netto contrasto con l'apparente pesantezza dei mamuthones, un cinturone ornato dai campanellini dai rintocchi squillanti. Poi le maschere. All'uscita i mamuthones si schierano in due file: sette da una parte, sette dall'altra. Al centro gli agili issohadores danno il tempo e segnano il passo. Il fragore dei campanacci risuona per le strette viuzze del centro storico di Mamoiada. Il passo è ritmato, i mamuthones vengono spinti verso il primo appuntamento con i fuochi di Sant'Antonio. Davanti ai fuochi la «marcia» del corteo sembra farsi confusa, soprattutto per i profani, ma poi è tutto chiaro: i mamuthones girano, a passo ritmato, intorno ai falò mentre gli issohadores danno dimostrazione della loro abilità.
Fino a sera è un susseguirsi di marce ritmate e di soste davanti ai fuochi. Tutti i falò saranno visitati da un gruppo o dall'altro. Poi i cortei si sciolgono. E inizia la festa vera, quella che si tiene davanti ai quaranta fuochi di Sant'Antonio.
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