Da "Il Resto del Carlino" - 17 Ottobre 2001
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Tunnel: l'Ulivo chiede garanzie
di Claudia Pasquini
ANCONA — Tutti chiedono la «garanzia tecnica» della sicurezza e della fattibilità. Tiziano Lucioli capogruppo Ds la vuole addirittura «firmata col sangue». Sembra quasi che la maggioranza l'altro ieri riunita per discutere del progetto Geodata relativo all'uscita a nord, si sia messa d'accordo sulla risposta da dare ai giornalisti. Insomma apparentemente nulla di nuovo, anzi posizioni molto smussate rispetto ai giorni scorsi. Il progetto Geodata sulla sua strada trova, per ora, l'ostacolo di Rifondazione Comunista. Non è una novità, ma il concetto è stato ribadito. Se infatti gli altri partiti dell'Ulivo esprimono qualche perplessità che comunque può essere sanata «dal parere dei tecnici», Mentrasti e gli altri del gruppo hanno per l'ennesima volta sollevato i loro dubbi sull'opportunità di un tunnel sotto la frana e sull'impatto che il progetto avrà a Casine di Paterno dove dovrebbe sorgere il nuovo casello autostradale e un'area di sosta per i tir, sul problema del pedaggio e sul project financing. Senza peli sulla lingua, Iridio Mazzucchelli, segretario comunale del Ppi parla di «boicottaggio». «È stata una riunione fatta per tranquillizzare qualcuno — ha detto —. Prima delle elezioni gli accordi di programma erano chiari. Ma c'è chi non si arrende e pensa di boicottare il progetto senza neanche verificarne la fattibilità. Da parte nostra, se viene verificata la compatibilità del tunnel nell'area in frana e se la Società Autostrade dà l'ok al casello non ci sono problemi. In caso contrario rimane in piedi l'ipotesi dell'asse attrezzatto anche se sappiamo che l'impatto ambientale è tremendo». Da parte sua Edoardo Mentrasti se la cava con un «No comment». « Presto — aggiunge — assumeremo una posizione per chiarire le nostre intenzioni alla città. Per ora i dubbi sul tunnel e sulla questione Cotecchia permangono».
Chiede assicurazione dai tecnici anche l'altro partito scettico nei confronti dell'uscita a nord, quello dei Repubblicani Europei. «Sappiamo tutti che un'opera nell'area in frana può comportare dei rischi — ha detto Andrea Nespoli — e visto che dobbiamo prendere decisioni fondamentali per la città, anche se non penso che il tunnel risolverà definitivamente il problema di Torrette, chiediamo garanzie di funzionalità e sicurezza». I Repubblicani Europei non nascondono il loro sostegno al completamento dell'asse attrezzato. «L'opera — afferma Nespoli — ha una sua validità». Un no deciso all'asse arriva invece dai Verdi. «Siamo favorevoli al progetto Geodata — spiega Daniele Tagliacozzo — se ci daranno la certezza scritta che non ci sono rischi. L'asse attrezzato, come più volte rimarcato, ha un impatto ambientale che non possiamo accettare». Roberto Stecconi della Margherita riassume così la posizione del suo partito: «Sì all'uscita a nord e il progetto Geodata non ci dispiace anche se, come affermato nel nostro forum di approfondimento sulla questione il tunnel potrebbe essere spostato dall'area in frana. Per il resto aspettiamo le valutazioni tecniche di fattibilità. Altrimenti è inutile discutere». Nessuna pregiudiziale neanche per Maurizio Cionfrini (Sdi): «L'uscita a nord è indispensabile. per il progetto Geodata anche noi chiediamo le garanzie tecniche».
Ieri l'assessore ai lavori pubblici Turchetti è stato a Roma al Ministero del tesoro proprio per parlare del project financing di Geodata con uno staff di esperti del Cipe, un ufficio di competenza e di consulenza che valuta questo tipo di progetti.




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