Il conclave veneziano del 1799-1800
"Corriere del Veneto", giovedì 6 febbraio 2003
"I RETROSCENA DI QUEL CONCLAVE SULL'ISOLA DI SAN GIORGIO"
di Lorenzo Tomasin
(l'autore è un bravissimo giovane insegnante veneziano, classe 1975, già studente modello del Foscarini, laureato alla Normale di Pisa con il massimo dei voti e già collaboratore culturale di "Gente Veneta", il settimanale della diocesi. L'articolo è molto ben documentato e scritto in stile fluente.Sentite però il finale, dove parla di Pio VII, il Papa uscito da quel conclave):
"Sarà il pontefice del tentativo di riavvicinamento tra Chiesa e nascente impero napoleonico. Ma sarà anche l'esitante prelato (sic!) dinanzi al quale Napoleone, nella chiesa di Notre Dame, afferrerà la corona con le sue mani e, ponendosela sulla testa, pronuncierà (sic!) parole famose, che suonano come uno schiaffo a qualsiasi autorità costituita, né solo ecclesiastica: 'Dio me l'ha data, e nessuno me la tocca'".
Ora, a parte il fatto che le parole esatte furono "Dieu me la donne, gare à qui la touche", noi ringraziamo Dio per quell'esitazione di Pio VII, che gli impedì di avallare un'usurpazione. Napoleone ebbe modo pochi anni dopo di sperimentare la giustizia divina, anticipata dalla scomunica che quello stesso "esitante prelato" gli inflisse. Le sue parole suonano quindi oggi come simbolo dell'arroganza umana: di lui è "silenzio e cenere la gloria che passò", mentre la Chiesa è nonostante tutto più viva che mai.
(...)
Fatima crocevia della storia
Caro professore,
non conosco il "parroco" di Gera Lario: cosa ha sostenuto esattamente?
Per il resto è ben giusto sottolineare che un "papa materialiter" non poteva certamente effettuare una consacrazione efficace, nè ancor meno secondo i dettami della Madonna. a Russia è infatti oggi straziata da tre grandi pestilenze morali, paragonabili al comunismo: l'autocefalia religiosa "ortodossa" e nazionalista, il liberalismo autocratico putiniano, la secolarizzazione nell'edonismo oppure nella disperazione pauperistica.
Nessuna consacrazione dunque è stata effettuata: le preghiere leonine per la conversione della Russia da recitare ai piedi dell'altare sono valide più che mai.
Che il Terzo segreto (mediaticamente manomesso con un colpo da vero "maestro" da Giovanni Paolo II) riguardasse la crisi del Vaticano II, era cosa di notizia comune fin dagli anni '60.
Se il testo presentato è autentico (L'autorità di chi me l'ha presentato -Ratzinger, Bertone, Sodano - è la stessa che può avere un sconosciuto incontrato in Metropolitana e molti hanno fatto notare notevoli incongruenze), la stessa interpretazione pare dubbia e faticosa.
Far passare il "Terzo segreto" come già realizzato, a mio modesto avviso, si configura veramente come un atto di "impugnazione della verità conosciuta" che non è eguali nella Storia umana: tremo per l'anima di coloro che hanno voluto, organizzato e concretizzato un progetto del genere.
un caro saluto
Guelfo nero :( :( :(
Lettera a Giorgio dell'Arti, conduttore pro tempore di "Prima pagina"
Caro Dell'Arti,
Sulla domanda del giorno, posta da Riccardo Barenghi e ripresa da Zincone, questa la mia posizione, in sintesi: chi è contro la guerra in quanto violazione del diritto internazionale dovrebbe, per coerenza, augurarsi la vittoria dell'Iraq, ingiustamente aggredito.
Noi cattolici cosiddetti "tradizionalisti" siamo con Pio XI per la Pax Christi in Regno Christi, ossia per il Regno Sociale di N.S. Gesù Cristo, che non sarà portato dalla vittoria di nessuno dei contendenti. Troppe cose sarebbero da chiarire prima.
A proposito, Sartori si vanta di essere in "beata solitudo" nelle critiche a Wojtyla: poveretto, qualcuno gli spieghi che da oltre 20 anni il cattolicesimo sedevacantista nega la legittimità formale dei pontefici materiali.
Al signore agnostico, che sostiene che è insolubile la questione su Dio, riaspondo che è stata già risolta da Dio stesso con la Sua Rivelazione e Incarnazione. O di là o di qua: il signore riconosce la divinità di Cristo o no?
A Lei che afferma con sicumera che "non si può dedurre un'etica da una fede religiosa" rispondo che al contrario è solo dalla fede religiosa che si può dedurre un'etica che non sia autofondata e quindi relativa.
"Enigma": vanno in scena la morte e la resurrezione di N.S.G.C.
Da dove cominciare? Dalla provocatoria presenza del solito Odifreddi (per il quale i SS. Vangeli sono "una sceneggiatura di film dell'orrore", rimbeccato grazie a Dio da padre Piccirillo sulle resurrezione di Mitra)? Da quella del "professor Calimani", per il quale "il cristianesimo è una setta ebraica che ha avuto successo" (Messori rigorosamente zitto)? Dalla costante tendenza del conduttore Andrea Vianello al sensazionalismo (Gesù non aveva 33 anni, Barabba/Bar Abbas forse non era altri che lo stesso Gesù, il quale non sarebbe morto in croce ma sarebbe stato sostituito da un sosia, oppure raccolto in catalessi, si sarebbe risvegliato e sarebbe andato in India dove si sarebbe sposato ecc.ecc., i ladroni non erano ladroni, Pilato era più cattivo di quanto dicano i Vangeli, e poi la perenne svalutazione della parola di Dio, la quale non sarebbe credibile se non avesse "conferme" dalla storia). No, preferisco parlare di Messori, che tempo fa, in una puntata dell'"Infedele", come mi ricordava mia moglie, Baget Bozzo aspramente rimbeccò con un "Chi vuol fare l'intellettuale laico non si faccia chiamare cattolico". Messori che con la sua presenza (ma l'amico Andrea Carancini ci ha già spiegato che il suo libro sulla Resurrezione è uno dei libri più anticristiani che esistano) ha avallato questa operazione semiblasfema, soprattutto con riguardo alla questione delle responsabilità nella condanna di Gesù. Bontà sua ha ammesso che queste vanno divise equamente tra il sinedrio e i romani. Però il Sinedrio (udite udite) era espressione dei sadducei, che il popolo odiava, e quindi... Naturalmente l'accusa di deicidio "è servita nel corso dei secoli ad alimentre il peggiore antisemitismo" (questo l'ha detto Vianello per compiacere i due ebrei, ma Messori non ha interloquito). Con buona pace del Magistero infallibile e della Tradizione. Tipica trasmissione RAI in vista della Pasqua, da celebrare strettamente congiunti con i "fratelli maggiori".
Re: Il conclave veneziano del 1799-1800
Citazione:
Originally posted by franco damiani
"Sarà il pontefice del tentativo di riavvicinamento tra Chiesa e nascente impero napoleonico. Ma sarà anche l'esitante prelato (sic!) dinanzi al quale Napoleone, nella chiesa di Notre Dame, afferrerà la corona con le sue mani e, ponendosela sulla testa, pronuncierà (sic!) parole famose, che suonano come uno schiaffo a qualsiasi autorità costituita, né solo ecclesiastica: 'Dio me l'ha data, e nessuno me la tocca'.
Ora, a parte il fatto che le parole esatte furono "Dieu me la donne, gare à qui la touche", noi ringraziamo Dio per quell'esitazione di Pio VII, che gli impedì di avallare un'usurpazione. Napoleone ebbe modo pochi anni dopo di sperimentare la giustizia divina, anticipata dalla scomunica che quello stesso "esitante prelato" gli inflisse. Le sue parole suonano quindi oggi come simbolo dell'arroganza umana: di lui è "silenzio e cenere la gloria che passò", mentre la Chiesa è nonostante tutto più viva che mai.
(...)
Vorrei, professore, spezzare una lancia a favore del giovane studioso. Forse, nelle di lui parole, v'è da ricercare l'impeto della giovane età: forse voleva un Papa più deciso davanti a quel Flagello, ignorando, comunque, che il Papa si trovava lì prigioniero. O Quasi.
Troppa umanità nel proprio pezzo, gli hanno fatto dimenticare quella altrui. Perché se il Papa avesse potuto scegliere liberamente, non è che non avrebbe messo la corona in testa a Napoleone: non ci sarebbe neppure andato.
Per capire TANTE cose della storia della Chiesa, vanno considerate sempre le sagge (:D) parole di Stalin: "Quante divisione ha il Papa?".
"Brancaleone l'europeo" di Antonello Zunino (rubrica "Il punto" sul "Giorna
(...) ci sia consentita una domanda: che cosa c'entra il richiamo alla civiltà ebraico-cristiana in una Costituzione che altro non è che che un complesso di principi, espressi in norme, per il futuro di uno Stato o di un organismo? Lo si metta in una prefazione insieme, naturalmente, a quello di tutte le altre civiltà: greca, romana, celtica, vikinga, carolingia, del Sacro Romano Impero e via dicendo. O sbagliamo?
Notate: altro è il cristianesimo, altro il Sacro Romano Impero, parificato alla "civiltà" vichinga. Complimenti...
Le sorprese del matrimonio
Lettera di Giuseppe Diotto a "Libero" del 14 aprile 2003
Egregio direttore, quante sorprese può riservare un matrimonio? Tante, infinite, però l'importante è essere in pace con se stessi tutto il resto è insignificante. Uno studio condotto dalla Michigan State University ha sentenziato che il matrimonio non garantisce felicità, chi era felice prima lo sarà anche dopo, chi invece non lo era prima non lo sarò neanche dopo. Insomma il grado di felicità del singolo è il termometro che segnerà la riuscita o il fallimento della vita matrimoniale. Rinunciare a uno stile di vita per un altro non è sempre così semplice soprattutto per chi dopo anni di egocentrismo è "costretto" a considerare anche l'altro, non come una cosa, ma come parte complementare di un rapporto che basa le sue fondamenta sul rispetto reciproco.