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Discussione: Veleni laicisti

  1. #221
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    Predefinito V.M.Manfredi-Tommaso

    "Stargate" (La7, ore 21.30 di giovedì 3 maggio) ha dedicato la puntata ai miracoli di Gesù. Valerio Massimo Manfredi ha presentato un illusionista che ha provato a ripetere tutti i miracoli compiuti da Nostro Signore "per provare se è possibile che ci fossero dei trucchi".
    Conclusione rassicurante: non c'erano trucchi.
    L'unico miracolo che non ha provato a ripetere sapete qual è stato?



    BEATI QUI NON VIDERUNT
    ET FIRMITER CREDIDERUNT
    VITAM AETERNAM HABEBUNT

    (dall'inno pasquale di Jean de Tisserand, sec. XV)

  2. #222
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    A GIULIO LINGUERRI, "giornalista" di "Linea"

    "Uno scontro dottrinale tra cristiani delle origini e cattolici preconciliari" (al Family day di domani)? Ma dove vive, Linguerri?
    Sappia che i "cattolici preconciliari", cui mi onoro di appartenere, domani se ne staranno a casa, non avendo nulla in comune con una gerarchia che è la principale responsabile della crisi familiare, avendo di fatto accettato, con il Concilio Vaticano II e il "concordato" del 1984 quella "laicità (= ateismo) dello Stato" che ha permesso le infamileggi sul divorzio e l'aborto e tutte le consimili abberrazioni.
    E che, non contenta di ciò, ha mutato la gerarchia dei fini del matromonio, parificando il mutuo perfezionamento degli sposi alla provreazione ed educazione dei figli, causa prima questa del dilagare della "contraccezione cattolica" e del conseguente pauroso calo demografico nei paesi cattolici.
    Contro chi protestano quindi questi signori, seguaci di quel Ratzinger che è andato in Brasile a farsi benedire dal rabbino? Protestino contro se stessi, anzi si facciano un salutare esame di coscienza.


    Franco Damiani

  3. #223
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    Centro studi Giuseppe Federici - Per una nuova insorgenza
    Comunicato n. 53/07 del 7 maggio 2007, San Stanislao

    Perfida Albione

    Religione Labour, di Rodolfo Casadei

    Cristiani messi al bando e "rieducati" alla tolleranza, cattolici arrestati perché diffondono idee "minacciose". È l'ultimo scorcio dell'era Blair, dove il relativismo è un dogma.

    Qual è quel paese dove la libertà di parola può portare in prigione, dove è obbligatorio pensare e agire come decide il governo, dove si viene arrestati se si esprime un parere difforme dalla legge vigente, le associazioni studentesche cristiane vengono espulse dalle università e per i cattolici vengono proposti corsi di rieducazione? La Corea del Nord o forse la Cina? Sbagliato. Il paese in questione è niente meno che il Regno Unito nelle ultime luci del tramonto politico di Tony Blair. Non è un'esagerazione. La vicenda del negato riconoscimento dell'obiezione di coscienza alle agenzie cattoliche che si occupano di adozioni, e che dal 1° gennaio 2009 saranno obbligate ad accettare le coppie omosessuali che dovessero rivolgersi al loro servizio oppure rinunciare ai fondi pubblici che ricevono, è solo la punta di un iceberg. Gli episodi che fanno pensare a una dittatura relativista strisciante si sono moltiplicati in modo preoccupante negli ultimi due anni. Anche se la vicenda delle 12 agenzie cattoliche britanniche per le adozioni è sintomatica.
    Il primate cattolico, il cardinale Cormac Murphy-O'Connor, non chiedeva la luna. Niente battaglie in stile Cei contro il diritto all'adozione riconosciuto alle coppie omosex dalla legge britannica. Monsignore chiedeva semplicemente che agli enti cattolici fosse concessa l'esenzione da alcune norme dell'Equality Act, che proibisce ogni discriminazione basata sull'orientamento sessuale nella fornitura di servizi e che sarà approvato ad aprile dal Parlamento. In fondo si tratta delle migliori agenzie di adozioni di tutte le isole britanniche: registrano il più basso tasso di fallimento dell'adozione e la più alta percentuale di casi risolti di bambini problematici (disabili, vittime di abusi fisici o sessuali, ecc. rappresentano un terzo dei bambini a cui gli enti cattolici trovano una famiglia). E il loro comportamento nei confronti delle coppie omosessuali, fino ad oggi, è stato estremamente rispettoso: le agenzie cattoliche «forniscono un servizio informativo, empatico e utile a tutti coloro che domandano circa le adozioni, anche quando non rispondono ai criteri dell'agenzia per l'accettazione della richiesta. Le coppie omosessuali vengono riferite ad altre agenzie dove la loro domanda di adozione può essere presa in considerazione», ha spiegato il cardinale in una lettera ai membri del governo. Insomma, sarebbe un vero peccato se dovessero chiudere i battenti per quella che ha tutto il sapore di un'impuntatura ideologica.
    Niente da fare: «Non c'è posto per la discriminazione nella nostra società», ha sentenziato Tony Blair. «E in questo senso non ci possono essere esenzioni dai regolamenti che prevengono la discriminazione per le agenzie confessionali per le adozioni che offrono servizi con finanziamenti pubblici». Il volto del premier però era tirato quando diceva questo, perché in realtà la sua decisione è stata il frutto di una sottomissione alla maggioranza dei suoi ministri, decisissimi a mettere in riga i cattolici. «Respingiamo la discriminazione in tutte le sue forme, particolarmente quando priva i nostri bambini più vulnerabili di una dimora stabile, amorosa e sicura», ha bacchettato con grande sprezzo del ridicolo Alan Johnson, ministro dell'educazione. Ben Summerskill, direttore esecutivo della Ong Stonewall che milita per i diritti degli omosessuali, ha proposto di risolvere il problema con un programma di rieducazione degli educatori e degli operatori sociali cattolici: «Siamo completamente convinti che con 20 mesi di tempo per riaddestrare il loro staff, nessuna agenzia dovrà chiudere».
    Dicevamo che questa è solo la punta di un iceberg. È arrivato in questi giorni alla Corte suprema il caso di Veronica Connolly, una donna cattolica esponente del Movimento per la vita condannata a un anno di prigione con la condizionale dal tribunale di Solihull per violazione del Malicious communications Act, che punisce chi invia lettere indecenti e offensive per causare stress e ansia nel destinatario. La signora, una nonna di 53 anni costretta su una sedia a rotelle, fra il 2004 e il 2005 ha inviato ai farmacisti della sua contea lettere per dissuaderli dalla vendita della pillola del giorno dopo, alcune delle quali contenevano immagini di feti abortiti. Tali immagini arrivavano solo a chi aveva esplicitamente autorizzato l'invio. Tuttavia il 10 febbraio 2005 un farmacista ha sporto denuncia e il 13 febbraio la polizia di Solihull ha prelevato la signora Connolly a casa sua, l'ha portata al commissariato e qui, sotto gli occhi della figlia e di una nipotina di 5 anni, l'ha posta in stato di arresto per una durata di sette ore. Processata e condannata in primo grado e in appello, la signora si è ora rivolta alla Corte suprema per vedere riconosciuta la sua libertà di religione e di espressione, affermate negli articoli 9 e 10 della Convenzione europea sui diritti umani.
    Abbastanza simile è il caso di Stephen Green, un evangelico direttore del gruppo Christian Voice arrestato a Cardiff il 2 settembre 2006 per essersi rifiutato di smettere di distribuire volantini dal titolo "Amore fra persone dello stesso sesso - Sesso fra persone dello stesso sesso: cosa dice la Bibbia?" in un parco pubblico dove si svolgeva una festa di omosessuali. Green è stato condotto alla centrale di polizia di Cardiff e qui chiuso in cella per quattro ore prima di essere rilasciato. Ad arrestarlo è stato un ispettore con una veste fluorescente recante la scritta Minorities Support Unit, che lo ha incolpato della violazione degli articoli 5 e 6 del Public order Act: «Uso di parole minacciose, abusive o insultanti, o comportamento tale da causare molestia, allarme o stress in quanto visibile o udibile da una persona nelle vicinanze». Un mese dopo il giudice istruttore di Cardiff ha prosciolto Green in istruttoria, ma in un comunicato la polizia del Galles meridionale ha rivendicato la correttezza del proprio operato affermando di essere orgogliosa «della nostra presa di posizione a sostegno e protezione dei più vulnerabili nelle nostre comunità, specialmente coloro che sono le vittime del pregiudizio e della discriminazione, di molestie e persino di odio».

    L'egualitarismo prima di tutto
    Ma il fenomeno apparentemente più preoccupante è quello delle espulsioni in serie delle associazioni cristiane (Christian unions) dalle università britanniche. All'università di Exeter alla Christian Union sono state negate l'uso delle aule e l'accesso a finanziamenti universitari perché l'Associazione degli studenti ha giudicato la sua dichiarazione di princìpi «troppo escludente». A Birmingham la Christian Union è stata sospesa perché si è rifiutata di modificare il proprio statuto in modo da permettere ai non cristiani di dirigere i suoi incontri e di correggere i propri documenti in modo da includere riferimenti ai diritti di gay, lesbiche, bisessuali e transgender. All'università di Edinburgo, dove qualche tempo fa una protesta studentesca ha ottenuto la rimozione delle copie della Bibbia che si trovavano da sempre presso le residenze studentesche, alla Christian Union è stato imposto di sospendere un corso di educazione sessuale perché i suoi contenuti sono stati giudicati «omofobi». Alla Heriot-Watt, altra università di Edimburgo, la Christian Union non è stata ammessa all'associazione degli studenti perché i suoi princìpi discriminerebbero i non cristiani e le altre fedi religiose.
    Le associazioni studentesche cristiane hanno deciso di portare in tribunale le università che le hanno discriminate. La stessa cosa ha fatto col ministro della Giustizia il giudice Andrew McClintock - ed è la prima volta che succede nella storia dell'Inghilterra. Il 62enne magistrato di Sheffield denuncia di essere stato costretto alle dimissioni dal suo incarico nel tribunale minorile della medesima città perché i responsabili dello stesso hanno respinto la sua richiesta di essere esentato dalle cause in cui i bambini potevano essere rimossi dalle famiglie naturali per essere affidati a coppie omosessuali. L'obiezione di coscienza non è stata accettata e a McClintock è stato imposto di giudicare in tutti i casi oppure di dimettersi. Lui si è dimesso e ha fatto causa. In tribunale ha dichiarato che è sua convinzione che l'affidamento di un bambino ad una coppia omosessuale «è incompatibile con il benessere del bambino, che sta diventando una cavia in un esperimento di scienza sociale». Quando sarà stato approvato l'Equality Act, per una frase del genere potrebbe finire dritto in prigione.

    (Da Tempi, n. 6 dell’8 febbraio 2007)


    Le fonte ciellina è un po' "infetta" ma penso possano essere informazioni interessanti...

  4. #224
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    Predefinito Il Giro d'Italia, S. Pio X e Garibaldi

    Tutti i santi giorni gli appassionati di ciclismo che seguono alla TV il Giro d'Italia devono sorbirsi la pappardella con le imprese di Garibaldi (la RCS ha avuto infatti la peregrina idea di dedicare il Giro al bicentenario dell'"Eroe dei due mondi").
    Oggi il Giro arrivava a Riese Pio X e avevo chiesto ad Alessandro Fabretti che qualcuno trovasse dieci secondi per ricordare il centenario della "Pascendi".
    Macché, abbiamo dovuto al contrario sciropparci la lezioncina di Bulbarelli su Aspromonte. Così ho scritto al Taras nazionale (che qialche giorno fa aveva definito "presunta2 l'apparizione che diede origine al santuario di Nostra Signora della Guardia):

    Caro Bulbarelli,

    dunque nel 1862 Garibaldi tentò di "liberare Roma": da chi, di grazia? Dal Papa?



    Franco Damiani

  5. #225
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    Predefinito

    Caro Bulbarelli,

    dunque nel 1862 Garibaldi tentò di "liberare Roma": da chi, di grazia? Dal Papa?
    eh eh...

  6. #226
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    Citazione Originariamente Scritto da FrancoDamiani Visualizza Messaggio
    A GIULIO LINGUERRI, "giornalista" di "Linea"

    "Uno scontro dottrinale tra cristiani delle origini e cattolici preconciliari" (al Family day di domani)? Ma dove vive, Linguerri?
    Sappia che i "cattolici preconciliari", cui mi onoro di appartenere, domani se ne staranno a casa, non avendo nulla in comune con una gerarchia che è la principale responsabile della crisi familiare, avendo di fatto accettato, con il Concilio Vaticano II e il "concordato" del 1984 quella "laicità (= ateismo) dello Stato" che ha permesso le infamileggi sul divorzio e l'aborto e tutte le consimili abberrazioni.
    E che, non contenta di ciò, ha mutato la gerarchia dei fini del matromonio, parificando il mutuo perfezionamento degli sposi alla provreazione ed educazione dei figli, causa prima questa del dilagare della "contraccezione cattolica" e del conseguente pauroso calo demografico nei paesi cattolici.
    Contro chi protestano quindi questi signori, seguaci di quel Ratzinger che è andato in Brasile a farsi benedire dal rabbino? Protestino contro se stessi, anzi si facciano un salutare esame di coscienza.


    Franco Damiani
    Dalla risse tra ratzingeriani e laicisti noi dobbiamo stare assolutamente fuori.

  7. #227
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    Predefinito Quando gli evoluzionisti si distraggono

    Controstampa di Pier Giorgio Liverani su "Avvenire"

    19 Agosto 2007

    Quando gli evoluzionisti si distraggono Su La Repubblica (venerdì 17) esce l'ottava puntata di una «storia dell'evoluzione» scritta da Luca e Francesco Cavalli Sforza (padre e figlio), che questa volta smentiscono se stessi e l'evoluzioni-smo come teoria di sviluppo casuale del creato, senza leggi né progetto né Creatore. Gli Autori affermano che «l'invenzione è la specialità degli umani», grazie a cui siamo passati «dall'uso del fuoco alle nuove tecnologie [...] La nostra inventività, intesa come la capacità di costruire strumenti che ci permettono di interagire con il nostro ambiente», ha prodotto «un'evoluzione squisitamente culturale», vale a dire frutto dell'intelligenza, che ha permesso «un'accelerazione fortissima dell'evoluzione biologica» e favorito «la comparsa dell'uomo moderno, cioè della specie umana che abita il mondo oggi (Homo sapiens sapiens)», due volte sapiente, con tutte le invenzioni che nell'insieme «chiamiamo civiltà». Dobbiamo essere grati ai due Cavalli Sforza: ci hanno fornito la migliore dimostrazione che l'evoluzione segue proprio quello che gli evoluzionisti negano chiamandolo con disprezzo e sarcasmo «disegno intelligente». Segno che anche loro si sono evoluti in base a un progetto intelligente. Solo che, però e chissà perché, non se ne sono accorti.

    FRITTO LAICO
    Il prof. Carlo Flamigni, è assai più forte in ginecologia che in italiano. Ammette, per esempio (Liberazione, venerdì 10), di non conoscere l'espressione «troppo "uccisiva"» usata per giustificare una proposta di modifica della Legge 40 di fecondazione artificiale, anche se da trent'anni la si usa proprio in materie di sua competenza come aborto e fecondazione artificiale. Non solo, ma definisce «radicata superstizione cattolica» il dato razionale, scientifico e legislativo (art. 1, stessa legge) che «l'embrione è uno di noi». Ignora anche che superstizioni sono, semmai, la trovata di negare l'umanità del concepito prima del 14° giorno (il "pre-embrione") o «nella fase pre-zigotica»; la definizione di "sacrosanta" usata per la legge di aborto, oppure la rifondazione comunista auspicata da Liberazione. Su cui Flamigni deplora la «nuova moda delle parole create ad hoc» ("uccisiva") quando proprio il suo lessico laico-abortista, cioè l'Antilingua, è costituito di parole dette per non dire quello che si ha paura di dire, cioè la verità che si vuol nascondere. I lettori le conoscono: oltre a quelle già ricordate, sono centinaia: Ivg, diritti civili e riproduttivi, complessi di cellule evolutive derivati da fecondazione ovulare, induzione mestruale, contraccezione d'emergenza, pillola del giorno dopo... Continuo, oppure anche questa è per Flamigni «aria fritta», magari su qualche padella laica?

    SUPERLATIVI SUPER
    L'Unità sta pubblicando una propria «storia» con la riproduzione delle sue copie celebrative di avvenimenti eccezionali. Per esempio (martedì 14) la morte di Stalin (6 marzo 1953), ovvero dell'«uomo che più di tutti ha fatto per la liberazione e per il progresso dell'umanità». O (giovedì 16) il crollo del muro di Berlino, frutto postumo dello stalinismo (10 novembre 1989). Questo giorno fu per l'Unità «Il giorno più bello per l'Europa». Per i comunisti i superlativi più si contraddicono e più sono super.


  8. #228
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    Predefinito Le finezze dei superlaici

    "Controstampa" di Pier Giorgio Liverani su "Avvenire" del 15 luglio 2007

    15 Luglio 2007
    Le finezze dei superlaici È noto che i maggiori teologi, liturgisti ed ecclesiologi sono quei "laici" che si proclamano atei e razionalisti, non bazzicano mai in parrocchia e sostengono che la fede e la religione costituiscono un fatto esclusivamente privato e di nessuna rilevanza pubblica, ma poi, appena avviene qualcosa che riguarda la Chiesa, aprono sui giornali le cateratte della loro scienza e giudicano e mandano secondo che avvinghiano. È accaduto puntualmente con il "motu proprio" di Benedetto XVI sulla Messa di San Pio V, con il documento della Santa Sede sulla sussistenza nella Chiesa cattolica dell'unica Chiesa istituita da Gesù Cristo e, infine, con il parere di Corrado Augias, noto esperto in cristologia (La Repubblica, martedì 10). Costui accusa la Chiesa di essere «di destra», perché ha beatificato molte delle vittime «dei "rossi"» durante la guerra civile spagnola e non le «26mila vittime della repressione franchista». Gli sfugge il particolare che quelle vittime dei «rossi» furono uccise in odio alla fede mentre quelle dei franchisti lo furono perché militanti nella parte politica avversa, giusta o sbagliata che questa fosse. Ma ecco con quali finezze razionali i "giornalaici", in ritardo di quasi mezzo secolo, hanno presentato il richiamo alla dottrina sulla Chiesa definita dal Concilio: «Ratzinger insiste: la chiesa sono io» (il Manifesto), «Il piccone di Ratzinger: l'unica chiesa è la mia» (Liberazione), «C'era una volta il Vaticano II» e «Dal Papa un altro colpo al dialogo» (l'Unità, martedì 10), «Ferita a morte la credibilità dell'ecumenismo» (Corriere della sera, mercoledì 11), come se l'ecumenismo consistesse nell'annacquare la propria identità. Per ragioni di spazio cito soltanto Liberazione (martedì 10) sul rito preconciliare della Messa: «La lingua del potere ignota al popolo». Ci fosse mai stato uno di questi ecumenologi che abbia parlato di dialogo ferito quando, per esempio, gli anglicani hanno deciso di ordinare le presbitere e le vescove o di scegliere come vescovo un omosessuale praticante confesso.

    DARIO BROWN
    Quando leggo Dario Fo mi domando che cosa significhi "Premio Nobel". La sua ultima uscita è, riportato da La Stampa e da La Repubblica (sabato 7), un intervento alla "Milanesiana" su «Cristo e le donne», furbesca anticipazione di un suo libro appena edito. In quella conferenza Fo si è detto certo che «nel Cenacolo la figura di Giovanni è in realtà la Maddalena» e poi, prendendolo per Vangelo, ha citato non so quale apocrifo: «Rileggendo l'intero Cantico dei Cantici, ci siamo convinti che Gesù conoscesse questo poema. Basta confrontarlo con i dialoghi che intesse con le donne di cui si dichiara preso d'amore. Lo ricordiamo volentieri. Salomè chiede: "Chi sei tu che ti siedi alla mia tavola e ti sdrai nel mio letto?". "Sono uno che con te si sente un corpo solo". E Salomè riprende: "Io sono solo una tua discepola?". E Gesù: "Io ti dico che quando si incontra qualcuno e con quello ci si unisce, il tuo corpo si scioglie nella luce e quando ci si abbandona in quello, tutto il tuo spirito s'affoga nel buio"». Un Nobel che parla come scrive Dan Brown.

    BUONE VACANZE
    Buone vacanze a tutti i miei ventitré lettori e, se permettete, anche a me. Ci ritroveremo subito dopo la festa dell'Assunzione.

  9. #229
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    Predefinito Il "cattolicesimo adulto" spiegato al popolo

    "Controstampa" 8 luglio
    L'ultimo numero di Micromega (4/2007) spara a raffiche contro la Chiesa. Il suo primo articolo («Chiesa pigliatutto: le carte truccate dell'otto per mille») raccoglie e ripete vecchi luoghi comuni in materia. Il secondo («Che fine hanno fatto i cattolici democratici?») parla della Chiesa come se fosse un partito politico e imputa a Benedetto XVI di non averla «aperta ai principi fondanti della modernità» (forse per fedeltà a quelli evangelici). Qui «uno storico cattolico» (Mauro Pesce, coautore con Corrado Augias di "Inchiesta su Gesù") pone ancora l'infantile domanda di moda se sia «possibile un cattolicesimo adulto». L'ultima raffica è una critica al "Gesù di Nazaret" di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI, conclusa da un altro «cattolico» scelto, come il precedente, nel mazzo: Franco Barbero, «presbitero della comunità cristiana di base di Pinerolo», noto anche per essersi specializzato nella benedizione delle "nozze" tra omosessuali. All'Autore costui imputa - udite! - la colpa di aver «espresso in modo esplicito ben 49 volte la tesi della divinità di Gesù» e di aver affermato addirittura il «dogma della Trinità». Imputazioni minori sono l'asserzione che «la Scrittura antica convergeva verso questa affermazione: «Mosé e i profeti parlano tutti di Gesù», vale a dire la «improponibile teologia del compimento, per cui l'ebraismo è preparatio evangelii»; e quella che «noi preghiamo così come Gesù, sullo sfondo della Sacra Scrittura, ci ha insegnato a pregare», cioè chiamando Dio "Padre". A Franco Barbero (e a Liberazione che, con scelta delicata, gli ha ripubblicato il saggio il giorno di San Pietro) dobbiamo essere grati. Ci ha chiarito il quesito di Pesce: che cosa vuol dire «cattolicesimo adulto».

    LA FORZA DELLA RAGIONE
    Il razionalismo è capace di logiche ardite. Luca e Francesco Cavalli-Sforza, padre e figlio, stanno pubblicando su Repubblica (a partire dal 27 giugno) una «storia dell'evoluzione» a puntate. La prima ha questo titolo: «Il segreto della vita, Il principio è l'autoriproduzione». Questa eccezionale affermazione ha il seguente sviluppo: «Se davvero la vita ha fatto tutto da sola, cosa che non è dimostrata e forse non è nemmeno dimostrabile, ma è perfettamente compatibile con ciò che sappiamo, allora [...] nessun piano guida la storia della vita e ciò che sarà dell'umanità [...] dipende in larga misura dalle scelte che faremo [...] ma negare che vi sia evoluzione significa rinunciare alla nostra capacità di ragionamento e a tutto quanto sappiamo». Anche l'"occhiello" del titolo cominciava con un «Se all'origine non c'è un intervento divino», ma i razionalisti hanno tanta fiducia nella forza della ragione da essere capaci di certezze perfino là dove dubitano.

    STILE E GIORNALE
    Titolo a tutta prima pagina, ribadito nell'interno, che Libero dedicava, il 28 giugno, a Veltroni: «Che gran parac...». Ulteriore replica martedì 3, quando, in prima, appariva in forma esplicita l'accusa di Berlusconi a Prodi di «dire str...». Il concetto, già ripreso da Il Giornale nella sua realistica vignetta di prima pagina (mercoledì 4), era ripetuto il giovedì e il venerdì successivi. La vecchia massima "lo stile è l'uomo" va aggiornata: oggi lo stile è anche il giornale.


  10. #230
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    Predefinito ma l'uomo è davvero un'eccezione sacra

    "Controstampa" 24 giugno

    «Se scopriamo che quasi il 99% del Dna accomuna un essere umano a uno scimpanzé, non dobbiamo stupirci» (La Stampa, mercoledì 20). Secondo Telmo Pievani, filosofo della scienza alla Bicocca di Milano, questa vicinanza genetica alle scimmie dimostra che «l'uomo non è più l'eccezione sacra», ma che «siamo animali», anche se «a modo nostro». In fondo, «abbiamo percorso insieme gran parte della storia naturale e ci siamo separati solo sei milioni di anni fa, è normale avere questa percentuale di genoma identico». Anzi, siamo anche un po' vegetali. Pievani ci informa: «Se vogliamo saperlo, condividiamo una parte consistente del Dna anche con la banana». I ragazzi delle elementari, che non sanno che «nel linguaggio c'è la prova che Darwin aveva ragione», già da molto tempo hanno spiazzato, a modo loro, il filosofo: dicono che «la ba-nana è una ba-donna ba-piccola ba-piccola».
    Al professor Pievani, secondo cui «la scommessa più affascinante, che ci attende nei prossimi anni, è capire come sia possibile che solo l'1% di Dna generi due primati così differenti», bisognerebbe far capire che proprio quell'1% dimostra «l'eccezione sacra» dell'uomo. Per comprenderlo non c'è neppure bisogno di smontargli la teoria evoluzionistica. Basta una minuscola scintilla di - mi si passi l'espressione - "Dna divino" (il soffio del Creatore) per fare una differenza enorme.

    AVE MARIA?
    Per difendere laicamente il testamento biologico Adriano Sofri si serve addirittura dell'Ave Maria, interpretandone a modo suo il versetto finale: «Nunc et in hora mortis nostræ». Su Repubblica (giovedì 21) scrive: «Il tempo della morte - adesso e nell'ora - sarà diverso per ciascuno di noi». E spiega: «Non credo che la "nostra morte" voglia dire la morte che aspetta tutti gli umani. Vuol dire che anche il modo sarà diverso per ciascuno, come il tempo e che a ciascuno apparterrà la propria morte. Se avesse voluto parlare della fine che tutti ci aspetta, avrebbe detto: "Nunc et in hora mortis". Dice "nostræ", perché, "pro nobis peccatoribus", è altra per ognuno di noi peccatori». Dunque, conclude, se la morte è nostra ciascuno di noi può farne una a modo proprio con il testamento biologico.
    Povero Sofri, ha inciampato sull'"ora pro nobis", che non cita, e non si è accorto che quell'invocazione è una richiesta a Maria di pregare perché noi peccatori si muoia non nella presunzione e nel peccato, ma nell'abbandono a Dio. Esattamente il contrario della sua tesi.

    MA NON CI È ANDATO
    Sempre su Repubblica, Michele Serra scriveva, sabato 16 che «se potessi essere a Roma, andrei al Gay Pride perché riconosco nei diritti degli omosessuali i miei stessi diritti». Sette volte ha ripetuto «Ci andrei», però non ci è andato e non ne spiega il motivo. Ipotesi: forse perché non gli andava di rivendicare esplicitamente, lui con la sua bella famiglia, i cosiddetti «diritti» dei gay?
    Ed ecco, a mo' di contorno, qualche titolo di giornale dopo il Pride. L'Unità, ottimistica: «Che allegria, che sorrisi: una piazza contro nessuno». La Repubblica, anodina: «Attacchi al Vaticano e a Prodi». Liberazione, minacciosa: «Arrendetevi, siamo dappertutto», «Un milione di gay ci salva dal Vaticano!», «Perché siamo contro la famiglia», «Articolo 29, cancelliamolo», «Bruceremo il Vatican...».

 

 
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