La stampa estera (comunista, ovviamente) allibisce, per molto (ma MOLTO) meno si facevano titoloni scandalizzati.
Qualcuno ha visto sulla TV e sull'informazione bananas qualche cronaca sulle deposizioni del pentito Giuffrè?
Finchè, per i primi 5 mesi di collaborazione, Manuzza Giuffrè portò a spasso i PM raccontando del racket sulle Madonie e di altre cosucce di poco conto, già note nelle sentenze e nei libri di storia, fu accolto con applausi scroscianti dall'intera classe politica. Renato "schifo" Schifani, entusiasta, propose una proroga ai sei mesi di scadenza previsti dall'assurda legge del 2001 (astenersi dai commenti; è assurda A PRESCINDERE!): "Non possiamo rischiare di penalizzare i contributi eccezionali come quelli ipotizzati dal collaboratore di giustizia Giuffrè. Non ci tireremo indietro pertanto se, nell'eccezionalità del caso, saremo chiamati a intervenire con norme che prevedano brevi e motivati prolungamenti dei termini utili al completamento della collaborazione" (28/09/2002). Persino l'avv. Enzo Fragalà (AN), pur contrario alla proroga, esaltava quel "collaboratore che si è pentito contro i capi di Cosa Nostra e non per benefici personali che poteva ottenerne", grazie al "procuratore Grasso, che sta gestendo una nuova fase dell'Antimafia senza gli estremismi del passato, dimostrando un grande equilibrio nella gestione delle collaborazioni e un esemplare stile istituzionale" (04/10/2002).
Ora, dopo che sono stati fatti i nomi di Berlusconi e Dell'Utri il pentito non piace più.
Scomparso dalle cronache della Repubblica delle Banane.




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