Da "Il piccolo" giornale di Trieste
FIUME - Hanno agito nella notte a cavallo tra sabato e domenica scorsi, sfogandosi contro una ventina di tombe, nicchie e lapidi appartenenti soprattutto a fiumani di nazionalità italiana. Il disgustoso episodio si è verificato al cimitero monumentale di Cosala, che è stato preso di mira dai profanatori di turno ai quali sta dando la caccia la polizia locale. Alla questura non parlano, almeno per il momento, di atto xenofobo o intimidatorio nei riguardi dei connazionali, anche se permane la preoccupazione per il danneggiamento di diverse tombe con lapidi contenenti nomi e scritte in lingua italiana. Ricordiamo che Cosala è iscritto nell’istituto nazionale croato dei monumenti culturali per tombe di particolare pregio architettonico quali il Mausoleo Whitehead, la cappella Gorup e la tomba Manasteriotti, restaurata nel ’94.
Tornando ai danneggiamenti, il bilancio è grave: i vandali si sono accaniti contro sedici tombe e due nicchie, mandando in frantumi le lapidi. Va notato che non hanno lasciato nessun tipo di scritte di «rivendicazione» ne anti-italiane, ma neanche inneggianti a Satana. Da ricordare che in un paio d occasioni in precedenza, diversi sepolcri erano stati segnati da scritte di satanisti, con le croci capovolte e conficcate sul terreno.
A detta di fonti ufficiose, e che dunque abbisognano ancora di conferma, alcune croci capovolte e piantate a terra sarebbero state rinvenute nelle vicinanze delle tombe danneggiate.
Come detto, i danni materiali sono ingenti, anche se non ancora stimati in quanto l’ente comunale «Kozala» che amministra il cimitero sta provvedendo a informare i titolari delle tombe profanate. Dalla questura confermano inoltre che le forze dell'ordine sono impegnate in serrate indagini per scoprire gli autori dell'esecrabile episodio e per vedere se c'è un nesso tra l'atto vandalico commesso lo scorso weekend e quanto accaduto in passato. Gli investigatori non escludono infatti che i danneggiamenti siano opera della stessa o delle stesse persone.
Quando accaduto a Cosala segue di un paio di giorni il similare episodio verificatosi al cimitero cittadino di Pola, dove sono stati distrutte o danneggiate una decina di tombe. Rispetto a Fiume però nel camposanto istriano i satanisti hanno lasciato segni inequivocabili, ovvero scritte e croci capovolte. Anche a Pola i danni risultano ingenti, mentre i responsabili sono ancora ignoti.
Andrea Marsanich




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