Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito Considerazioni...Usa e getta

    Gli Usa rappresentano oggi, caso pressocché unico nella storia mondiale, l'unica superpotenza mondiale. In pratica, nessun ciclo egemonico, a partire dall'antico Egitto, aveva mai visto una tale superiorità di un unico ''Stato''.

    Persino Roma ha costantemente dovuto misurarsi con potenze orientali come l'Impero partico e poi sasanide in grado, perlomeno, di mettere in pericolo la parte orientale dei possedimenti romani


    Senza contare che oggi gli Usa, grazie alla revisione dell'art. 5 del trattato istitutivo della Nato [1949], possono contare pure sui servi della gleba europei per perseguire la loro vocazione egemonica


    Ai miei occhi, basta già questa semplice constatazione [al di là dei soliti complottismi patetici] per motivare una seria politica antiamericana

    Ma è interessante, per me, mostrare in rapida sintesi l'evoluzione della politica estera americana che oggi s'impernia su basi militari, sfere d'influenza, diritto d'intervento globale, amplissima discrezionalità ''umanitaria'' ecc.

    Partendo dalla dottrina Monroe [1823], che sottraeva il grande spazio continentale americano all'influenza europea, e proseguendo con la breve stagione dell'imperialismo ''vecchio stile'' di fine '800 [ossia annessionistico: Samoa, Cuba, Filippine, Haway ecc], la politica estera americana subisce un radicale mutamento a partire dagli inizi del '900.

    I trattati del 1903 con Cuba e Panama, la dottrina Mahan della ''porta aperta'' in Asia [1910], la dottrina Tobar che creava una sfera d'influenza a ''potestas indirecta'' nel Centroamerica [1907], la dottrina Stimson [1932] che avanzava la pretesa di decidere, al di là della distinzione tra emisfero occidentale e orientale, sulla liceità o illiceità di ogni mutamento territoriale su scala planetaria e che poneva le basi dell'interventismo globale americano, la dottrina Shotwell sulla guerra d'aggressione come crimine internazionale [confluita, poi, nel protocollo di Ginevra del 1924], la criminalizzazione del nemico [art. 227 del Trattato di Versailles] pure americana, rappresentano i passi cruciali che, a tutt'oggi, regolano la politica estera americana


    Saluti

  2. #2
    Orazio Coclite
    Ospite

    Predefinito

    Con me sfondi una porta aperta, visto che pongo ai primi due punti programmatici della mia personalissima battaglia politica la lotta all'immigrazione e la lotta agli Stati Uniti d'America.

    Come tu fai giustamente notare ci troviamo di fronte ad uno squilibrio talmente plateale da non essersi mai verificato nella storia della razza umana. La potenza dell'armamentario statunitense è oramai enorme, tanto da star tagliando fuori noi europei, con la nostra obsoleta tecnologia militare. Ed il divario si allarga sempre più, tanto da portare il buon Carlo Pelanda sul foglio a scrivere che l'unica maniera per arginare tale distacco è quella di "fondersi con aziende americane già collocate nel futuro e formare un unico mercato euroamericano del settore." Il futuro appare nero pece, e sono in diversi nel nostro paese a richiedere una sempre maggioranza sudditanza ai voleri statunitensi, dopo cinquanta anni di politica filo-atlantista il nostro orgoglio di nazione sembra perduto per sempre... Quello della tecnologia e degli armamenti è un punto nodale della questione egemonica statunitense, tecnologia che ricordo fa capo in buona parte ad Israele ed ai suoi tirapiedi inseriti copiosi all'interno delle strutture di potere americane. Nonché produttori diretti di armi in un connubio sempre più stretto fra Tel Aviv e Washington.

    Se poi andiamo ad esaminare il nuovo corso inaugurato dall'11 settembre, notiamo come il presunto attentato di Al Quaeda abbia fatto gettare la maschera agli USA, che adesso, vinto ogni pudore, si lanciano in crociate guerrafondaie in nome di nient'altro che dei propri interessi particolaristici, e con l'avallo di nient'altro che della propria maggiore forza militare, attualmente ineguagliata ed ineguagliabile. C'è chi in tutto ciò vede la mano di gruppi particolaristici d'interesse (sionisti), che infiltrati ormai i gangli di potere americani, ne indirizzano la politica in funzione israeliana. Ma anche senza entrare in merito, appare evidente come il connubbio USA-Israele stia alla base dell'attuale escalation di violenza mondiale. E' per questo che ho ribadito in passato l'importanza di non cadere nella trappola anti-islamista, da alcuni qui pretestuosamente confusa con il problema immigrazionista (che non si pone, visto che credo siamo tutti d'accordo che gli allogeni, musulmani o meno, se ne devono andare via). Il nemico principale per me si materializza nel capital-liberismo incarnato dagli USA e dalla sua propaggine medio orientale.

    A seguito dell'11 settembre, ed all'asservimento delle forze cosìdette "democratiche" di tutto il mondo alla volontà di potenza statunitense, si è arrivati alla situazione vigente, dove la nuova strategia di sicurezza nazionale degli USA, in merito della propria ineguagliata superiorità militare (parole di un loro documento ufficiale), si arrogano il diritto divino di usare tale forza senza limite alcuno, contro qualunque stato minacci l'integrità territoriale o l'indipendenza politica americana. Tutto ciò, varrà la pena di evidenziare, in maniera "preventiva". Praticamente dal giorno alla notte è venuto a mancare il diritto internazionale che da centinaia di anni regola la vita politica degli stati mondiali, qualcuno si erge arrogante e tronfio deliberando arbitrariamente chi attaccare, anche solo in maniera "preventiva".

    Assurdo, tutto ciò è pericolosissimo, e crea una situazione del tutto inedita. Come visto in Kossovo, prova generale di quello che sta accadendo adesso, i principi di sovranità nazionale e di legalità internazionale vengono a cadere sotto i colpi degli interessi di parte. Il "diritto" a colpire qualunque nazione del pianeta, proclamato dalla nuova dottrina americana è un evento atterrente, contro cui tutti i popoli della terra debbono coalizzarsi quanto prima. Gli USA dichiarano tutte le nazioni del globo "illegittime", e questo solo in merito alla propria superiorità tecnologia nel campo degli armamenti. L'estremizzazione di questo pensiero si sta attuando dinanzi ai nostri occhi, con politiche aggressive asservite agli interessi di Israele, ed anti-europee, in continui tentativi di controllo e manipolazione della neonata Comunità Europea. Dopotutto sappiamo bene da dove provengono le pressioni per far entrare la Turchia nella Comunità Europea: dai vecchi alleati americani ed israeliani. Di questa assurdità si fanno portavoce non solo i burattini al potere nelle nazioni europee (Berlusconi, tanto per fare il nome di uno dei più fedeli lecchini di deretani a stelle e strisce), ma gli ordini provengono da oltre oceano, e le pressioni sono forti, a partire proprio da quel Marc Grossman, sottosegretario di stato per gli affari politici, ebreo, tra i più accesi promotori dell'ingresso della Turchia nella CE.

    La sovranità nazionale dei popoli è sempre meno reale e sempre più apparente, le politiche USA, oramai alla luce del giorno, sono sempre più intrusive e pervasive, indirizzando gli umori e le opinioni attraverso il gigantesco sistema mediatico controllato e diretto da mani giudaiche. Il governo unico mondiale si prospetta all'orizzonte. Vecchia Europa dove sei?

  3. #3
    vicepres Destra cricetale
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    Predefinito

    invece Paul non sono del tutto d'accordo. La Cina è in grande crescita economica, militare e politica, secondo alcuni l'India lo sarà fra qualche anno. La Russia (e azzardo...forse pure la Ue) è destinata a migliorare. La questione Islam è un discorso a parte, perché bisogna vedere come i paesi arabi, motore finanziario dell'islamismo, reagiranno alla progressiva estinzione del petrolio
    E' vero che oggi attualmente gli Usa sono l'unica potenza mondiale: però il mondo mi sembra molto più multipolare rispetto ad un decennio fa e lo sarà sempre di più tanto da non poter escludere l'eventualità che gli Usa vengnao declassati a semplice potenza regionale.

    Riguardo la presunta "onnipotenza" degli Usa a poter colpire dove vogliono dopo l'11 settembre, ho diversi dubbi. Tanto x fare un esempio, di certo non si azzarderanno a muovere 1 dito contro la Corea senza l'autorizzazione della Cina.
    Il modo in cui il mondo intero si è prostrato stile zerbino di fronte a enduring freedom, non deve stupire perché l'eliminazione di Al Quaeda e la sterilizzazione dell'integralismo islamico non è interesse esclusivo degli Usa ma di almeno altre tre potenze regionali: Russia (ceceni), India (Kashmir), Cina (Xinxiang)

  4. #4
    Orazio Coclite
    Ospite

    Predefinito

    Originally posted by enrique lister
    leggi sopra
    Le tue mi sembrano, per quanto augurabili, solo pie illusioni. Gli USA declassati a potenza regionale? Sta accadendo l'esatto contrario, e proprio sotto i nostri occhi!

    Il distinguo che fai per Corea del Nord e Cina è un caso limite di paesi che comunque si stanno aprendo a nuovi scenari, perlomeno la Cina, e che confermano la norma di predominio statunitense. Mentre la tanto declamata crociata anti-terrorismo è solamente fumo negli occhi della comunità mondiale per attuare indisturbati le proprie politiche. Parli di sterilizzazione dell'integralismo islamico come di interesse comune a molte nazioni, ma francamente non so quanto le politiche di aggressione statunitensi potranno risolvere questa questione, se non aggravandola e portandola ad un'estremizzazione sempre più radicale. Se scaricare bombe in giro per il mondo è la giusta maniera per fermare quello che tu chiami "integralismo islamico", allora sono io a non capire. Oltretutto i pozzi di petrolio del medio oriente cambieranno presto di padrone, e presumo che l'impunità che seguirà l'ennesima aggressione americano-israeliana, non placherà affatto la brama di potere dei nostri amichetti, che anzi si lanceranno in sempre più spregiudicate iniziative. Purtroppo vedo dinanzi a me un grande domino, e la prima tessera in fila era quella del Kossovo, spero di sbagliarmi...

  5. #5
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito

    Originally posted by enrique lister
    invece Paul non sono del tutto d'accordo. La Cina è in grande crescita economica, militare e politica, secondo alcuni l'India lo sarà fra qualche anno. La Russia (e azzardo...forse pure la Ue) è destinata a migliorare. La questione Islam è un discorso a parte, perché bisogna vedere come i paesi arabi, motore finanziario dell'islamismo, reagiranno alla progressiva estinzione del petrolio
    E' vero che oggi attualmente gli Usa sono l'unica potenza mondiale: però il mondo mi sembra molto più multipolare rispetto ad un decennio fa e lo sarà sempre di più tanto da non poter escludere l'eventualità che gli Usa vengnao declassati a semplice potenza regionale.

    Riguardo la presunta "onnipotenza" degli Usa a poter colpire dove vogliono dopo l'11 settembre, ho diversi dubbi. Tanto x fare un esempio, di certo non si azzarderanno a muovere 1 dito contro la Corea senza l'autorizzazione della Cina.
    Il modo in cui il mondo intero si è prostrato stile zerbino di fronte a enduring freedom, non deve stupire perché l'eliminazione di Al Quaeda e la sterilizzazione dell'integralismo islamico non è interesse esclusivo degli Usa ma di almeno altre tre potenze regionali: Russia (ceceni), India (Kashmir), Cina (Xinxiang)
    Mi spiace ma non concordo

    L'11 settembre ha permesso agli Usa un impressionante salto di qualità strategico

    Nell'ordine

    1) l'anello di basi Usa, finora da ''perimetro esterno'' in Asia [Diego Garcia, Okinawa, Emirati Arabi, Clark Field, Corea del Sud], si è spostato all'interno [Uzbekistan, Tagikistan, la base di Bagram in Afghanistan]. In pratica gli Usa sono nel cuore dell'Asia, al crocevia tra Russia, Iran, India e Cina. Una posizione pazzesca

    2) il Pakistan, potenza regionale e atomica è un vassallo Usa. Ulteriore pedina strategica

    3) senza contare che la guerra del '91, sapientemente bloccata un attimo prima di sgominare Saddam, ha permesso agli Usa di sfruttare il baubau di Bagdad per piazzarsi in pianta stabile nel Golfo persico

    4) la guerra d'aggressione in Kosovo-Metohija ha ulteriormente indebolito l'influenza russa nei balcani, ha aperto la ''dorsale verde'' e le nuove rotte delle pipe-lines caucasiche e delle nuove repubbliche asiatiche post-Urss

    5) il ventilato ingresso turco nella UE è l'ennesimo tassello geostrategico oltre che l'ennesimo harakiri europeo


    Per gli altri restano le briciole, a meno di una alleanza, preferibilmente sottobanco militare e ufficialmente economica, tra Russia, Cina e India, magari con contestuali operazioni ''sporche'' anti-Usa in Asia. Ma è un gioco pericoloso e problematico

    La Corea del Nord è alla fame. Dipende dagli aiuti ''imperialisti'', altroché. E strategicamente non conta granché se non come minimo fattore di destabilizzazione nell'area nippo-coreana

    Saluti

  6. #6
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito

    Orazio, mi pare che la tua ''agenda politica'' sia più che coerente, visto che la società multirazziale è IL modello sociale americano.

    In altre parole, chiunque critichi non solo la politica estera Usa ma pure l'americanizzazione [intesa come diffusione su scala planetaria del ''way of life'' americano] non può non criticare anche la multirazzialità, a meno di non voler rimanere in una contraddizione talmente palese da inficiare tutte le varie sparate anti-Usa

    Tra l'altro, è appena il caso di notare che la politica estera americana è, essa stessa, indissolubilmente ''dentro'' quel ''destino manifesto'' che è parte essenziale dell'autocoscienza yankee

    Saluti

 

 

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