Gli Usa rappresentano oggi, caso pressocché unico nella storia mondiale, l'unica superpotenza mondiale. In pratica, nessun ciclo egemonico, a partire dall'antico Egitto, aveva mai visto una tale superiorità di un unico ''Stato''.
Persino Roma ha costantemente dovuto misurarsi con potenze orientali come l'Impero partico e poi sasanide in grado, perlomeno, di mettere in pericolo la parte orientale dei possedimenti romani
Senza contare che oggi gli Usa, grazie alla revisione dell'art. 5 del trattato istitutivo della Nato [1949], possono contare pure sui servi della gleba europei per perseguire la loro vocazione egemonica
Ai miei occhi, basta già questa semplice constatazione [al di là dei soliti complottismi patetici] per motivare una seria politica antiamericana
Ma è interessante, per me, mostrare in rapida sintesi l'evoluzione della politica estera americana che oggi s'impernia su basi militari, sfere d'influenza, diritto d'intervento globale, amplissima discrezionalità ''umanitaria'' ecc.
Partendo dalla dottrina Monroe [1823], che sottraeva il grande spazio continentale americano all'influenza europea, e proseguendo con la breve stagione dell'imperialismo ''vecchio stile'' di fine '800 [ossia annessionistico: Samoa, Cuba, Filippine, Haway ecc], la politica estera americana subisce un radicale mutamento a partire dagli inizi del '900.
I trattati del 1903 con Cuba e Panama, la dottrina Mahan della ''porta aperta'' in Asia [1910], la dottrina Tobar che creava una sfera d'influenza a ''potestas indirecta'' nel Centroamerica [1907], la dottrina Stimson [1932] che avanzava la pretesa di decidere, al di là della distinzione tra emisfero occidentale e orientale, sulla liceità o illiceità di ogni mutamento territoriale su scala planetaria e che poneva le basi dell'interventismo globale americano, la dottrina Shotwell sulla guerra d'aggressione come crimine internazionale [confluita, poi, nel protocollo di Ginevra del 1924], la criminalizzazione del nemico [art. 227 del Trattato di Versailles] pure americana, rappresentano i passi cruciali che, a tutt'oggi, regolano la politica estera americana
Saluti


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