Risultati da 1 a 6 di 6

Discussione: E' morto Agnelli

  1. #1
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    Predefinito E' morto Agnelli

    Porto Alegre, 24 gen 2003 - 155

    Agnelli, Bertinotti: è la fine di un'epoca


    "Muore con Gianni Agnelli un protagonista di un lungo ciclo sociale, politico e culturale". Lo afferma il segretario di Rifondazione Comunista Fausto Bertinotti commentando la notizia della scomparsa del presidente onorario della Fiat Giovanni Agnelli.

    In una nota da Porto Alegre, dove si trova per partecipare ai lavori del Global Social forum, Bertinotti rileva: "Come raramente accade, la scomparsa di una persona segnala anche la fine di un'epoca. Le vicenda drammatiche di Gianni Agnelli e della famiglia si sono venute legando alla crisi di un'impresa e di un mondo. Gli siamo stati, con la nostra gente, avversari sempre: negli anni duri del 'Vallettismo', in quelli della grande riscossa operaia e studentesca, nel passaggio cruciale dei '35 giorni' e fino ad oggi. Lo abbiamo fatto - spiega il segretario del Prc - in ragione di una motivazione di classe e in nome di una diversa idea dell'organizzazione del lavoro nella fabbrica e di società. Una impostazione che abbiamo cercato di mantenere nel tempo, ci ha sempre portato a rispettare la persona anche nella durezza dello scontro. Per questo - conclude - oggi è il giorno, anche per noi, delle condoglianze". (red)

  2. #2
    agitatore elettronico
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    E' illuminante, a mio avviso, il linguaggio e il tono usati da un quotidiano come "La Repubblica" nel commentare il giorno dei funerali di Gianni Agnelli.
    Il 26-01-2003 il quotidiano diretto da Scalfari parla di folle che danno l'addio al "Re", e di chi vuole "salutare il padrone", ammirandolo. Quel che colpisce è l'assoluta naturalezza con la quale questo giornale della borghesia di Stato "progressista" utilizzi (correttamente in fondo) la categoria di "Re", "Nobiltà", "Padrone" per contrassegnare il più celebre e importante tra i dominanti italiani. Questo conferma che :
    1) E' risaputo, anche se detto solo poche volte, che la vera classe dominante è quella imprenditorial-finanziaria, molto più potente e importante della classe politica al governo o all'opposizione; quest'ultima classe viene ancora "indicata" come quella decisiva per sviare l'attenzione da chi detiene veramente il potere economico-finanziario e politico-ideologico;
    2) Tale classe oligarchica imprenditorial-finanziaria è la vera "nobiltà" della società capitalistica. Non viene eletta, governa senza mandato e senza controllo;
    3) Tale classe puo' contare sulla fedeltà assoluta degli strati alti del "Terzo Stato" (i manager, gli amministratori delegati, etc.), sulla reverenza della classe borghese di Stato (politici, managare del settore pubblico), e sull'opera ideologica di legittimazione da parte del "Nuovo Clero" (la classe intellettuale, giornalistico-mediatica e accademica).

    Tutto cio' sembra anche confermare come la lotta di classe perpetrata dall'oligarchia dominante contro la classe operaia abbia ottenuto risultati eccellenti negli ultimi 20 anni, sradicando gran parte della coscienza di classe che il movimento operaio aveva faticosamente costruito. Infatti, la gran parte dei dominati porta un rispetto verso gli Agnelli che ricorda quello che i poveracci avevano per i re e le regine nell'Ancien Régime.
    Va da sé che urge recuperare una sana coscienza di classe, oppure saranno davvero guai per tutti noi. Occorre meditare seriamente su quanto sta accadendo e la ricezione popolare della morte di Agnelli dovrà essere analizzata con freddezza e lucidità

  3. #3
    vicepres Destra cricetale
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    premetto che personalmente non me ne frega nulla della morte di Agnelli. Se si dovesse piangere ogni morto, si passerebbe la via in un mare di lacrime. Ho provato anche un certo fastidio, visto che ieri ho sprecato 0,90 centesimi di Euro per comprare un giornale in cui le prime 22-PAGINE-22 erano dedicate alla vicenda. Figuriamoci poi se mi commuovo per la sorte dei gobbi...

    E' anche vero però che Agnelli era un mito, anche per chi lo osteggiava, e le società vivono e campano di miti alla cui scomparsa si sactenano uragani di emotività collettiva e lacrime a go go. L'errore è cercare di politicizzare, cioé razionalizzare, la vicenda. Essa invece è pre-politica perché tutto questo gran turbamento, a destra e sinistra, è una specie di istinto primordiale.
    C'è anche da considerare che il mito Agnelli è molto forte soprattutto nelle persone adulte perché forse ricorda loro un certo benessere, il boom, le utilitarie, la Juventus ( ), la televisione....
    quello che è scomparso non è una persona, ma un mito a tutti gli effetti. E la marea piangente di oggi ricorda ils econdo, non la prima

  4. #4
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    Più semplicemente...
    a nessuno è venuto in mente che il circo mass-mediatico, tutto asservito alle logge inter e multinazionali, abbia voluto celebrare la scomparsa di uno tra i fautori della politica dissennata che ha portato alla fame e alla disperazione 3/4 del mondo negli ultimi 60 anni?
    Possibile che nessuno sia a conoscenza che l'Agnelli fosse tra i capi storici del famigerato Bilderberg Club, super loggia che causò, stritolandone l'economia, la fine del comunismo nei paesi dell'est e l'impoverimento progressivo del sud America?
    La dinastia Agnelli ha fatto più male al mondo che non all'Italia, se mai fosse possibile...
    Bellarmino

  5. #5
    agitatore elettronico
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    Agnelli era membro (di quelli che contano) della Trilateral Commission e del Bilderberg Group. Ma il circo mass-mediatico non parla mai di questi gruppi d'élite, non eletti né legittimati da nessuno, perché cio' metterebbe in seria difficoltà l'immagine delle liberal-democrazie occidentali - che secondo tale circo rappresentano la "democrazia" compiuta.

    Quel che si puo' fare è cercare di controinformare in modo serio, rigoroso, e non "complottardo" sulla storia e sull'azione di tali gruppi di potere.

  6. #6
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    E' vero, Politikon, recuperare una coscienza di classe che proprio "Repubblica" la sinistra liberal ed i Cofferati di turno hanno fortemente contribuito a mutilare nei suoi tratti costitutivi culturali prima che economici e che producono la triste conseguenza del proletariato che omaggia il padrone!Il Proletariato deve recuperare la coscienza di se' della sua laterita' rispetto ai valori ed al mondo borghese , al suo forte e radicato attaccamento alle tradizioni popolari e nazionalitarie e rifiutare i modelli imposti dalla classe dominante.Senza questo c'è l'oblio di classe e tutto puo' passare.....
    Originally posted by Politikon
    E' illuminante, a mio avviso, il linguaggio e il tono usati da un quotidiano come "La Repubblica" nel commentare il giorno dei funerali di Gianni Agnelli.
    Il 26-01-2003 il quotidiano diretto da Scalfari parla di folle che danno l'addio al "Re", e di chi vuole "salutare il padrone", ammirandolo. Quel che colpisce è l'assoluta naturalezza con la quale questo giornale della borghesia di Stato "progressista" utilizzi (correttamente in fondo) la categoria di "Re", "Nobiltà", "Padrone" per contrassegnare il più celebre e importante tra i dominanti italiani. Questo conferma che :
    1) E' risaputo, anche se detto solo poche volte, che la vera classe dominante è quella imprenditorial-finanziaria, molto più potente e importante della classe politica al governo o all'opposizione; quest'ultima classe viene ancora "indicata" come quella decisiva per sviare l'attenzione da chi detiene veramente il potere economico-finanziario e politico-ideologico;
    2) Tale classe oligarchica imprenditorial-finanziaria è la vera "nobiltà" della società capitalistica. Non viene eletta, governa senza mandato e senza controllo;
    3) Tale classe puo' contare sulla fedeltà assoluta degli strati alti del "Terzo Stato" (i manager, gli amministratori delegati, etc.), sulla reverenza della classe borghese di Stato (politici, managare del settore pubblico), e sull'opera ideologica di legittimazione da parte del "Nuovo Clero" (la classe intellettuale, giornalistico-mediatica e accademica).

    Tutto cio' sembra anche confermare come la lotta di classe perpetrata dall'oligarchia dominante contro la classe operaia abbia ottenuto risultati eccellenti negli ultimi 20 anni, sradicando gran parte della coscienza di classe che il movimento operaio aveva faticosamente costruito. Infatti, la gran parte dei dominati porta un rispetto verso gli Agnelli che ricorda quello che i poveracci avevano per i re e le regine nell'Ancien Régime.
    Va da sé che urge recuperare una sana coscienza di classe, oppure saranno davvero guai per tutti noi. Occorre meditare seriamente su quanto sta accadendo e la ricezione popolare della morte di Agnelli dovrà essere analizzata con freddezza e lucidità

 

 

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