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    Predefinito Immigrati, una «villa» con parco

    Immigrati, una «villa» con parco
    La Provincia regala l'immobile
    Può ospitare tre famiglie
    L'iniziativa presentata dal presidente Casarin e da Manzolini

    di Massimo Nardin

    La Provincia regala una splendida casa con 1.000 metri quadri di giardino agli immigrati regolari. Finalmente un gesto di solidarietà concreto per cercare di risolvere il problema degli alloggi in un contesto di difficile integrazione sociale sul territorio.
    L'immobile di proprietà dell'ente provinciale, situato al civico 142 di via Giorato di Ponte San Nicolò, proviene da una cessione concordata con gli ex proprietari a seguito della realizzazione della grande viabilità tra le tangenziali Est e Sud di Padova.
    Ora l'abitazione è stata messa a disposizione della Fondazione La Casa, una Onlus che si occupa del problema per favorire l'integrazione degli extracomunitari. L'iniziativa, che rappresenta il primo esempio di rivalutazione del patrimonio edilizio provinciale per scopi benefici, è stata annunciata a palazzo Santo Stefano dal presidente della Provincia Vittorio Casarin e dal vicepresidente della Fondazione La Casa Mario Cortella, assieme all'assessore provinciale all'Immigrazione Flavio Manzolini.
    Con loro anche il direttore della Fondazione La Casa Maurizio Trabuio; Margherita Gabrielli della giunta esecutiva di Unindustria Padova incaricata per l'Immigrazione, e Claudio Piron, presidente provinciale delle Acli. Il fabbricato è composto da 3 unità abitative rispettivamente di 84, 123 e 89 metri quadri, per un totale di circa 300 metri quadrati, e oltre alla parte abitativa ci sono due tettoie per il ricovero di attrezzi e due garages molto ampi, senza dimenticare il grande terreno recintato che circonda l'area. Una casa quindi davvero spaziosa, in cui potranno sistemarsi tre nuclei familiari pagando un affitto inferiore agli odierni canoni del mercato. Il tutto è reso possibile dalla grande intesa fra la Camera di Commercio di Padova, le Province di Padova e Rovigo e il Comune di Camposampiero, che hanno sottoscritto con la Fondazione La Casa una convenzione per mettere a disposizione dei lavoratori stranieri immobili sfitti nel tentativo di risolvere il problema degli alloggi in un'ottica di agevolazioni sociali per lo sviluppo del tessuto produttivo.
    «Siamo di fronte alla più innovativa proposta di valorizzazione del patrimonio immobiliare in disuso a livello nazionale» ha detto Mario Cortella, «tant'è che dal Ministero sono già giunte richieste di collaborazione per esportare questo modello di solidarietà socio-economica in altre realtà italiane».
    Accanto a quest'aiuto, la Provincia ha attivato uno Sportello Casa nei Centri per l'impiego del territorio, dando così informazioni e cercando di rilevare le vere esigenze abitative dei Comuni. A questo scopo è stata avviata da due mesi un'indagine conoscitiva con un questionario da parte di enti locali e associazioni coinvolte nella questione alloggi: «Entro febbraio», assicura Casarin, «avremo una mappatura completa degli immobili sfitti e delle reali esigenze del territorio».


    http://www.mattinopadova.quotidianie...naca/mc301.htm

  2. #2
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    Predefinito Re: Immigrati, una «villa» con parco

    Originally posted by S.P.Q.R.
    Immigrati, una «villa» con parco
    La Provincia regala l'immobile
    Può ospitare tre famiglie
    L'iniziativa presentata dal presidente Casarin e da Manzolini

    di Massimo Nardin

    La Provincia regala una splendida casa con 1.000 metri quadri di giardino agli immigrati regolari. Finalmente un gesto di solidarietà concreto per cercare di risolvere il problema degli alloggi in un contesto di difficile integrazione sociale sul territorio.
    L'immobile di proprietà dell'ente provinciale, situato al civico 142 di via Giorato di Ponte San Nicolò, proviene da una cessione concordata con gli ex proprietari a seguito della realizzazione della grande viabilità tra le tangenziali Est e Sud di Padova.
    Ora l'abitazione è stata messa a disposizione della Fondazione La Casa, una Onlus che si occupa del problema per favorire l'integrazione degli extracomunitari. L'iniziativa, che rappresenta il primo esempio di rivalutazione del patrimonio edilizio provinciale per scopi benefici, è stata annunciata a palazzo Santo Stefano dal presidente della Provincia Vittorio Casarin e dal vicepresidente della Fondazione La Casa Mario Cortella, assieme all'assessore provinciale all'Immigrazione Flavio Manzolini.
    Con loro anche il direttore della Fondazione La Casa Maurizio Trabuio; Margherita Gabrielli della giunta esecutiva di Unindustria Padova incaricata per l'Immigrazione, e Claudio Piron, presidente provinciale delle Acli. Il fabbricato è composto da 3 unità abitative rispettivamente di 84, 123 e 89 metri quadri, per un totale di circa 300 metri quadrati, e oltre alla parte abitativa ci sono due tettoie per il ricovero di attrezzi e due garages molto ampi, senza dimenticare il grande terreno recintato che circonda l'area. Una casa quindi davvero spaziosa, in cui potranno sistemarsi tre nuclei familiari pagando un affitto inferiore agli odierni canoni del mercato. Il tutto è reso possibile dalla grande intesa fra la Camera di Commercio di Padova, le Province di Padova e Rovigo e il Comune di Camposampiero, che hanno sottoscritto con la Fondazione La Casa una convenzione per mettere a disposizione dei lavoratori stranieri immobili sfitti nel tentativo di risolvere il problema degli alloggi in un'ottica di agevolazioni sociali per lo sviluppo del tessuto produttivo.
    «Siamo di fronte alla più innovativa proposta di valorizzazione del patrimonio immobiliare in disuso a livello nazionale» ha detto Mario Cortella, «tant'è che dal Ministero sono già giunte richieste di collaborazione per esportare questo modello di solidarietà socio-economica in altre realtà italiane».
    Accanto a quest'aiuto, la Provincia ha attivato uno Sportello Casa nei Centri per l'impiego del territorio, dando così informazioni e cercando di rilevare le vere esigenze abitative dei Comuni. A questo scopo è stata avviata da due mesi un'indagine conoscitiva con un questionario da parte di enti locali e associazioni coinvolte nella questione alloggi: «Entro febbraio», assicura Casarin, «avremo una mappatura completa degli immobili sfitti e delle reali esigenze del territorio».


    http://www.mattinopadova.quotidianie...naca/mc301.htm

    Dovremmo organizzare una colletta per fare anche una piscina e magari qualche campo da tennis oltre, beninteso, una bella moschea perchè questi possano rifocillarsi, pregare senza scomodarsi da casa, per lavorare meglio e quindi fare ingrassare questi imprenditori che se ne fregano dei disagi creati alla popolazione obbligata a subire tutte le conseguenze negative dell'immigrazione di massa di stranieri.

    Vorrei vedere come la pensano i nostri concittadini italiani che aspettano gli alloggi delle case popolari in media da 10 anni e si vedono metodicamente rallentare le assegnazioni perchè questi sono pieni di figli e li superano nelle graduatorie.

    Certo che questi imprenditori sono proprio bravi.

    Voglioni i lavoratori stranieri ed usano le case donate dalla Provincia, cioè del nostro patrimonio nazionale per i loro usi.
    I soldi per gli alloggi dovrebbero metterli completamente loro se voglioni i lavoratori stranieri.
    A questo punto ci verrebbero anche gli italiani meridionali a lavorare al nord o tanti nostri emigrati i in Argentina che non aspettano altro che tornare in patria, ovviando all'inconveniente di doverci assoggettare alle prepotenze di questi stranieri con metodi ed usanze di vita così diversi dal nostro.
    Ma in generale sembra che gli imprenditori non abbiano la propensione a sborsare.
    Sembra infatti un'abitudine degli stessi ad approfittare delle situazioni.

    Per capire meglio:

    I vecchi fondi Gescal?
    Mai serviti per le case

    Roma Nati quasi trent'anni fa per garantire il diritto alla casa, i cosiddetti fondi Gescal sono stati utilizzati per tutto fuorchè per dare un'abitazione ai lavoratori: a denunciarlo è la parlamentare Mara Malavenda (Gruppo misto) che, ripercorrendo nel corso di una conferenza stampa la storia dei vari "contributi forzati" imposti dai diversi governi fin dal 1949 per costruire case, parla di evasioni contributive da parte delle aziende e di uso non conforme dei fondi da parte dello Stato, che li avrebbe utilizzati come "jolly" per le più svariate necessità. Il piano decennale di costruzione di alloggi per lavoratori (Gestione Case Lavoratori) - ricorda Malavenda - venne lanciato nel '63, 14 anni dopo il "risparmio forzato" imposto dallo Stato che aveva consentito di prelevare 630 miliardi dalle buste paga. Il piano Gescal prevedeva che i contributi fossero trattenuti dai datori di lavoro e versati al fondo per 7 anni, ma è stato prorogato più volte (anche dopo la liquidazione della Gescal), fino ai giorni nostri.
    Spesso le aziende hanno evaso tale contributo, «oltre 1.200 miliardi l'anno, almeno nel periodo 1978-1987 - afferma Malavenda - e comunque lo Stato non li ha mai destinati tutti al capitolo per il quale furono istituiti. «Ecco il perchè - aggiunge - del bassissimo numero di alloggi popolari realizzati in Italia rispetto ad altri Paesi europei».

    da: http://www.lapadania.com/1998/maggio/28/280598p07a6.htm

 

 

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