La scomparsa di Gianni Agnelli: è la fine di un mondo
di Fausto Bertinotti
Raramente la morte di una persona simbolizza la fine di un’epoca come è avvenuto oggi per la scomparsa di Gianni Agnelli.
La morte di un protagonista del lungo ciclo economico, sociale e culturale del dopoguerra si incrocia con la crisi di quella grande impresa che era stata protagonista di quel ciclo.
Con la nostra gente di quel mondo rappresentato da Agnelli e dalla Fiat siamo stati avversari. Lo siamo stati con la resistenza operaia e comunista degli anni duri del vallettismo, con la riscossa operaia degli anni Ottanta, fino alla sconfitta dei 35 giorni e alla attuale crisi aziendale.
Siamo stati avversari in nome di una ragione di classe diversa e alternativa all’organizzazione del lavoro nella fabbrica e nella società, in nome di un rapporto differente tra uomini e produzione. La Fiat da un lato, il movimento operaio dall’altro sono stati protagonisti principali di una sfida sociale che ha attraversato il dopoguerra italiano fino al radicale cambiamento di scenario di questi anni rappresentato dalla globalizzazione capitalistica.
E tuttavia è stato sempre nostro costume accompagnare anche il più radicale scontro con la Fiat con il rispetto per le persone. Riteniamo quindi che questo sia il momento delle condoglianze e tuttavia la scomparsa di un protagonista di un’intera fase storica della grande impresa italiana non può non essere avvertita, anche simbolicamente, come la fine di una storia.
24 gennaio 2003




Rispondi Citando