Dal sito www.ilnuovo.it
Catania, bagarre sulle vie "fasciste"
L'amministrazione etnea decide di dedicare due strade a personaggi del ventennio, e dall'opposizione nasce un comitato di protesta, che fa la controproposta: "Intitoliamole agli eroi della resistenza"
di Marco Benanti
ROMA - CATANIA- L'amministrazione comunale di centro-destra decide di intitolare tre strade a personaggi legati al Ventennio e al Msi e scatena le polemiche. E' nato, infatti, un comitato "Catania Democratica ed Antifascista", composto dall'associazione nazionale partigiani, da Ds, Rifondazione Comunista, Cgil, Margherita, Pdci e varie associazioni, per chiedere alla giunta la revoca della delibera di intitolazione di tre vie a Biagio Pecorino e Orazio Santagati, già deputati del Msi e soprattutto Filippo Anfuso, aderente alla Repubblica Sociale Italiana, di cui fu, dal 1943 al 1945, ambasciatore nella Germania di Hitler.
No, quindi, a questi personaggi e proposta alternativa, invece, di dedicare le strade a vittime catanesi della dittatura: l'insegnante Graziella Giuffrida e gli ufficiali partigiani Giuseppe Di Stefano e Francesco Martelli. Da parte dell'associazione "Art. 21", invece, la proposta di intitolare una via al commissario di polizia Beppe Montana, catanese, ucciso dalla mafia, a Palermo, nell'estate nel 1985.
A sostegno dell'iniziativa, il "comitato" ha raccolto, in città, cinquemila firme ("in maggioranza giovani" ha sottolineato Claudio Longhitano dell'Anpi) in due mesi e questa mattina le ha consegnate all'amministrazione, che, assente il sindaco Umberto Scapagnini (FI), è stata rappresentata dall'assessore alle politiche del lavoro Filippo Grasso (FI).
"L'amministrazione ritiene - dichiara Grasso - che sia una vertenza in un bicchiere d'acqua, perché decisioni di questo genere vengono assunte dalla commissione toponomastica" Di diverso parere Carmelo Mio, presidente della locale sezione dell'Anpi: "Questi fatti - commenta - succedono perché la destra ha preso il potere. I fascisti sono al governo. La monarchia sta rientrando. Un ritorno all'antico, come se la Resistenza non fosse mai esistita".




Rispondi Citando
