Ecologia
Sembra che in questi ultimi tempi, gli italiani, forse complice lo scenario dell’instabilità sociale internazionale, siano perennemente alla ricerca di nuovi "nemici" da esorcizzare, recentemente le fobie sembrano essersi concentrate sulle onde elettromagnetiche, un nemico ritenuto tanto più temibile, quanto più invisibile.
L’esasperazione di ansie collettive, ha portato molte persone a ritenere che l'esposizione ai campi elettromagnetici siano persino responsabili di diverse malattie tumorali (leucemie e linfomi) e degenerative (parkinson e alzheimer).
I telefonini in particolare vengono accusati di mettere in pericolo la memoria, di "friggere"il cervello, di provocare emicranie, crisi epilettiche e di indurre persino al suicidio.
Questi scenari da film dell'orrore, riprodotti senza nessuna analisi critica dai principali mezzi di informazione hanno permesso la costituzione in ogni città, quartiere o paese di sedicenti comitati di liberazione "elettromagnetica".
Frotte inviperite di cittadini, promossi sul campo ingegneri nucleari, discettano su equazioni matematiche, di leggi fisiche, di pericolosità dei tralicci trasportanti energia elettrica e della perniciosità derivante dagli impianti di radiotrasmissione telefonica.
L'aspetto più incredibile è che gli scienziati che da oltre vent'anni studiano gli effetti sulla salute umana delle radiazioni non ionizzanti a bassa (elettrodomestici) e alta (telefonini e impianti radio) frequenza, non sono ascoltati, anzi, il loro autorevole parere è considerato di parte, ovviamente dalla parte delle grandi aziende commerciali pubbliche o private.
Le ricerche scientifiche finora compiute non hanno dimostrato l'esistenza di un nesso di causalità, ne di associazione significativa tra la comune esposizione professionale o residenziale ai campi elettromagnetici e l'insorgere di malattie o disturbi della salute.
Da questi inconfutabili dati, si evince che i potenziali problemi sanitari sono legati esclusivamente alla percezione del rischio piuttosto che alla sua effettiva entità.
Esemplificando: gli studi sull'effetto dell'uso del cellulare hanno dimostrato che durante una conversazione telefonica media, l'aumento della temperatura nella zona circostante l'orecchio è di circa 0,18 gradi.
Un valore irrisorio se si pensa che una semplice corsa a piedi può aumentare di due o tre gradi la temperatura di tutto il corpo, eppure nessuno ha mai pensato che la corsa sia pericolosa alla salute.
Inoltre, se vogliamo essere pignolescamente e tecnicamente precisi, tutta la nostra vita quotidiana è già disseminata da radiazioni e campi magnetici, a partire da quello terrestre per giungere a quelli generati dagli oggetti di uso comune: lampadine, radio, televisione, lavatrici, computer, rasoi, asciugacapelli...
Da oltre cinquant’anni, l'ottanta per cento della popolazione mondiale è immersa in campi elettromagnetici a bassa frequenza, con un incremento continuo di energia elettrica, senza che sia stata riscontrata alcuna relazione tra aumenti di casi tumorali e consumo di energia.
Viene da chiedersi quali siano le cause di questo nuova patologia fobica sociale di massa; una prima risposta potrebbe arrivarci dalla sociologia o dalla psicologia e le risposte sarebbero senz'altro soddisfacenti, ma non del tutto esaustive; un'altra ipotesi potrebbe far pensare a qualche regia occulta o a fini non ben precisati.
Se osserviamo attentamente, dietro le quinte di questi comitati, apparentemente spontanei, scorgeremmo l’ombra lunga di alcune organizzazioni ecologiste, i probabili registi di questa vera e propria duplice ideologia: politica e antiscientifica-tecnologica.
Non casualmente parecchie organizzazioni ecologiste gravitano attorno a precise aree politiche; infiniti i casi in tutta Italia, dove molti leader di questi comitati e associazioni si sono candidati entro liste civiche civetta, coalizzandosi con aggregazioni di chiaro colore politico.
Evidentemente, erigersi a paladini della salute pubblica è ritenuta un’ottima strategia populista per accaparrare consensi.
Oltre il movente politico, la “filantropia” dell’altra anima del pensiero ecologista, delusa dalle magnifiche sorti e progressive del mito scientista, è dettata dal rifiuto del tutto ideologico della scienza e della tecnica, concepite non più come strumenti a servizio all’umanità, ma come lunga manus dell’imperialismo, del capitalismo, del liberismo economico e del consumismo.
Forti di queste convinzioni, molti ecologisti fomentano gli ignari ed ingenui cittadini facendo del vero e proprio ecoterrorismo disinformativo, bombardandoli con notizie drogate e non provate.
Talvolta, messi alla strette da dati incontestabili, si schermiscono propagandando le loro ideologie dietro il principio (paravento) della precauzione: "se non si conoscono gli effetti e le conseguenze di una data cosa...si evita di usarla", è come se un povero preferisse morire di fame perchè non è certo che il cibo a lui offerto sia di origine doc o contenga organismi geneticamente modificati, altro esempio di colpevole e terroristica disinformazione.
Un altro clamoroso caso di tendenziosità e allarmismo infondato ci è venuto due anni fa, quando alcune associazioni ecologiste denunciarono la pericolosità degli impianti della Radio Vaticana, come se tutti gli altri impianti presenti massicciamente su tutto il territorio italiano, anche con maggiore potenza, non fossero pericolosi…acclaratissimo esempio, in questo caso, di livore anticattolico.
Proposta: essendo ormai tardi per bloccare la diffusione della tecnologia nei paesi tecnologicamente avanzati, perché gli ecologisti, dotati sicuramente di lungimirante spirito profetico, uscendo dall’egoistico guscio del proprio ovile e fedeli al succitato principio di precauzione, non si adoperano in preventive campagne di informazione presso quelle nazioni sottosviluppate dove la tecnologia e l'energia elettrica devono ancora arrivare?
Gli abitanti di quei fortunati paesi, che già vivono bucolicamente e serenamente, privi di ogni amenità ed orrore tecnologico, ma sotto un romantico cielo stellato (naturalmente ben visibile, perchè privo di inquinamento luminoso...), sono certo: vi ringrazieranno infinitamente per avergli evitato il rischio di una grave contaminazione radionucleare, fatalmente mortale.
Meglio un'inoffensivo telefono a barattoli, che un rischioso cellulare radioattivo!
Peccato che noi italiani non abbiamo percepito i vantaggi dell’eroica visione della vita pastoral-agreste, negandoci la vittoria della povertà virtuosa e condannandoci per sempre alla ricchezza viziosa.
Ma speriamo, grazie alla “caritatevole”filosofia delle Cassandre Verdi, a queste multinazionali della paura, di tornare indietro, magari… quando si stava peggio…forse, si stava meglio!?
Gianni


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