Dall’interessante saggio “Sulla legalità della rappresaglia in guerra” di Germar Rudolf apparso sul n. 1, 1997 della rivista trimestrale Vierteljahreshefte für freie Geschichtsforschung
( http://www.vho.org/VffG/1997/1/RudGei1.html) estraiamo e traduciamo un passo dedicato ad un episodio di rappresaglia messo in atto dalle truppe americane durante l’ultima guerra mondiale.
Un esempio di rappresaglia di massa compiuto dagli Alleati è citato da Heinrich Wendig (1):
“All'esercito tedesco viene rinfacciato di avere utilizzato nella sua guerra contro le spietate uccisioni perpetrate dei partigiani, contrarie al diritto internazionale, quote di rappresaglia da uno a 10 (e raramente maggiori) quale misura dissuasiva. Gli Alleati hanno tuttavia ricambiato con quote assai più elevate, anche in casi manifestamente immotivati. Un episodio esemplare avvenne nel marzo 1945 presso il castello di Hamborn, vicino a Paderborn in Westfalia. In quel luogo il generale americano Maurice Rose era stato ucciso da un regolare soldato tedesco. La radio nemica addossò l'azione a del tutto inesistenti "Partigiani -Lupo mannaro" che avevano "ucciso alle spalle" il generale. Come risposta gli Americani liquidarono 110 prigionieri tedeschi che assolutamente nulla avevano a che fare con la morte del generale. La "Paderborner Zeitung" (4 aprile 1992 ), dopo decenni, scrisse sullo svolgersi di quel fatto: "Il Panzerkommandant tedesco sporse la testa dalla torretta, fece cenno con la sua Maschinenpistole e ordinò agli Americani di deporre le armi, cosa che fecero. Rose, che era generale, portava la sua pistola in una tasca, che egli voleva sbottonare. In quell'istante la Maschinenpistole del Panzerkommandant sparò. Il tedesco aveva palesemente frainteso il movimento del generale americano. Maurice Rose stramazzò sulla strada, morì sul colpo. Coloro che lo accompagnavano riuscirono a fuggire." Sulla misura della vendetta dice il menzionato giornale: "Con violenza cieca gli Americani uccisero nel complesso 110 soldati tedeschi prigionieri, che nulla avevano a che fare con l'episodio, tra cui giovani della Hitlerjugend e uomini di mezz'età del Volkssturm. Dietro al cimitero a Etteln morirono in 27. Testimoni ricordano che 18 altri cadaveri con un colpo alla nuca furono trovati a Doerenhagen dietro una siepe, tutti assassinati! Si lasciarono lì i cadaveri dei tedeschi per giorni. Gli Americani non permisero a civili tedeschi di seppellire i morti. Al Patton-Museum a Fort Knox (USA) i fatti inerenti la morte di Rose sono riportati correttamente, non si fa però alcuna menzione dell'azione di rappresaglia fatta dalle truppe americane. Questo palese crimine di guerra degli Americani non è stato minimamente espiato o criticato nella stampa internazionale o addirittura stigmatizzato come altri. (2)"
(1) Heinrich Wendig, Richtigstellungen zur Zeitgeschichte, Heft 8, Grabert, Tübingen 1995, S. 46.
(2) nota 1 rimanda al Hefte 2 (1991, S. 47ff.) e 3 (1992, S. 39ff.) dello stesso Hefte (Anm. 6); vedi anche Heft 10 (1997), S. 44f.
Vierteljahreshefte für freie Geschichtsforschung esce quattro volte all’anno della grandezza di circa 88-120 pagine formato A4 rilegate. L’abbonamento annuo costa € 55, il singolo fascicolo € 15. Un numero saggio può essere richiesto con l’invio di € 6.
Per dettagli visitare la VffG-Homepage
Editore: Castle Hill Publishers, Hastings TN34 3ZQ, England
Fondata nell’estate1996, primo numero uscito marzo1997
Redattore Capo: Germar Rudolf
Redazione per le lingue straniere: Jürgen Graf
Fax: +44-8701-387263
E-Post: Redazione: VffG@vho.org; Editore: chp@vho.org
Internet: http://vho.org/VffG




Rispondi Citando