
Originariamente Scritto da
Adriano Romualdi, Lo Stato dell'Ordine Nuovo
Le arti plastiche e figurative, come le più grandi concezioni architettoniche, comunicano con maggiore immediatezza gli ideali e il sentimento di un'epoca. Ammirando il Partenone o una cattedrale gotica noi capiamo immediatamente cosa siano stati l'antichità e il medioevo.
Nella nostra epoca di crisi e transizione, così come difetta una solida idea formatrice, mancano certi criteri urbanistici ed architettonici. Qualcuno ha scritto che se le nostre città dovessero essere distrutte, la più superba rovina superstite sarebbe qualche magazzino ebreo (o qualche centro commerciale, aggiungerei io ndr). E' certo che l'impostazione utilitaria della nuova architettura, l'eclissi del monumentale, lo spezzettamento dell'iniziativa urbanistica in aree dominate dalla confusione e dalla speculazione, riflettono l'incertezza politica ed ideale dei nostri tempi.
Noi intendiamo proteggere lo sviluppo delle arti plastiche, rivalutiamo l'architettura come arte politica per eccellenza; vogliamo che dalla nostra idea sorga una volontà plastica formatrice, che dia un nuovo volto alle nostre città.