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  1. #1
    SENATORE di POL
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    Predefinito Insieme per sconfiggere il Terrorismo

    dal quotidiano IL GIORNALE

    " il Giornale del 30/01/2003


    --------------------------------------------------------------------------------

    Insieme per sconfiggere il terrore

    --------------------------------------------------------------------------------

    II vero legame tra gli Stati Uniti e l'Europa è rappresentato dai valori che condividiamo: democrazia, libertà dell'individuo, diritti umani e Stato di diritto. Questi valori che hanno attraversato l'Atlantico insieme a coloro che sono salpati dall'Europa per creare gli Stati Uniti d'America sono oggi più minacciati che mai. Gli attentati dell'11 settembre hanno mostrato fino a che punto si possono spingere i terroristi - i nemici dei nostri comuni valori - per distruggerli. Tali atti di barbarie sono stati un attentato contro tutti noi. Nel rimanere saldi in difesa di questi principi i governi e i popoli degli Stati Uniti e dell'Europa hanno ampiamente dimostrato la forza delle proprie convinzioni. Oggi più che mai il legame tra le due sponde dell'Atlantico è una garanzia della nostra libertà. La relazione tra noi europei e gli Stati Uniti ha resistito alla generosità e alla lungimiranza americana, I'Europa è stata liberata dalle due forme di tirannia che hanno devastato il nostro Continente nel XX secolo: il nazismo e il comunismo. Grazie anche alla continua cooperazione tra l'Europa e gli Stati Uniti siamo riusciti a garantire pace e libertà nel nostro Continente . La relazione tra le due sponde dell'Atlantico non deve rimanere vittima dei persistenti tentativi dell'attuale regime iracheno di minacciare la sicurezza mondiale. Nel mondo d'oggi, come mai prima d'ora, è vitale che venga mantenuta tale unità e coesione. Sappiamo che il successo nella lotta quotidiana contro il terrorismo e contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa richiede una incrollabile determinazione e una salda coesione internazionale da parte di tutti i Paesi per i quali la libertà è preziosa. II regime iracheno e le sue armi di distruzione di massa rappresentano una chiara minaccia alla sicurezza mondiale. Questo pericolo è stato esplicitamente riconosciuto dalle Nazioni Unite. Noi tutti siamo tenuti al rispetto della risoluzione 1441 del Consiglio di Sicurezza, che è stata adottata all'unanimità. Da allora sia al vertice della Nato di Praga sia al Consiglio Europeo di Copenaghen noi europei abbiamo ribadito il nostro sostegno alla risoluzione 1441, il nostro desiderio di seguire il percorso tracciato dalle Nazioni Unite e il nostro sostegno al Consiglio di Sicurezza. In tal modo abbiamo inviato il messaggio - chiaro, fermo ed inequivocabile - che noi avremmo eliminato dal mondo il pericolo rappresentato dalle armi di distruzione di massa di Saddam Hussein. Dobbiamo rimanere uniti nell'insistere che il suo regime venga disarmato. La solidarietà, la coesione e la determinazione della Comunità Internazionale sono la nostra migliore speranza di raggiungere pacificamente tale scopo. La nostra forza si fonda sull'unità. La combinazione di armi di distruzione di massa e di terrorismo rappresenta una minaccia dalle conseguenze incalcolabili. Si tratta di una minaccia che dovrebbe preoccupare ciascuno di noi. La risoluzione 1441 è l'ultima opportunità per Saddam Hussein di attuare il disarmo usando mezzi pacifici. Spetta a lui cogliere l'opportunità di evitare uno scontro di più ampie proporzioni. Purtroppo questa settimana gli ispettori delle Nazioni Unite per il disarmo hanno confermato il persistere di un comportamento fatto di inganni, di rifiuti e di violazioni delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza. L'Europa non ha nulla contro il popolo iracheno. In realtà tale popolo è la prima vittima della brutalità dell'attuale regime. II nostro obiettivo è quello di salvaguardare la pace e la sicurezza mondiale, assicurandoci che tale regime rinunci alle proprie armi di distruzioni di massa. L'inottemperanza di tale obbligo rappresenterebbe una grave mancanza nei confronti del mondo intero. La Carta delle Nazioni Unite attribuisce al Consiglio di Sicurezza il compito di mantenere la pace e la sicurezza internazionale. Per fare questo, il Consiglio di Sicurezza deve mantenere la propria credibilità assicurando il pieno rispetto delle proprie risoluzioni. Non possiamo permettere ad un dittatore di violare sistematicamente queste risoluzioni. Se non venissero rispettate il Consiglio di Sicurezza perderebbe la propria credibilità e la pace nel mondo ne subirebbe conseguenze. Siamo certi che il Consiglio di Sicurezza saprà far fronte alle proprie responsabilità .
    "

    Saluti liberali

  2. #2
    SENATORE di POL
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    da www.giornale.it

    " Iraq: l’Europa è con Bush e isola Francia e Germania

    Otto paesi europei, Gran Bretagna, Spagna, Italia, Portogallo, Danimarca, Repubblica ceca, Ungheria e Polonia, saranno al fianco degli Stati Uniti per debellare la minaccia Saddam Hussein.
    In questo senso i rispettivi premier hanno sottoscritto una dichiarazione di solidarietà agli Usa
    .
    Mancano nel gruppo i presidenti francese e tedesco, Jacques Chirac e Gherard Schroeder, che hanno più volte espresso la volontà di opporsi a un conflitto in Iraq.
    Così appare evidente l’isolamento di Francia e Germania rispetto all’atteggiamento europeo sull’azione contro il regime iracheno.
    " Gli attacchi dell'11 settembre – si legge nella dichiarazione – hanno dimostrato quanto il terrorismo, il nemico dei nostri valori comuni, possa spingersi lontano. Gli Stati Uniti e l'Europa difenderanno sempre insieme questi valori".
    I leader europei dichiarano che "la battaglia quotidiana contro il terrorismo e la proliferazione di armi di distruzione di massa, richiede ferma determinazione e coesione internazionale da parte di tutte le nazioni che ritengono la libertà un valore fondamentale".
    Nella dichiarazione si legge, inoltre, che "la risoluzione 1441 (quella dell'Onu che obbliga l'Iraq a consegnare tutte le armi di distruzione di massa) è l'ultima chance per Saddam di evitare la guerra"
    .
    I leader europei manifestano solidarietà nei confronti della popolazione irachena "la prima vittima di questo brutale regime".
    La Casa Bianca fa sapere che la dichiarazione è stata accolta come la prova del supporto europeo verso la politica di George Bush nella questione irachena e dimostra che solo una piccola parte dei paesi del Vecchio continente sono contrari a essa.
    Particolaremente attivo sul fronte diplomatico è il presidente del Consiglio italiano. Silvio Berlusconi ieri ha incontrato a Londra Tony Blair e oggi sarà a Washington da Bush.
    Il premier al termine dell'incontro con Blair ha confermato che sulle armi di Saddam “ci sono prove inoppugnabili” e che comunque “tutto dovrà passare attraverso il Consiglio di sicurezza dell'Onu”.
    Berlusconi ha lasciato Downing Street, dopo circa un'ora e mezzo di colloquio con Tony Blair, con maggiori convinzioni: “Abbiamo trovato - dice - posizioni comuni su molti punti”.
    Intanto molti segnali fanno ritenere che la macchina da guerra americana abbia già avviato l'attacco all'Iraq. Soldati americani, infatti, sono già nella parte settentrionale del Paese, abitata dalla minoranza curda.
    I militari statunitensi stanno preparando la pista di una vecchia base aerea probabilmente per utilizzarla come avamposto.


    30 Gen 2003
    "


    Cordiali saluti

  3. #3
    Hanno assassinato Calipari
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    Ma gli stati satelliti come Ungheria, Polonia contano.. sono "L'Europa"?

    I cittadini Europei ripudiano la guerra, Bush è solo e sta facendo un sacco di figuracce.

  4. #4
    SENATORE di POL
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    da www.ilnuovo.it
    " Berlusconi: "L'Italia è con gli Usa contro l'Iraq"


    Il premier italiano, ricevuto alla Casa Bianca, lancia un appello a Saddam: "Tutti devono sapere dove sono le armi di distruzione di massa". Invita l'Europa a stare con Bush, che dichiara: "La guerra è l'ultima scelta"


    WASHINGTON – Stragi terribili, provocate dalle armi di distruzione di massa che possiede l’Iraq. Ricevuto dal presidente americano nello studio ovale della Casa Bianca, il presidente del Consiglio italiano ha rivolto un appello a Saddam Hussein, perché faccia chiarezza.''Il mondo ha diritto di sapere – ha detto Silvio Berlusconi – dove sono finite le armi di distruzione di massa che lo stesso Saddam ha dichiarato di possedere''. Perché, ha aggiunto il premier, ''crediamo che dopo gli attentati terroristici dell'11 settembre ci possa essere l'intenzione, da parte dei terroristi, di una terribile strage che richiede le armi bio-chimiche che erano nella disponibilità dell'Iraq" e che Saddam non ha dimostrato di avere distrutto. Detto questo, secondo il presidente americano George W. Bush, un'eventuale dichiarazione di guerra contro l'Iraq "sarà l'ultima scelta, non la prima".

    Sulla crisi irachena, che sta dividendo la comunità internazionale e la stessa Europa , il premier italiano ha confermato che ''l'Italia è sempre stata una alleata fedele degli Stati Uniti ed è vicina agli Usa anche in questo momento''. E ha rivolto un invito all'unità di intenti. ''Soltanto se tutti saremo uniti, la Ue, gli Usa, la Russia nell'Onu, Saddam Hussein capirà che non ha altra scelta che quella di dimostrare la sua reale volontà di distruggere quelle armi''.

    L'Italia, secondo il premier, è quindi vicina anche alla decisione di George W. Bush di concedere solo qualche settimana per risolvere in modo pacifico la questione Iraq. La soluzione della crisi irachena senza arrivare al conflitto armato, secondo Berlusconi, è comunque tutta nelle mani del raìs. ''E' Saddam Hussein che ha nelle mani la decisione sulla pace che tutti noi vogliamo'', ha detto il presidente del Consiglio italiano. Bush ha confermato che se il presidente iracheno ''Saddam Hussein sceglierà di lasciare il paese con coloro, del suo entourage, che si sono resi responsabili delle torture inflitte a migliaia di iracheni, accoglieremo positivamente questa decisione, è naturale''. Ma lo scopo resta chiaro: ''Qualunque cosa succederà - ha detto Bush - l'obiettivo di disarmare l'Iraq rimarrà, chiunque sia al potere''.

    ''Sono qui - ha aggiunto al termine del colloquio con il presidente americano - per dare una mano al presidente Bush, per convincere tutti che questo è interesse di tutti'' per cercare di mantenere la pace. Soddisfatto Bush, che si è detto "molto grato" per la decisione di Berlusconi di firmare la lettera di sostengo agli Stati Uniti con gli altri leader europei. Insieme, il presidente Usa e il premier italiano hanno detto di voler ''anche essere sicuri di vincere la pace in Iraq'', dopo un eventuale conflitto. Sull'eventualità di una guerra contro l'Iraq, il presidente Usa ha ammesso che si tratta ''di una decisione difficile, ma capiamo anche quale sarà il costo se non si agirà, nonostante il prezzo da pagare sia particolarmente elevato''.

    La guerra, comunque, pare sempre più vicina. La conferma arriva da Mosca, secondo cui l'attacco americano all'Iraq è previsto per fine febbraio. Diverso era stato invece l'atteggiamento degliispettori delle Nazioni Unite, che avevano chiesto altri quattro mesi per indagare. Ma gli Stati Uniti pensano già al dopo-conflitto. ''Verranno inviati alla popolazione irachena aiuti alimentari e medicinali" ha detto il presidente americano, affermando che l'intera comunità internazionale appoggerà la ricostruzione del paese.

    (30 GENNAIO 2003, ORE 187, aggiornato alle ore 19:17)
    "

    Saluti liberali

  5. #5
    Hanno assassinato Calipari
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    Uno che manda cassette dal suo covo per fare minacce, uno che va in TV per dire che ci sarà una strage.

    Bin Laden o... Berlusconi?

    Sono uguali. E voi vorreste combattere il terrorismo? Ma se siete i primi terroristi!

  6. #6
    SENATORE di POL
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    da www.giornale.it

    " Al Qaida è tra noi: arresti a Napoli, indagini a Torino

    Cellule di terroristi islamici legate a Al Qaeda sono state scoperte a Napoli e Torino.
    Nel capoluogo campano sono stati arrestati 28 pakistani con l'accusa di associazione terroristica.
    La banda era in possesso di armi pericolose, esplosivi ad alto potenziale e documentazioni di elevato interesse investigativo. Si tratterebbe di una cellula del terrorismo di matrice islamica insediata proprio nel centro storico del capoluogo campano.
    I ventotto immigrati pachistani, la maggior parte clandestini, sono stati arrestati dai carabinieri del Comando provinciale di Napoli con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata al terrorismo internazionale.
    A quanto si è appreso, i carabinieri si sarebbero imbattuti in una cellula del terrorismo islamico nel corso di una normale operazione finalizzata al controllo del territorio. I 28 pachistani sarebbero stati arrestati tutti in un appartamento del centro storico di Napoli. I militari hanno trovato elementi finora imprecisati che dimostrerebbero la loro appartenenza ad una organizzazione terroristica. Gli sviluppi delle indagini saranno coordinati dal procuratore aggiunto Franco Roberti e dai sostituti della sezione antiterrorismo della Procura partenopea Giuseppe Narducci e Sergio Zeuli.
    Indagini anche a Torino dove si sospetta che abbiano agito alcuni terroristi legati a Osama bin Laden e coinvolti negli attentati dell’11 settembre a New York e Washington.
    La Digos sta indagando sulla possibilità che alcuni terroristi islamici abbiano agito dal capoluogo piemontese e, forse, anche da Milano.


    31 Gen 2003
    "


    Shalom!!!

  7. #7
    Hanno assassinato Calipari
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    Avevano la maglietta con scritto : io sono un terrorista?

    Come al solito mancano le prove, mancano gli indizi, i riscontri, vengono arrestati senza motivo.

    Si chiama persecuzione politica.

  8. #8
    SENATORE di POL
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    Il posto dei terroristi e dei loro complici è la galera...

    da www.giornale.it

    " I terroristi di Napoli volevano colpire la Nato

    Tre gli obiettivi del gruppo di terroristi islamici arresto a Napoli c’era anche il capo di stato maggiore della Difesa britannico. Ma non solo. Oltre a questo “bersaglio eccellente” i pachistani intendevano colpire anche il comando della Nato di Napoli il consolato Usa e l’aeroporto di Capodichino.
    Gli uomini arrestati dal Comando provinciale di Napoli con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata al terrorismo internazionale saranno tutti interrogati nei prossimi giorni per individuare eventuali responsabilità e legami con reti terroristiche attive in questi anni nel mondo.
    In un’abitazione di Vico Pace nel quartiere di Forcella, pare un tempo usato da un clan della camorra, i Giuliano, i carabinieri hanno scoperto una vera e propria centrale carica di armi, documenti, volantini. Materiale prezioso tutto da decrittare. E poi: piantine della città, con indicazioni che fanno ipotizzare possibili obiettivi di attentati, sono state sequestrate ieri dai carabinieri - la conferma si è avuta oggi da ambienti investigativi - nell'appartamento del centro storico dove gli immigrati sono stati arrestati. Inoltre tra il materiale sequestrato i carabinieri hanno trovato testi religiosi islamici in lingua pachistana con le foto dei martiri della Jihad, numerosi manoscritti riportanti ciclicamente frasi religiose del tipo ''Allah è grande''.
    Gli investigatori stanno valutando l'ipotesi di eventuali collegamenti della cellula terroristica con ambienti della criminalità organizzata, soprattutto in considerazione del fatto che il ritrovamento è avvenuto in una zona di Napoli dove c'è una forte presenza di esponenti della camorra.
    Indagini anche a Torino dove la Digos sta indagando su una ventina di islamici sospettati di essere legati ad Al Qaeda.
    1 Feb 2003
    "


    Shalom!!!

  9. #9
    SENATORE di POL
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    da www.iltempo.it

    " LA LOTTA AL TERRORE UN IMPEGNO PER TUTTI


    di GIUSEPPE SANZOTTA

    GLI Stati Uniti hanno mostrato le proprie carte, hanno detto al Mondo, dopo mesi di polemiche, perché Saddam rappresenta un pericolo per l’Occidente, perché dunque deve essere fermato. Accuse circostanziate. Inoltre è paventato il rischio che l’Iraq possa presto arrivare a mettere a punto armi micidiali come l’atomica. E in più ci sono i collegamenti con Al Qaeda. In questa situazione gli ispettori dell’Onu sono quasi presi in giro, messi in condizione di non trovare le prove cercate.
    Powell, che sembrava avere assunto il ruolo di colomba, è perentorio e di fatto mette l’Onu e le potenze europee di fronte a una situazione precisa in cui bisogna scegliere se dare o meno il proprio contributo nella lotta al terrorismo. Spesso in Europa, e non solo tra i gruppi pacifisti, l’atteggiamento americano è stato visto come un accanimento, una voglia ingiustificata di guerra. Ma questa analisi non tiene conto di un elemento fondamentale. L’undici settembre del 2001 negli Stati Uniti c’è stato il più feroce attentato della storia dell’umanità. Non sono stati soltanto colpiti i simboli dell’Impero, sono state uccise migliaia di persone. Tutti hanno detto a caldo che nessuno poteva sentirsi più sicuro. Ma in molti hanno dimenticato, non gli Usa. Per battere il terrore non può bastare alzare le difese, sono le centrali del terrore che vanno abbattute. Vanno fermati quei Paesi che organizzano gli attentati, o che offrono accoglienza agli strateghi degli attacchi sanguinari. Con l’immagine negli occhi di quel drammatico giorno di settembre la presidenza Bush ha deciso di non concedere tregua a chi semina morte e distruzione. E sarebbe bene che anche i pacifisti di casa nostra non dimenticassero quella tragedia. Nessuno vuole la guerra, una tragedia per i popoli, ma la pace non può essere invocata da chi nei suoi progetti ha solo sogni di distruzione.

    giovedì 6 febbraio 2003
    "

    Saluti liberali

  10. #10
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    da www.giornale.it

    " L’Italia non vuole la guerra, ma non si tirerà indietro

    " Non vogliamo la guerra, ma non vogliamo nemmeno nascondere la testa sotto la sabbia. La risoluzione 1441 è l'ultima opportunità per Saddam Hussein per attuare il disarmo", perché "l'Iraq è in flagrante violazione delle risoluzioni delle Nazioni Unite ". Così Silvio Berlusconi ha esordito alla Camera, illustrando l'azione della diplomazia italiana nella crisi irachena".
    Successivamente il Presidente del Consiglio si è recato in Senato per ripetere la sua allocuzione. "Quella attuale - ha detto - è una delle più gravi crisi che si siano verificate sulla scena internazionale dal dopoguerra a oggi"
    Berlusconi è sembrato assolutamente allineato sulle posizioni degli Stati Uniti, riaffermando la pericolosità dell'Iraq: Saddam Hussein rappresenta un pericolo per il Medio Oriente e per il mondo intero, il popolo iracheno è la prima vittima del regime e la comunità internazionale non può restare inerte ad assistere.
    " Speriamo tutti ancora che la guerra si possa evitare - ha detto ancora Berlusconi - ma se fosse necessario dovremmo considerare un uso misurato della forza. E' importante, in questo caso, un accordo con l'opposizione perché in momenti come questi servono scelte bipartisan ".
    In particolare il premier ha ricordato come nel caso della missione italiana in Kossovo, la Casa delle Libertà si fosse schierata al fianco dell'allora premier Massimo D'Alema, perché nei momenti importanti del Paese "ci si unisce, non ci si divide".
    Poco dopo l’inizio dell’intervento del presidente del Consiglio il deputato verde Paolo Cento è corso davanti albanco del governo sventolando la bandiera multicolore della pace ed esponendo un cartello con il numero 11, l'articolo della Costituzione in cui c'ra scritto che l'Italia ''ripudia la guerra'', contemporaneamente altri parlammentari Verdi e del Pdci hanno issato cartelli copntro la guerra. Un atto che è sttao bollato dal presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, come “indegna gazzarra” . Per questo casini ha interrotto brevemente i lavori dell’assemblea di Montecitorio.

    6 Feb 2003
    "


    Saluti liberali

 

 

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