Il consigliere Reguzzoni: «Al quartiere di Porta Volta
sono state estirpate le sue radici»
«Una situazione insostenibile, destinata ad aggravarsi di giorno in giorno. Da mesi le proteste dei cittadini sono rimaste inascoltate. Ora con l’approvazione della mozione presentata dalla Lega Nord anche la Regione Lombardia sollecita il Comune di Milano a prendere posizione e ad intervenire tempestivamente affinchè vengano attuati tutti quegli interventi indispensabili per migliorare la qualità di vita nella Chinatown milanese. Sì, nel cuore di Milano, nel quartiere di Porta Volta, una Chinatown, quasi fossimo a New York o a San Francisco. E, in moltissimi casi, il tutto senza autorizzazioni e regolamentazioni». Il consigliere regionale Giampiero Reguzzoni parla a difesa di una milanesità che è stata praticamente messa a tacere, nell’area toccata dalle vie Bramante, Canonica, Sarpi e Rosmini. Quì, praticamente, si parla, si pensa, si compra e si vende in... cinese. «Sì, basta un dato - spiega Reguzzoni -: il 90 per cento dei bambini che frequenta le scuole elementari della zona è cinese. E in quella lingua parlano, giocano, si divertono. Diventa anche un fatto culturale. È impensabile che sul nostro territorio si stabilizzino costumi e tradizioni che non ci appartengono. Chinatown è diventata una vera “città nella città”, con le proprie regole e la propria lingua. E finora il Comune si è limitato a fare da spettatore a un progetto di autoghettizzazione della comunità cinese, con caratteristiche sempre più marcate d’incompatibilità con i cittadini milanesi. E non si è fatto nulla per attenuare il fenomeno. Anzi. Insegne dei negozi in lingua cinese, addirittura i volantini pubblicitari in ideogrammi cinesi». Non solo. Il graduale ma costante allontanamento delle attività non cinesi dalla zona, sta portando alla creazione di un quartiere monoetnico, terreno favorevole per il propagarsi della criminalità, in buona parte importata direttamente dalla Cina. Lavoro nero, estorsioni, giochi d’azzardo, plagio, immigrazione clandestina sono alcune delle tante piaghe della zona. E poi non vanno sottovalutati i problemi legati alla viabilità che, tra l’altro, comporta un insopportabile inquinamento acustico e ambientale, dovuto alla presenza ininterrotta di centinaia di furgoni di venditori ambulanti provenienti da tutto il Nord». Ma possibile che nulla è stato fatto? «Le Asl - sottolinea il consigliere della Lega - sono intervenute con controlli e sanzioni, ma le operazioni devono essere più costanti e massicce. E soprattutto occorrono interventi immediati da parte di tutte le forze istituzionali allo scopo di porre fine a queste situazioni d’illegalità e per scongiurare il ripetersi in altre zone di Milano e in altre città lombarde fenomeni simili. Il Comune non può più trascurare un quartiere importante come quello di Porta Volta, la sua qualità di vita va migliorata, ad esempio trasferendo le attività commerciali all’ingrosso in zone periferiche». E non a caso proprio due giorni fa l’assessore Roberto Predolin ha confermato che, anche su stimolo dei vertici dell’Amministrazione Comunale, la Polizia annonaria e commerciale ha battuto a tappeto il quartiere Sarpi con verifiche mirate agli esercizi condotti dai cinesi. Nella scorsa settimana sono state controllate 77 attività, di cui 28 ristoranti, 7 rosticcerie etniche, 32 attività commerciali e 10 negozi di parrucchieri, eseguendo 69 verbali di sanzione.
Pubblici esercizi in Chinatown, tutto quello che non va
ANNO 2001
CONTROLLI EFFETTUATI 250
VIOLAZIONI ACCERTATE 367
ANNO 2002 (dal 1/1 al 15/09)
CONTROLLI EFFETTUATI 175
VIOLAZIONI ACCERTATE 242
Principi violazioni accertate:
mancanza libretti sanitari degli addetti alla manipolazione alimenti
condizioni igieniche dei locali carenti
omessa indicazione degli ingredienti degli alimenti posti in vendita
mancanza autorizzazioni commerciali
modifiche allo stato dei luoghi non autorizzate sanitariamente
esposizione alimenti non igienicamente idonea
inosservanza orari somministrazione
frodi commerciali per omessa indicazione alimenti surgelati in menu
reati in materia di tutela alimenti per prodotti conservati in cattive condizioni




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