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Rif: Lo stato: cos'è?
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Originariamente Scritto da
Platone
Se poi è impossibile che si dia un centro cosciente in grado di mobilitare e operare, agire e manipolare, non si vede proprio quale senso possa rivestire la Grazia divina, se essa è un dono..come ogni individuo (come ogni prodotto dell'errore, come ogni manifestazione della negazione della verità) nemmeno Gesù può essere un ascoltatore della verità..
Che io leggessi queste parole è secondo S. necessario e che io scriva queste parole pure, nel linguaggio alienato questi due episodi rimandano al concetto di causa-effetto, alla parola scopo che mi pare che S. aborri, però anche nel linguaggio del Giorno devono avere un significato al pari di quello che hanno nel linguaggio biblico che descrive il Dio del non-tempo.
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Rif: Lo stato: cos'è?
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Originariamente Scritto da
Prinz Eugen
Che ne è dei concetti di Dio creatore e di creatura di Dio?
Sono impossibili, nessuno può far divenir altro anche il più umbratile e insignificante degli essenti, se di Dio si può ancora parlare esso non può essere libero, potente, creatore, ma nemmeno amorevole, giacchè anche l'amore e l'odio, il piacere e il dolore appartengono alla terra isolata dal destino.
Non esistono padroni e servi, ciò che spetta all'uomo è infinitamente al di là delle promesse che il cristianesimo può illudersi di avanzare ai mortali: ciò che spetta è la stessa Gioia, l'esser la totalità del tutto, il toglimento di ogni contraddizione e alienazione, dunque il tramonto del contrasto tra l'isolamento e il destino, dunque il tramonto del mortale..nel proprio inconscio l'uomo è questo essere infinitamente al di là di Dio, è questo esser già da sempre il superamento dell'esser mortale..
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Rif: Lo stato: cos'è?
Citazione:
Originariamente Scritto da
Platone
Sono impossibili, nessuno può far divenir altro anche il più umbratile e insignificante degli essenti, se di Dio si può ancora parlare esso non può essere libero, potente, creatore, ma nemmeno amorevole, giacchè anche l'amore e l'odio, il piacere e il dolore appartengono alla terra isolata dal destino.
Uffi, però in questo senso non esiste nemmeno la gioia ma S. quando parla di Gioia ne parla in una certa accezione che presumo fondi pure, ma nei secoli a venire sai quante accezioni fondate di quelle altre belle paroline possono uscire fuori.
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Rif: Lo stato: cos'è?
Citazione:
Originariamente Scritto da
Prinz Eugen
Gli aggressori erano due, di cui l'altro ha mantenuto la metà della Polonia ottenuta durante la spartizione seguita al Ribbentrop-Molotov.
Hitler ha poi perso la scommessa a Stalingrado, diversamente sarebbe stato ricordato come un nuovo Bismarck. Così come nessuno deplora la vittoriosa aggressione italiana all'Austria-Ungheria effettuata nel '15-'18.
Si, ma alla fine Hitler ha perso... quindi gli aggressori non vincono... o comunque non sempre, il che mi da una chance di sopravvivenza anche senza stato. Lasciatemi libero !!
Citazione:
Perché esiste un'autorità che impone vengano rispettati. Ma scardinando il suo monopolio avrei finalmente la possibilità di opporre a tali pretese una forza contraria.
Non scherzare. Secondo te i contratti oggi vengono rispettati per la paura che incute la giustizia civile che fornisce lo stato ? per favore dai... esiste un incentivo ben piu' potente...
Inoltre l'autorita' ci sarebbe, ma non sarebbe monopolistica. Se vuoi un esempio pensa a tutti i contratti di esportazione: i contraenti basta che stabiliscano un foro competente (anche in un paese/societa' di arbitrato) terzo, che il contratto si fa eccome.
Citazione:
E' un potere tra i poteri, indebolito quello se ne affacciano altri dal basso e dall'esterno. Ogni indebolimento della sovranità oggi può soltanto favorire la tendenza verso poteri sovranazionali e globali.
Perche' le persone pensano che lo stato sia utile. Basterebbe convincerle della verita' delle cose... e cioe' che i criminali non sono mai "utili".
Citazione:
Il sistema non è autocontraddittorio perché esplicitamente non ammette l'inviolabilità della persona e della proprietà sempre e comunque.
E' contraddittorio sui principi che lo fondano, nel senso che lui li proclama, e poi ci si mette al di sopra, bella forza. Infatti dice che gli uomini sono egualmente liberi, tranne di rifiutare lo stato (come dire che gli uomini di stato sono piu' liberi degli altri). Dice che rubare e' un crimine, ma si autoassegna la possibilita' di derubare i sudditi. Dice che lo schaivismo e reato, ma schiavizza i sudditi e li manda al fronte. etc etc
Se io mi comportassi come lo stato, verrei linciato (e giustamente) ... ergo...
Citazione:
Ci sono Stati esterni alla storia, che esistono su concessione delle grandi potenze, e Stati che la fanno. Fosse stato per i "libertari" l'impero sovietico si estenderebbe da Lisbona a Vladivostok, e non sarebbe stato messo in ginocchio dalla competizione militare e dall'intesa kissingeriana tra Usa e Cina.
Concessione ? ma allora perche' non concepire un mondo ove tutte le persone concedono alla altre la loro liberta', esattamente come gli stati concedono agli altri stati la stessa liberta'/sovranita'.
I fatti dimostrano che e' possibile, basta volerlo... altrimenti spiega perche' non siamo in guerra continua con tutti gli altri stati del globo ???
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Rif: Lo stato: cos'è?
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Originariamente Scritto da
eq...
Uffi, però in questo senso non esiste nemmeno la gioia ma S. quando parla di Gioia ne parla in una certa accezione che presumo fondi pure, ma nei secoli a venire sai quante accezioni fondate di quelle altre belle paroline possono uscire fuori.
Eh?
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Rif: Lo stato: cos'è?
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Originariamente Scritto da
Platone
Sono impossibili, nessuno può far divenir altro anche il più umbratile e insignificante degli essenti, se di Dio si può ancora parlare esso non può essere libero, potente, creatore, ma nemmeno amorevole, giacchè anche l'amore e l'odio, il piacere e il dolore appartengono alla terra isolata dal destino.
Non esistono padroni e servi, ciò che spetta all'uomo è infinitamente al di là delle promesse che il cristianesimo può illudersi di avanzare ai mortali: ciò che spetta è la stessa Gioia, l'esser la totalità del tutto, il toglimento di ogni contraddizione e alienazione, dunque il tramonto del contrasto tra l'isolamento e il destino, dunque il tramonto del mortale..nel proprio inconscio l'uomo è questo essere infinitamente al di là di Dio, è questo esser già da sempre il superamento dell'esser mortale..
Immagino che questo toglimento, questo laceramento diciamo così del velo di Maya, non abbia però niente a che vedere con quella che un tradizionalista esoterico chiamerebbe una "rottura di livello iniziatica". Cioè non è prevista nessuna qualificazione specifica, nessuna pratica particolare, per venire a tanto. Insomma si tratta di vivere nell'isolamento esattamente come prima, solo con questa 'gioiosa' consapevolezza - magari anche fiduciosa e convinta ma del tutto astratta e slegata da una concreta esperienza presentibile. E senza ripercussioni sulla prassi nell'isolamento.
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Rif: Lo stato: cos'è?
....è la continuazione del potere temporale/spirituale sorto nel neolitico con la formazione delle caste monarchiche e sacerdotali per assoggettare tramite regole e dogmi il resto della plebe.
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Rif: Lo stato: cos'è?
Un prodotto della storia.
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Rif: Lo stato: cos'è?
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Originariamente Scritto da
Prinz Eugen
Immagino che questo toglimento, questo laceramento diciamo così del velo di Maya, non abbia però niente a che vedere con quella che un tradizionalista esoterico chiamerebbe una "rottura di livello iniziatica". Cioè non è prevista nessuna qualificazione specifica, nessuna pratica particolare, per venire a tanto. Insomma si tratta di vivere nell'isolamento esattamente come prima, solo con questa 'gioiosa' consapevolezza - magari anche fiduciosa e convinta ma del tutto astratta e slegata da una concreta esperienza presentibile. E senza ripercussioni sulla prassi nell'isolamento.
L'oltrepassamento della solitudine della terra non è un atto umano, non può essere un prodotto della volontà o dell'agire, perciò non ha nulla a che vedere con la necessità di conformarsi a qualche bizzarro rituale: quando buddha si propone di fuoriuscire dalla volontà permane il problema che tale volontà della non-volontà è pur sempre una volontà, si intende cioè superare la contraddizione sul fondamento della contraddizione, presupponendola.
Il discorso in tema, invece, è quanto di più distante vi sia dalla logica dell'Occidente (e da ciò che essa ha prodotto, dal mito greco alla scienza, passando per la tradizione filosofica, la chiesa, l'illuminismo, il marxismo, la società borghese, la techne..) proprio perchè è quanto di più distante vi possa essere dalla logica dell'Oriente: le critiche che i due mondi si muovono l'un l'altro hanno in comune l'essenziale, la fede nel divenir altro..è all'interno di tale fede che vengono evocati via via i rimedi contro il divenire, l'opposizione e la discontinuità si gioca sui rimedi, non sul riconoscimento di ciò che va rimediato..ad Oriente con lo yoga, la meditazione, il nirvana, l'advaita..a Occidente con i rituali sacrificali, e poi con la theoria filosofica, con la scienza, con la tecnica..
Si tende a condannare la civiltà della tecnica in nome dei valori e dello spirito, invitando a guardare all'etica cristiana o alla non-violenza delle discipline indiane..che rifiutano la mondanità bollandola come illusione e rifugiandosi nell'Assoluto..ma non si comprende che anche al fondo di tali valori e di tali concezioni ciò che permane e si da per scontato è l'essenza prettamente tecnica dell'uomo..l'uomo non è un tecnico solo quanto diventa un ingranaggio della civiltà delle macchine o quando trasforma il mondo servendosi della tecnoscienza e degli apparati, lo è anche quando apre le braccia e attende misticamente l'irruzione divina volta ad operare la catarsi, lo è anche quando affida la propria salvezza al Brahman o guarda con indifferenza il mondo..il tratto comune è la fede che egli sia un centro di forze cosciente in grado di mobilitare mezzi, e tale fede è la base sul fondamento della quale viene a costituirsi la nostra civiltà ed ogni critica ad essa..sicchè tali critiche intendono condannare ciò che pure devono ammettere per poter vivere, ciò che esse per prime non mettono in dubbio..
L'esoterismo, l'iniziatismo, non meno dell'etica e dlla negazione dell'etica appartengono al nichilismo, sicchè la negazione del nichilismo porta al tramonto tutto ciò che esso ha via via espresso..
L'uomo non può smettere di agire, smettere di agire è comunque un'agire, in tal senso il tramonto dell'isolamento non dipende dall'uomo ma è destino della necessità: l'individuo non può liberarsi dalla dimensione da cui è evocato, giacchè la negazione di tale dimensione congeda l'individuo medesimo..come già avevo avuto modo di dire..altro è fumare misconoscendo i rischi..altro è fumare conoscendoli..ma si continua a fumare..l'apparire del destino non più contrastato è il tramonto del fumatore, sia di quello consapevole che di quello inconsapevole..
Il contrasto tra la terra isolata e il destino è interno al destino, la terra isolata (la volontà di negare il destino) non riesce a negarlo se non presupponendolo, e il destino è l'esser sè dell'essente..il cacciatore vede il cielo..scorge lo stormo di uccelli..gli uccelli oscurano il cielo..e il cacciatore crede di vedere solo gli uccelli, ha occhi solo per essi, eppure lo spettacolo del cielo continua a stare lì davanti..intramontabile..ma il cacciatore ha fede di non vedere altro che uccelli..senza uccelli a cui sparare anche il cacciatore viene meno..il tramonto dell'isolamento è il dileguarsi degli uccelli e il mostrarsi del cielo..il congedarsi delle forze evocate dall'oscuramento operato dagli uccelli..dunque anche del cacciatore che ad essi si rivolge..il mortale..
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Rif: Lo stato: cos'è?
Quindi non c'è da lavorare per nessuna illuminazione, non c'è nemmeno da studiare Severino (non è che uno fuoriesca dall'isolamento alla conclusione di un simile studio). Si tratta solo di aspettare che "il destino si compia", peraltro senza che sussista una sola ragione di di mettere a parte i propri contemporanei di una simile prospettiva.