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Rif: Lo stato: cos'è?
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eq...
Primo a Severino non credo interessi attaccare alcunché, specie se deve usare l'ipocrisia che gli attribuisci per farlo.
Preferiresti si dicesse "criticare" invece di attaccare? Avrebbe anche potuto evitarla quell'inutile polemica con la Chiesa "alienata", in cui cerca di trascinare dalla sua il Barzaghi.
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eq...
Secondo Cristo è da sempre risorto.
Niente di diverso rispetto a quello che vale per l'ultimo insetto o l'ultimo babbeo. Viene radicalmente meno il senso dell'Incarnazione.
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eq...
L'unico punto veramente difficile è quello legato alla dannazione, che si collega al concetto di Redenzione, ma in quel caso l'obiezione definitiva viene soprattutto da testi molto avanzati della sua produzione che prima o poi leggerò sperando di coglierlo in fallo, senza dover buttare a mare tutto il resto. :giagia:
La veduta severiana proclama che non c'era bisogno di Cristo per vincere la morte e il nulla. Vedi un po'.
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Rif: Lo stato: cos'è?
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Prinz Eugen
Preferiresti si dicesse "criticare" invece di attaccare? Avrebbe anche potuto evitarla quell'inutile polemica con la Chiesa "alienata", in cui cerca di trascinare dalla sua il Barzaghi.
Barzaghi è già dalla sua da quel punto di vista, ma alienazione filosofica non significa alienazione dottrinaria, anzi secondo me basta leggere la Bibbia per negare il divenire.
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Prinz Eugen
Niente di diverso rispetto a quello che vale per l'ultimo insetto o l'ultimo babbeo. Viene radicalmente meno il senso dell'Incarnazione.
Se sei ariano.
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Prinz Eugen
La veduta severiana proclama che non c'era bisogno di Cristo per vincere la morte e il nulla. Vedi un po'.
Bisogna vedere cosa si intende per servire, sarebbe un po' come dire che l'aurora non serve al tramonto.
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Rif: Lo stato: cos'è?
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eq...
Inoltre questa risposta di Severino a Barzaghi denota la solita coerenza delle sue affermazioni ma anche la sua apertura mentale:
Severino su Barzaghi
Ti invito a considerare attentamente la data relativa alla recensione dell'articolo: è precedente a La Gloria (2001) e (a maggior ragione) a Oltrepassare (2007), luoghi ove la distanza del cristianesimo dal suo discorso si accentua con la maggiore e radicale incisività, anche rispetto a Destino della Necessità..giacchè si mostra che quel Tutto, quella Gioia a cui Destino di Necessità fa riferimento è in realtà l'Io stesso, il luogo ove egli è pienamente, totalmente, concretamente sè stesso. Io sono la Gioia, cioè la stessa totalità del Tutto, così come lo è ogni altro Io del destino(per questo è essenzialmente necessario che ogni esperienza di ogni cerchio venga percepita da ogni altro, sicchè gli infiniti dispiegamenti lungo la Gloria vengono ad unirsi in un unico dispiegamento a tutti comune e al contempo differente, giacchè i cerchi rimangono distinti): La Gioia, come Io Infinito, è la verità dell'io finito, lo stesso io finito al di là del suo contraddittorio apparire come finito: il cerchio finito del destino, dopo il tramonto dell'isolamento, procede lungo il sentiero della Gloria verso la Gioia e vede sè medesimo in ogni cosa che incontra, venendo meno ogni alterità..procedendo verso la Gioia, l'Io del destino procede verso sè stesso..
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Rif: Lo stato: cos'è?
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Originariamente Scritto da
eq...
Barzaghi è già dalla sua da quel punto di vista, ma alienazione filosofica non significa alienazione dottrinaria, anzi secondo me basta leggere la Bibbia per negare il divenire.
Veramente a me non pare proprio che le parole bibliche siano interpretabili come testimonianza del destino, ma attendo che tu dia spiegazioni adeguate
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Bisogna vedere cosa si intende per servire, sarebbe un po' come dire che l'aurora non serve al tramonto.
Se per "servire" intendiamo la capacità dell'individuo Gesù di emancipare l'uomo dalla sofferenza, di redimerlo, di liberarlo dalla finitudine, qui il problema è a monte, cioè si dovrebbe sindacare l'esistenza stessa dell'individuo (del concetto di individuo) che, come tale e in quanto tale, non esiste, se non come alterazione della verità, illusione, velo di maya..
Se poi è impossibile che si dia un centro cosciente in grado di mobilitare e operare, agire e manipolare, non si vede proprio quale senso possa rivestire la Grazia divina, se essa è un dono..come ogni individuo (come ogni prodotto dell'errore, come ogni manifestazione della negazione della verità) nemmeno Gesù può essere un ascoltatore della verità..
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Rif: Lo stato: cos'è?
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Platone
Ti invito a considerare attentamente la data relativa alla recensione dell'articolo: è precedente a La Gloria (2001) e (a maggior ragione) a Oltrepassare (2007), luoghi ove la distanza del cristianesimo dal suo discorso si accentua con la maggiore e radicale incisività, anche rispetto a Destino della Necessità..
Infatti, però per giudicare tale distacco è necessario sottoporre al vaglio il linguaggio fondativo usato, quando l'ho fatto ti faccio sapere (da questo punto di vista mi risulterebbe utile essere eterno nel modo più ingenuo del concetto). :giagia:
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Rif: Lo stato: cos'è?
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Originariamente Scritto da
eq...
Secondo Cristo è da sempre risorto.
L'unico punto veramente difficile è quello legato alla dannazione, che si collega al concetto di Redenzione, ma in quel caso l'obiezione definitiva viene soprattutto da testi molto avanzati della sua produzione che prima o poi leggerò sperando di coglierlo in fallo, senza dover buttare a mare tutto il resto. :giagia:
Da sempre risorto è un ossimoro, "risorto" presuppone "morto", cioè presuppone un momento in cui la resurrezione fosse nulla. E' come dire " da sempre creato", un espressione che non vuol dire nulla, perchè se "è da sempre" allora non può esser creato: se è da sempre è eterno, e allora il risorgere e il creare sono l'apparire. Non basta aggiungere il già da sempre e per sempre ai concetti del nichilismo, devono essere trasvalutati.
Tra l'altro se è destino che tutto appaia come appare allora la dannazione è una presunzione, giacchè nessuno ha controllo su quanto è destinato ad apparire nel suo cerchio ed è cioè più 'giusto' (pur in termini nichilistici, giacchè non v'è nulla di giusto e ingiusto) che vi sia redenzione comune..
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Rif: Lo stato: cos'è?
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Originariamente Scritto da
eq...
Infatti, però per giudicare tale distacco è necessario sottoporre al vaglio il linguaggio fondativo usato
In che senso?
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Rif: Lo stato: cos'è?
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Platone
In che senso?
Voliamo basso, nel senso che me lo devo leggere.
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Rif: Lo stato: cos'è?
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Originariamente Scritto da
Platone
Da sempre risorto è un ossimoro, "risorto" presuppone "morto", cioè presuppone un momento in cui la resurrezione fosse nulla. E' come dire " da sempre creato", un espressione che non vuol dire nulla, perchè se "è da sempre" allora non può esser creato: se è da sempre è eterno, e allora il risorgere e il creare sono l'apparire. Non basta aggiungere il già da sempre e per sempre ai concetti del nichilismo, devono essere trasvalutati.
Tra l'altro se è destino che tutto appaia come appare allora la dannazione è una presunzione, giacchè nessuno ha controllo su quanto è destinato ad apparire nel suo cerchio ed è cioè più 'giusto' (pur in termini nichilistici, giacchè non v'è nulla di giusto e ingiusto) che vi sia redenzione comune..
Che ne è dei concetti di Dio creatore e di creatura di Dio?
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Rif: Lo stato: cos'è?
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Platone
(per questo è essenzialmente necessario che ogni esperienza di ogni cerchio venga percepita da ogni altro, sicchè gli infiniti dispiegamenti lungo la Gloria vengono ad unirsi in un unico dispiegamento a tutti comune e al contempo differente, giacchè i cerchi rimangono distinti)
Lo capisci da solo che questo 'differenti' apre a mille possibili interpretazioni e che solo davanti al passaggio logico che fonda questa affermazione io possa giudicare, nevvero?
Sempre nei limiti del linguaggio e della mia capacità di capirlo, della capacità di Severino di esprimersi etc. etc.