Ma guarda che lo stato e' fatto di "privati", oppure vuoi dirmi che io e tremonti siamo la stessa persona ? Se questi privati proclamano dei principi di giustizia , ed in base a questi principi stabiliscono delle regole. Poi calpestano detti principi, ponendosi al di sopra delle regole, allora i PRIVATI che animano lo stato sono, secono gli stessi principi da essi proclamati, dei criminali.
Esempio: se io, monarca e sovrano, dico che tutti gli uomini hanno diritto alla liberta', e chi tra essi la viola (cioe' aggredisce gli altri) e' un criminale (vedi dichiarazione dei diritti dell'uomo, approvata e sottoscritta dallo stato italiano); poi dico che io sovrano (eletto o meno non fa differenza) posso violarla - indpendentemente dalle scuse fantasiose che mi invento, tipo la volonta' divina, o il volere della maggioranza o il bene del popolo - allora io sono indubitabilmente un criminale, non si scappa.
Posso anche accettare che il concetto di criminale sia arbitrario (non ho voglia di addentrarmi nel giusnaturalismo), tuttavia siccome lo stato ne proclama uno direi quasi universalmente condiviso, e poi lo viola, esso e' un criminale, secono il suo stesso metodo arbitrario di giudizio.Al di fuori di questo, il concetto di criminale risulta dall'arbitrio soggettivo.
Basta svelare la contraddizione, poi prendiamoci pure quanto di arbitrario scaturira' dalla liberta' (vedrai che il principio non cambiera' per nulla).
I socialisti sono contraddittori essi stessi, quindi in malafede. Altrimenti si comporterebbero gia' socialisticamente tra di loro...Così tu in quanto capitalista sarai "criminale" per uno qualsiasi dei nostri socialisti, laddove tu dichiarerai criminale il loro intento di redistribuire la ricchezza agli svantaggiati. Naturalmente potrete chiamarvi criminali a vicenda , ma la realtà dei fatti verrà decisa da chi riuscirà a prevalere: se tu con Pinochet (o delle organizzazioni paramilitari sullo stile delle AUC colombiane), o loro con Tito (o qualche gruppo di guerriglia sul genere di Sendero Luminoso).
Non direi proprio. Non mi invento principi ultraterreni assoluti nei quali avere fede. Mi baso solo su quelli gia condivisi dalla stragrande maggioranza di noi. Non uccidere, non rubare.La tua è un'affabulazione retorica non diversa dalle altre, mediante la quale intendi stabilire un ordine che ritieni andrebbe a tuo vantaggio (mentre danneggerebbe altri). Se poi della bontà oggettiva e intrinseca di simili opinioni sei sinceramente convinto (come del resto accade presso tanti altri di idee diverse) non fa nessuna differenza.
E mi frega poco che questi principi tu li definisca "affabulazioni"... di fatto sono condivisi, ancorche' arbitrari, e se affabulazione c'e' e' solo in chi li viola facendo credere agli altri di non farlo.
A si ? E che argomenti useresti, sentiamo, per ottenere il consenso di derubare monopolisticamente gli altri. Sono proprio curioso.Il furto? Sì, ma possibilmente legalizzato attraverso l'apparato coercitivo monopolista.
Gia' risposto. I socialisti sono in palese malafede: loro alla proprieta' ci credono eccome, solo vorrebbero anche quella altrui.Anche la proprietà sopravvive sulla base dell'affabulazione retorica che la pretende sacra, ma quando i socialisti assumono il potere soffiando sul risentimento delle plebi inette e miserabili il discorso salta.
In un sistema contrattuale potrebbero fare i socialisti, ma solo tra di loro.





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repapelle: