Dal Corriere della sera!
L'«indultino» tornerà in aula il 4 febbraio
Stop a indulto e amnistia, maggioranza spaccata
Forza Italia opposta a Lega e parte di An: la Cdl riconosce di non avere i voti necessari per far passare la legge alla Camera
ROMA - La commissione Giustizia della Camera non continuerà l'esame del provvedimento su indulto e amnistia. Lo ha reso noto il capogruppo in commissione di Forza Italia, Luigi Vitali, al termine della riunione dell'ufficio di presidenza. «Non ci sono le condizioni per andare avanti - ha spiegato - né i numeri, quindi è meglio evitare di portarlo in aula». Si proseguirà quiindi solo con «l'indultino».
UDC: NOI ANDIAMO AVANTI - «La situazione carceraria è al collasso ed è chiaro che il provvedimento dell'indultino non basta da solo per risolvere tutte le problematiche connesse all'argomento». Lo dichiara in una nota il capogruppo Udc in commissione Giustizia, Flavio Tanzilli. «Tant'è che noi stiamo comunque andando avanti in commissione con un provvedimento complessivo di indulto e di amnistia».
INDULTINO, RINVIO AL 4 FEBBRAIO - In precedenza la conferenza dei capigruppo della Camera aveva deciso di rinviare l'esame dell'indultino al prossimo 4 febbraio a causa dei contrasti all'interno della maggioranza in particolare Forza Italia, An e la Lega nord. A febbraio, dunque, l'indultino avrebbe dovuto riprendere il suo cammino a Montecitorio, con i tempi però contingentati. Una decisione - aveva spiegato il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini in aula, ricordando il precedente della legge Cirami - inevitabile vista l'attuale «evidente impossibilità» di terminare le votazioni del provvedimento «entro i tempi previsti dal calendario».
SCONTRO LEGA-FORZA ITALIA - L'opposizione più dura a un provvedimento che aprirebbe le porte di molte celle è venuta dalla Lega che ha rivolto mercoledì i propri strali soprattutto agli alleati del centrodestra. «Ricordo che il programma della Casa delle libertà prevede l'intangibilità del principio di certezza della pena», ha detto nella discussione odierna il capogruppo del Carroccio Alessandro Cè, rivolto verso i colleghi di Forza Italia, prima che fosse annunciato lo slittamento del voto.
L'urgenza di un provvedimento per alleggerire la pressione sulle carceri italiane, che straboccano di detenuti, è stata portata al centro del dibattito politico dal Papa che, nel suo discorso a Montecitorio lo sccorso 14 novembre, aveva invitato i parlamentari a un gesto di clemenza. Opposizione di centrosinistra e una buona parte della maggioranza si erano dichiarati d'accordo, mentre la Lega e un'ala di Alleanza nazionale hanno confermato un no di principio a qualsiasi colpo di spugna sulle pene detentive. Le cose sono complicate dal fatto che in commissione Giustizia giace un progetto di legge di indulto, presentato in origine dal centrosinistra, che prevede la cancellazione della pena per reati meno gravi. Tecnicamente si differenzia dall'indultino perché cancella e non sospende la detenzione in carcere, ma soprattutto presenta una difficoltà arduamente sormontabile: per essere approvato, l'indulto ha bisogno della maggioranza di due terzi dei deputati e non la maggioranza semplice. Con Lega e parte di Alleanza nazionale contrarie a qualsiasi atto di clemenza, un simile provvedimento rischierebbe quindi con ogni probabilità di affondare.
22 gennaio 2003 DA CORRIERE.IT
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(20 febbraio 2002)
NE' L'UNO NE' L 'ALTRO!..........................che ridere!!!!:
Ma non avevano battuto tutti le mani al Papa in visita al Parlamento riunito?
IPOCRITI............ha ragione Feltri " tutti in galera" perchè politicamente non conviene nessun tipo di clemenza!!!
Ma non è meglio dire che si è contrari come ha fatto AN e basta!!!!!???
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