06 33176370 risponde un antisemita
di Dimitri Buffa*
L'avvocato Barbara P. è una delle tante cittadine della comunità ebraica romana. Non particolarmente entusiasta dal taglio delle corrispondenze Rai di Paolo Longo da Israele, specie in casi tragici come quello dell'attentatosuicida dello scorso 5 gennaio in cui hanno perso la vita 24 persone.
L'avvocato Barbara P. è uno di quei cittadini che quando ritiene che la Rainon faccia un'informazione corretta sul conflitto mediorientale subito si precipita al telefono e protesta. Lo ha fatto anche lo scorso 6 gennaio chiamando il numero 06 33176370, che corrisponde all'interno del servizio di coordinamento, impaginazione e montaggio del Tg3.
Ha esposto le proprie lamentele a chi gli ha risposto, un certo signor Claudio, e si è sentita rispondere in malo modo. Così più precisamente: "questo Claudio con mia grande meraviglia si è dichiarato apertamente filopalestinese ed ha detto di esser totalmente d'accordo con Longo e che - secondo lui - sarebbero persino troppo pochi quelli che si fanno saltare in aria e che se potesse si farebbe saltare anche lui. Alle mie obiezioni - stavolta davvero poco pacate - mi ha detto che si rifiutava di darmi il suo cognome, perchè aveva paura che gli andassi a mettere una bomba a casa".
Alla telefonata che la signora Barbara ha fatto dal proprio studio legale hanno assistito esterrefatte almeno altre tre persone. Poco dopo ha chiamato anche un'altra sua amica, Johanna P., e si è sentita ripetere più o meno gli stessi concetti dallo stesso interlocutore.
Che da quel momento è scomparso. Infatti per tutta la giornata di ieri svariati membri della comunità ebraica di Roma e della mailing list "amici d'Israele" hanno tentato di farsi passare al telefono questo misterioso "signor Claudio", solo per sentirsi negare che esistesse o che stesse lì.
Il cdr del Tg 3, nella persona della signora Barzini, sebbene a suo dire ignara del tutto, ci ha diffidato a "montare speculazioni" basandoci sulla parola del primo che protesta.
Il direttore Di Bella ha invece stigmatizzato pesantemente l'accaduto assicurando "altresì che non è certo l'antisemitismo la linea editoriale del Tg 3". Di Bella però ha anche invitato coloro che in futuro intendessero protestare per analoghe circostanze a "rivolgersi ai telefoni della redazione esteri" che possono essere facilmente reperiti nel sito internet del Tg 3, e ha tenuto anche a specificare che Longo fa "lo stesso servizio" di norma anche per gli altri due telegiornali.
Poi ha fatto questo esempio: "se uno per lamentarsi di un articolo di "Libero" chiamasse il centralino rischierebbe forse di sentirsi anche lui rispondere in malo modo.."
Manca comunque la controprova. E poi una cosa è il "malo modo", un'altra fare affermazioni di solidarietà con il terrorismo suicida palestinese.
Dice invece Riccardo Pacifici assessore alle relazioni esterne e portavoce della comunità ebraica romana, che prende atto delle scuse di Di Bella, ma senza particolare entusiasmo: "quel numero non ce lo siamo certo inventati noi ma ce l'hanno dato quando abbiamo chiamato la prima volta la Rai per protestare contro il servizio di Longo: mi chiedo allora perchè alla Rai ci abbiano
dato il numero sbagliato? E' normale che un soggetto simile, che lavora in Rai, sia libero di esternare convinzioni a favore del terrorismo e ci domandiamo se il direttore del Tg3 che ne ha preso le distanze si adopererà
anche per identificare questo Claudio di modo che episodi simili non abbiano più a ripetersi?"




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