Dal sito ww.ilnuovo.it

Mussolini: sparite le sue lettere d'amore
Dall'archivio centrale che le custodiva manca l'intera raccolta del '37 del carteggio tra la Petacci e il Duce. Presentata una denuncia. Si teme un furto. Erano ancora coperte da segreto

ROMA - E' l'anno in cui Benito Mussolini sigla l'asse tra Roma, Berlino e Tokyo, l'anno nel quale nel quale le milizie fasciste dovranno subire una cocente sconfitta a Guadalajara, durante al guerra di Spagna. L'Italia si avvia verso l'emanazione delle leggi razziali, che arriveranno nel '38, e il paese vive l'etica tutta rigore e perbenismo dell'era fascista.

E' il 1937 e, mentre il mondo si avvia ai guasti e alle tragedie dell'ormai imminente seconda Guerra Mondiale, Benito Mussolini vive la propria personale storia d'amore con Claretta Petacci. Lei, com'è costume dell'epoca, le scrive infuocate lettere d'amore. Lo fa, in realtà, dal '32, anno nel quale era iniziata la loro relazione. E continuerà fino al '45, quando la loro storia d'amore s'interromperà con la morte.

Di fatto però, nulla manca, nella raccolta degli epistolari del Duce conservata nell'Archivio Centrale della Capitale, tranne che lo scambio amoroso del '37. Un mistero, la mancanza di quelle carte, all'interno di una più vasta raccolta di lettere che non sarebbe stata toccata. Di fatto, l'assenza è incontestabile. Tanto che l'attuale sovrintendente, Maurizio Fallace, in carica dallo scorso autunno, si è visto costretto a presentare una formale denuncia di sparizione davanti alle forze dell'ordine.
"Abbiamo cento chilometri di scaffali - spiega Fallace al quotidiano La Repubblica, che diffonde oggi la notizia - Non ho la minima idea di dove possano essere finite quelle lettere, ma era mio dovere presentare la denuncia".

In verità, quei documenti erano spariti già da prima che Fallace arrivasse ai vertici dell'archivio centrale, visto che un appunto, ritrovato all'intenro del fascicolo, ne attestava la mancanza. Ma per chi ha raccolto la denuncia, e avviato le prime indagini, l'ipotesi più probabile resta quella del furto. Sorpattutto perché a mancare non è l'intero epistolario, ma solo il carteggio relativo al '37.

Dichiarate di "rilevante interesse storico" nel '56, le lettere custodite nella Capitale sono tuttora coperte da segreto. Tanto che nessuno sa davvero cosa ci sia scritto in quei documenti. Nel 2001, l'utlimo decreto legge in materia, le rendeva "inconsultabili" per altri 70 anni, giudicandone troppo "sensibile" il contenuto, perché emergesse quando parenti e, magari, protagonisti, sono ancora in vita.

Ora però, sparito il carteggio, rischiamo di non sapere mai più cosa si dicessero la Petacci e Mussolini. E, soprattutto, se tra i palpiti amorosi del Duce, passassero considerazioni sul momento storico, la politica in atto e, perché no, le drammatiche decisioni che l'Italia, e il mondo, si apprestava a prendere.