Jean Thiriart: Lei stima, di conseguenza, che occorra andare più lontano, molto più lontano che non la semplice unione nell'alleanza tattica con i nemici dell'imperialismo americano. Anche con Castro, anche con gli arabi, anche con Mao Tse Tung se ciò fosse necessario? Lei pensa che il nemico sia talmente vigoroso e forte per cui occorrerà mettersi tutti assieme per combatterlo, facendo attenzione a lasciare da parte le differenze ideologiche?
J. D. Peròn: Io non sono comunista. Io sono giustizialista. Però io non ho diritto di volere che la Cina sia pure giustizialista. Se i cinesi vogliono essere comunisti perché vorremmo noi a tutti i costi «renderli felici» contro la loro volontà? Loro sono liberi di scegliere il regime che desiderano anche se differente dal nostro. Però se i cinesi lottano contro la stessa dominazione imperialista come noi, allora sono nostri compagni di lotta. Lo stesso Mao ha detto: «La prima cosa da distinguere è la vera identità degli amici e dei nemici. Subito si può agire». Io sono dell'idea di alleanze tattiche, secondo la formula: «I nemici dei nostri nemici sono nostri amici».
Questo post è dedicato a tutti coloro che dentro e fuori da questo forum ancora oggi sostengono l'anticomunismo e l'antifascismo (due facce della stessa moneta...).


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