«Noi futuristi, che, da più di due anni, glorifichiamo, tra i fischi dei Podagrosi e dei Paralitici, l’amore del pericolo e della violenza, il patriottismo e la guerra, sola igiene del mondo e sola morale educatrice, siamo felici di vivere finalmente questa grande ora futurista d’Italia, mentre agonizza l’immonda genia dei pacifisti, rintanati ormai nelle profonde cantine del loro risibile palazzo dell’Aja. Abbiamo recentemente cazzottato con piacere, nelle vie e nelle piazze, i più febbricitanti avversari della guerra, gridando loro in faccia questi nostri saldi principi:

Siano concesse all’individuo e al popolo tutte le libertà, tranne quella di essere vigliacco.