Non me lo riesco a spiegare.
Sembra quasi che la crisi abbia colpito soprattutto noi sfigati, E sì che c'abbiamo gli Uomini del Fare. Mi avevano detto che la Germania faceva schifo perchè là, purtroppo per loro, c'hanno la sinistra ma i dati mi dicono che noi facciamo schifo tre volte peggio.
Amici pollisti, sarebbe gradita una seria spiegazione, tipo "i comunisti non lo hanno lasciato lavorare, comunque resta Il Migliore".
Potrebbe anche andar bene "non riesce a concentrarsi perchè i giudici di parte non lo lasciano in pace".
Che nessun pollista osi pensare che è un incapace parolaio. Solo noi komunisti possiamo essere tanto faziosi.
Venerdì 14 Febbraio 2003, 122
Italia, produzione industria dicembre allontana ripresa
MILANO (Reuters) - L'Italia completa il quadro negativo dipinto dai dati sulla produzione industriale dei maggiori paesi europei per il mese di dicembre e conferma l'assenza di elementi capaci di far pensare a una ripresa all'orizzonte.
Rispetto alle pesanti flessioni evidenziate dagli indici di produzione di Germania e Francia, pubblicati nei giorni scorsi, il meno 0,6% su mese dell'Italia risulta contenuto, per quanto superiore al consensus degli analisti, pari a meno 0,4%.
Nella prima economia europea l'industria ha riportato infatti un calo della produzione del 2,6% su mese in dicembre, mentre in Francia la contrazione è stata dell'1,7% rispetto a novembre.
"Le cifre italiane sono le migliori su base mensile ma in termini di trend l'Italia è la più debole tra le tre. La conferma viene dal dato tendenziale" dice Adolf Rosenstock, economista a Nomura International.
In Italia la produzione media giornaliera ha segnato un declino dell'1,8% su anno, contro attese di invariato, mentre in Germania su base tendenziale si è registrato un calo dello 0,5% e in Francia un incremento dello 0,5%.
"Mi sembra significativo guardare alle variazioni su base trimestrale per eliminare la volatilità del dato mensile, nel quarto trimestre 2002 si è avuta una variazione negativa di 0,4% sul trimestre precedente, mentre il terzo trimestre aveva riportato un aumento dello 0,6% rispetto al secondo" dice Luigi Speranza di Bnp Paribas (Parigi: 13110.PA - notizie) a Londra.
Il dato che trova d'accordo tutti gli economisti ascoltati è l'assenza di elementi che possano far prevedere una ripresa del trend di produzione industriale.
"L'andamento dovrebbe rimanere sostanzialmente piatto nei prossimi mesi, per il momento non ci sono segnali di un'inversione di tendenza" dice Speranza.
"Il quadro è quello di un settore manifatturiero fermo" aggiunge Andrea Brasili, economista di Ubm.
Sulla stessa nota Rosenstock, che esclude comunque il rischio di recessione.
"Non vedo il pericolo di recessione ma quello che tutti aspettano di vedere è l'inizio di una ripresa, e non ci siamo ancora per niente".
Il rafforzamento del cambio dell'euro che, solo in gennaio, ha guadagnato poco meno del 4% nei confronti del dollaro Usa, non rema a favore di un recupero della produzione industriale.
"Nel 2002 la domanda interna è stata debolissima; il 2003, a causa del cambio dell'euro, rischia di essere negativo anche dal punto di vista della domanda estera", conclude Brasili.




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