Il tribunale di Amburgo emette il primo verdetto al mondo
Prima condanna per l'11 settembre
Quindici anni al marocchino el-Motassadeq, riconosciuto complice dei terroristi di Al Qaeda negli attentati in Usa
AMBURGO - Il tribunale di Amburgo ha condannato a 15 anni di reclusione Mounir el-Motassadeq, marocchino, 28 anni, accusato di complicità con i terroristi di Al Qaeda autori degli attentati dell'11 settembre 2001 negli Usa. El-Motassadeq ad Amburgo era amico di Mohammed Atta, considerato il capo dei terroristi musulmani che agirono su ordine di Osama Bin Laden.
El-Motassadeq al processo (Christof Stache/Pool/AP)
ACCUSA - Il marocchino è la prima persona al mondo a essere stata giudicata per complicità negli attacchi alle Torri Gemelle e al Pentagono. Nei suoi confronti è stata comminata la pena massima prevista in Germania, la stessa che era stata richiesta dall'accusa. La difesa aveva invece sollecitato l'assoluzione. L'imputato è stato riconosciuto responsabile di complicità nell'uccisione di 3.045 persone e di appartenenza a un'organizzazione terroristica.
Sin dall'inizio del processo - il 22 ottobre scorso - el-Motassadeq si è sempre dichiarato innocente. Egli ammette infatti di aver conosciuto Atta e altri cinque membri della cellula islamica di Amburgo (Ziad Jarrah e Marwan al-Shehhi, piloti di due dei quattro aerei che si schiantarono l'11 settembre, Ramzi Binalshibh, Said Bahaji e Zakariya Essabar), e di essere stato addestrato in un campo di Al Qaeda in Afghanistan nel 2000 («solo perché ritengo giusto che tutti i musulmani imparino a sparare», ha detto in tribunale), ma di non essere mai stato a conoscenza di piani di attentati negli Usa.
Testimoni hanno invece affermato che el-Motassadeq è un estermista islamico e che spesso parlava della jihad (guerra santa islamica) e del suo odio per Israele e gli Stati Uniti. L'accusa ha dimostrato che aveva disponibilità del conto bancario di al-Shehhi con il quale pagava conti e rette universitarie in modo da permettere al commando di condurre una vita normale senza dare nell'occhio.
DIFESA - La difesa di el-Motassadeq ha chiesto inutilmente la testimonianza di due amici del marocchino: Ramzi Binalshibh e Mohammed Haydar Zammar. Il primo, uno yemenita in mano americana, è considerato il contatto tra la cellula di Amburgo e Al Qaeda, il secondo è considerato il reclutatore di estremisti islamici ad Amburgo ed è attualmente in prigione in Siria.
19 febbraio 2003 DA CORRIERE.IT




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