
Originariamente Scritto da
ELROJO
Ho provato a fare una search e non ho trovato discussioni relative.
Eventualmente mi scuso e chiedo ai mod di accorpare.
Dov'è l'Arca di Noè? Una nuova ipotesi
di Leonello Serva
Secondo Galileo l’uomo ha a disposizione due grandi libri per la ricerca della verità, il libro della Bibbia e quello della Natura, le cui leggi sono scritte dallo stesso Autore: Dio. Da cattolico, egli amava dire “Nelle mie scoperte scientifiche ho appreso più con il concorso della Divina Grazia che con i telescopi”. Andiamo allora, nel nostro piccolo, nella direzione indicata da Galileo.
Le varie ipotesi
Ad oggi tantissime ipotesi sono state fatte circa l’esistenza e la localizzazione dell’arca di Noè. Esse possono essere trovate facilmente sulla rete attraverso un buon motore di ricerca. Tutte hanno però dei seri problemi per essere verosimili, ciononostante moltissimi soldi si stanno, da decenni, spendendo per ricerche in tale direzione. Io ritengo che andarla a cercare sul monte Ararat o nelle immediate vicinanze (e cioè all’interno di una pianura intermontana) sia assolutamente sbagliato, per due motivi.
Il diluvio universale è un qualcosa che ha interessato tutta la terra e molto verosimilmente tale evento è legato alla risalita del mare dalla fine dell’ultima glaciazione, che da –120 (circa 10000-15000 anni fa) è risalito alla quota attuale (circa 6000 anni fa). Gli effetti di tale risalita sul territorio oggi occupato dal Mar Nero sono splendidamente descritti nel libro di W. Ryan e W. Pitman Il diluvio.
Secondo motivo: credo che un fatto avvenuto all’interno di una pianura intermontana isolata non poteva avere una risonanza tale da diventare un evento di portata biblica, questo anche se un eruzione dell’Ararat avesse sbarrato il fiume Araks e quindi si fosse formato un grande lago effimero.
Se sono vere le due premesse, se ne può dedurre che l’evento biblico dell’arca di Noè deve essere legato alla risalita del mare ed essersi svolto in luoghi più risonanti. Le due condizioni non sono contraddette dalla Bibbia.
Innanzitutto nella Bibbia si parla dei monti dell’Ararat, che a quel tempo, secondo la grande maggioranza degli studiosi di questa materia, erano più o meno i monti come riportati nella cartina sottostante («Le fonti dell’abisso e le cateratte del cielo furono chiuse e fu trattenuta la pioggia dal cielo; le acque andarono via via ritirandosi dalla terra e calarono dopo centocinquanta giorni. Nel settimo mese, il diciassette del mese, l’arca si posò sui monti dell’Ararat»).
Inoltre nell’area di tali monti sono presenti due mari con condizioni geologiche e geomorfologiche tali da poter dare una spiegazione logica al racconto del diluvio biblico: il Mar Nero ed il Mar Caspio. Dai dati di letteratura, si può facilmente dedurre che i due mari intorno a 8000 anni fa sono andati soggetti a fenomeni rilevantissimi.
Nel primo, secondo l’opera sopra citata, l’acqua marina scendeva dallo stretto di Dardanelli allagando tutto il territorio circostante all’allora, meno esteso, Mar Nero. Nel secondo si era in piena trasgressione Khvalyniana (2,3,4). Nulla di più verosimile è che allora Noè vedendo quello che stava accadendo nel Mar Nero o nel Mar Caspio, abbia fatto quello che ha fatto. Degno di nota è poi che una delle 5 possibili localizzazioni del Monte Cudi (che si pronunzia Judi), riportato dal Corano come luogo di arrivo dell’arca, è la cima del monte Ararat.
Quale tra i due mari è quello più probabile? Dalla stessa cartina vediamo che da questi due mari si diramano due ampie valli che vanno verso i monti dell’Ararat. Quella dal Mar Nero, la valle del F. Rioni, però è molto corta per cui Noè che “scappa” dalle acque del Mar Nero è poco verosimile.
Una possibile soluzione
Diventa allora molto plausibile ritenere che Noè, per “scappare” dalle acque in risalita del Caspio, si sia diretto verso le zone montuose dell’Armenia (monti dell’Ararat). È da mettere in evidenza che in tempi olocenici molto vicini a noi il fiume Araks sfociava direttamente nel Mar Caspio. Inoltre il nome precoranico dell’Araks era Ghicon e cioè uno dei quattro bracci in cui si divideva il fiume dell’Eden.
In tutti e due i casi quindi Noè non si trova nei pressi dell’Ararat ma in uno dei due mari e da lì, vedendo innalzarsi il livello del mare e tutte le vicissitudini climatiche ad esso legate, decide di mettersi in salvo con l’arca scappando verso i monti. La figura sottostante mostra la vista dal Caspio dei Monti dell’Ararat.
Quindi, se ciò è ragionevole, bisogna cercare l’arca non sul monte Ararat ma nelle valli sopra citate, dove può trovarsi tuttora sepolta e preservata dai sedimenti olocenici delle piane alluvionali.
Abbiamo visto che sembra più verosimile il Caspio rispetto al Mar Nero. Il bacino imbrifero sotteso dal Caspio, pur considerando le variazioni climatiche, è inoltre più universale sia dal punto di vista botanico che zoologico.
Quindi, con questa nota vogliamo gettare una pietra nell’acqua stagnante e ci aspettiamo tantissime e ferocissime critiche un po’ da tutti, come è normale che sia in un serio dibattito scientifico. Il fatto che l’ipotesi che l’arca possa trovarsi a 4000 metri di quota (o poco meno) non susciti reazioni almeno analoghe ci lascia invece pensare. Come si fa infatti a portare il livello dell’acqua a 4000 metri sull’Ararat? È fisicamente impossibile; dovremmo ricoprire di acqua quasi tutta la terra!
Non è stata presa in considerazione in questa sede una potenziale terza area, rappresentata dalla piana costiera del Tigri (Mesopotamia) in quanto le distanze tra i monti dell’Ararat e questa, seppure connesse attraverso il fiume ora citato, sono troppo grandi ed inoltre risalendo il Tigri i primi monti che si incontrano sono quelli del Kurdistan, di per sé alti abbastanza per dare sicurezza.
La storia è invece molto più* ragionevole se invece consideriamo il Mar Caspio. Da esso non solo parte una valle (la valle del F. Kura) che costeggia tutti i monti dell’Ararat, ma un suo odierno affluente (il F. Araks), va proprio all’interno della piana intermontana dell’Ararat.
Dov'è l'Arca di Noè? Una nuova ipotesi | di Leonello Serva | Radici Cristiane