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Discussione: Arca di Noe

  1. #1
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    Predefinito Arca di Noe

    Ho provato a fare una search e non ho trovato discussioni relative.
    Eventualmente mi scuso e chiedo ai mod di accorpare.



    Dov'è l'Arca di Noè? Una nuova ipotesi




    di Leonello Serva

    Secondo Galileo l’uomo ha a disposizione due grandi libri per la ricerca della verità, il libro della Bibbia e quello della Natura, le cui leggi sono scritte dallo stesso Autore: Dio. Da cattolico, egli amava dire “Nelle mie scoperte scientifiche ho appreso più con il concorso della Divina Grazia che con i telescopi”. Andiamo allora, nel nostro piccolo, nella direzione indicata da Galileo.

    Le varie ipotesi


    Ad oggi tantissime ipotesi sono state fatte circa l’esistenza e la localizzazione dell’arca di Noè. Esse possono essere trovate facilmente sulla rete attraverso un buon motore di ricerca. Tutte hanno però dei seri problemi per essere verosimili, ciononostante moltissimi soldi si stanno, da decenni, spendendo per ricerche in tale direzione. Io ritengo che andarla a cercare sul monte Ararat o nelle immediate vicinanze (e cioè all’interno di una pianura intermontana) sia assolutamente sbagliato, per due motivi.


    Il diluvio universale è un qualcosa che ha interessato tutta la terra e molto verosimilmente tale evento è legato alla risalita del mare dalla fine dell’ultima glaciazione, che da –120 (circa 10000-15000 anni fa) è risalito alla quota attuale (circa 6000 anni fa). Gli effetti di tale risalita sul territorio oggi occupato dal Mar Nero sono splendidamente descritti nel libro di W. Ryan e W. Pitman Il diluvio.
    Secondo motivo: credo che un fatto avvenuto all’interno di una pianura intermontana isolata non poteva avere una risonanza tale da diventare un evento di portata biblica, questo anche se un eruzione dell’Ararat avesse sbarrato il fiume Araks e quindi si fosse formato un grande lago effimero.
    Se sono vere le due premesse, se ne può dedurre che l’evento biblico dell’arca di Noè deve essere legato alla risalita del mare ed essersi svolto in luoghi più risonanti. Le due condizioni non sono contraddette dalla Bibbia.


    Innanzitutto nella Bibbia si parla dei monti dell’Ararat, che a quel tempo, secondo la grande maggioranza degli studiosi di questa materia, erano più o meno i monti come riportati nella cartina sottostante («Le fonti dell’abisso e le cateratte del cielo furono chiuse e fu trattenuta la pioggia dal cielo; le acque andarono via via ritirandosi dalla terra e calarono dopo centocinquanta giorni. Nel settimo mese, il diciassette del mese, l’arca si posò sui monti dell’Ararat»).
    Inoltre nell’area di tali monti sono presenti due mari con condizioni geologiche e geomorfologiche tali da poter dare una spiegazione logica al racconto del diluvio biblico: il Mar Nero ed il Mar Caspio. Dai dati di letteratura, si può facilmente dedurre che i due mari intorno a 8000 anni fa sono andati soggetti a fenomeni rilevantissimi.


    Nel primo, secondo l’opera sopra citata, l’acqua marina scendeva dallo stretto di Dardanelli allagando tutto il territorio circostante all’allora, meno esteso, Mar Nero. Nel secondo si era in piena trasgressione Khvalyniana (2,3,4). Nulla di più verosimile è che allora Noè vedendo quello che stava accadendo nel Mar Nero o nel Mar Caspio, abbia fatto quello che ha fatto. Degno di nota è poi che una delle 5 possibili localizzazioni del Monte Cudi (che si pronunzia Judi), riportato dal Corano come luogo di arrivo dell’arca, è la cima del monte Ararat.
    Quale tra i due mari è quello più probabile? Dalla stessa cartina vediamo che da questi due mari si diramano due ampie valli che vanno verso i monti dell’Ararat. Quella dal Mar Nero, la valle del F. Rioni, però è molto corta per cui Noè che “scappa” dalle acque del Mar Nero è poco verosimile.

    Una possibile soluzione

    Diventa allora molto plausibile ritenere che Noè, per “scappare” dalle acque in risalita del Caspio, si sia diretto verso le zone montuose dell’Armenia (monti dell’Ararat). È da mettere in evidenza che in tempi olocenici molto vicini a noi il fiume Araks sfociava direttamente nel Mar Caspio. Inoltre il nome precoranico dell’Araks era Ghicon e cioè uno dei quattro bracci in cui si divideva il fiume dell’Eden.

    In tutti e due i casi quindi Noè non si trova nei pressi dell’Ararat ma in uno dei due mari e da lì, vedendo innalzarsi il livello del mare e tutte le vicissitudini climatiche ad esso legate, decide di mettersi in salvo con l’arca scappando verso i monti. La figura sottostante mostra la vista dal Caspio dei Monti dell’Ararat.

    Quindi, se ciò è ragionevole, bisogna cercare l’arca non sul monte Ararat ma nelle valli sopra citate, dove può trovarsi tuttora sepolta e preservata dai sedimenti olocenici delle piane alluvionali.
    Abbiamo visto che sembra più verosimile il Caspio rispetto al Mar Nero. Il bacino imbrifero sotteso dal Caspio, pur considerando le variazioni climatiche, è inoltre più universale sia dal punto di vista botanico che zoologico.

    Quindi, con questa nota vogliamo gettare una pietra nell’acqua stagnante e ci aspettiamo tantissime e ferocissime critiche un po’ da tutti, come è normale che sia in un serio dibattito scientifico. Il fatto che l’ipotesi che l’arca possa trovarsi a 4000 metri di quota (o poco meno) non susciti reazioni almeno analoghe ci lascia invece pensare. Come si fa infatti a portare il livello dell’acqua a 4000 metri sull’Ararat? È fisicamente impossibile; dovremmo ricoprire di acqua quasi tutta la terra!
    Non è stata presa in considerazione in questa sede una potenziale terza area, rappresentata dalla piana costiera del Tigri (Mesopotamia) in quanto le distanze tra i monti dell’Ararat e questa, seppure connesse attraverso il fiume ora citato, sono troppo grandi ed inoltre risalendo il Tigri i primi monti che si incontrano sono quelli del Kurdistan, di per sé alti abbastanza per dare sicurezza.


    La storia è invece molto più* ragionevole se invece consideriamo il Mar Caspio. Da esso non solo parte una valle (la valle del F. Kura) che costeggia tutti i monti dell’Ararat, ma un suo odierno affluente (il F. Araks), va proprio all’interno della piana intermontana dell’Ararat.

    Dov'è l'Arca di Noè? Una nuova ipotesi | di Leonello Serva | Radici Cristiane
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  2. #2
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    Predefinito Rif: Arca di Noe

    E' sempre possibile prendere alla lettera quello che è detto nel Vecchio Testamento. C'è un livello di comprensione letterale, ma c'è anche un livello di comprensione, per così dire, "psicologico".

    La storia dell'Arca come viene raccontanta in Genesi può essere ovviamente compresa letteralmente. Potrebbe esserci stato un gigantesco diluvio, potrebbe esserci stato un uomo di nome Noé e può essere che egli abbia costruito un Arca in legno di quelle determinate dimensioni, e così via. Ma il significato esoterico - interiore - dell'Arca è differente. Quello dell'Arca di Noè è un racconto esoterico che ha a che fare con l'evoluzione interiore dell'uomo - come nel caso delle parabole di Gesù Cristo. Solo ipoteticamente, dunque, l'Arca di Noè è un fatto storico realmente avvenuto.

    Il diluvio, questo immenso flusso d'acqua che sommerse la Terra, è da intendersi come un gigantesco influsso di malignità, relativo a quel determinato periodo di divisioni all'interno dell'umanità. Tutto quello che aveva a che fare con una retta comprensione del Vero e del Bene stava rapidamente scomparendo. L'umanità, lasciata a se stessa, si imbarbarisce sempre di più. Solo l'Insegnamento può portare sul lungo periodo l'umanità ad un certo grado di sviluppo e civilizzazione, ma anche l'Insegnamento dopo un certo periodo perde la sua forza iniziale e muore. Quando questo avviene l'umanità precipita in un mare di violenze e falsità. La storia dell'Arca ha a che fare con simili vicende, collegate ad una certa parte di umanità situata all'incirca nelle regioni del Medio Oriente. Tutta questa umanità, tutta questa "terra" fu sommersa dalle acque, ovvero dalle barbarie, e l'Insegnamento dimenticato. Ma dove ascende una simile ondata di malvagità, l'Insegnamento attende il momento propizio per ripresentarsi sotto una diversa forma.

    La storia dell'Arca di Noé è precisamente la storia di come l'Insegnamento riuscì a preservare se stesso dal dilagare dell'ignoranza, della malvagità e della corruzione. L'Arca che galleggiava sulle acque conteneva tutti i semi del nuovo Insegnamento, rappresentati da Noè, i suoi tre figli, le loro mogli e tutti gli animali.

    Anche noi ora ci troviamo in un periodo di profonda ignoranza e violenza, e tutta la nostra civiltà attuale - sorta dall'Insegnamento chiamato Cristianesimo - sta giungendo al tramonto. Ci troviamo al capolinea di un ciclo, al termine del quale una nuova forma dell'Insegnamento apparirà misteriosamente.
    E' ora di iniziare a mettere qualche piccolo seme di conoscenza nel nostro salvadanaio...
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  3. #3
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    Predefinito Rif: Arca di Noe

    Questo è il monte Ararat preso da lato armeno, purtroppo quel mattino c'era un po' di foschia.

    Le foto le ho fatte dal monastero di Khor Virap (dove fu segregato Gregorio L'Illuminatore) e la cima è presa con un 300. Di meglio non sono riuscito a fare.

    Non ci si può avvicinare molto di più in quanto la fila di alberi che vedete è il confine con la Turchia e sapete che tra loro non corre buon sangue anche se le relazioni stanno migliorando. Si intravedono anche le torrette di guardia. Oltre il monastero la guida ci ha sconsigliato di andare, peccato.

    L'ultima foto è il monastero col monte sullo sfondo.





    Ma quanti figli del Perozzi in giro...
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    Chi abbandona gli animali è un bastardo!

  4. #4
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    Predefinito Rif: Arca di Noe

    Citazione Originariamente Scritto da donerdarko Visualizza Messaggio
    E' sempre possibile prendere alla lettera quello che è detto nel Vecchio Testamento. C'è un livello di comprensione letterale, ma c'è anche un livello di comprensione, per così dire, "psicologico".

    La storia dell'Arca come viene raccontanta in Genesi può essere ovviamente compresa letteralmente. Potrebbe esserci stato un gigantesco diluvio, potrebbe esserci stato un uomo di nome Noé e può essere che egli abbia costruito un Arca in legno di quelle determinate dimensioni, e così via. Ma il significato esoterico - interiore - dell'Arca è differente. Quello dell'Arca di Noè è un racconto esoterico che ha a che fare con l'evoluzione interiore dell'uomo - come nel caso delle parabole di Gesù Cristo. Solo ipoteticamente, dunque, l'Arca di Noè è un fatto storico realmente avvenuto.

    Il diluvio, questo immenso flusso d'acqua che sommerse la Terra, è da intendersi come un gigantesco influsso di malignità, relativo a quel determinato periodo di divisioni all'interno dell'umanità. Tutto quello che aveva a che fare con una retta comprensione del Vero e del Bene stava rapidamente scomparendo. L'umanità, lasciata a se stessa, si imbarbarisce sempre di più. Solo l'Insegnamento può portare sul lungo periodo l'umanità ad un certo grado di sviluppo e civilizzazione, ma anche l'Insegnamento dopo un certo periodo perde la sua forza iniziale e muore. Quando questo avviene l'umanità precipita in un mare di violenze e falsità. La storia dell'Arca ha a che fare con simili vicende, collegate ad una certa parte di umanità situata all'incirca nelle regioni del Medio Oriente. Tutta questa umanità, tutta questa "terra" fu sommersa dalle acque, ovvero dalle barbarie, e l'Insegnamento dimenticato. Ma dove ascende una simile ondata di malvagità, l'Insegnamento attende il momento propizio per ripresentarsi sotto una diversa forma.

    La storia dell'Arca di Noé è precisamente la storia di come l'Insegnamento riuscì a preservare se stesso dal dilagare dell'ignoranza, della malvagità e della corruzione. L'Arca che galleggiava sulle acque conteneva tutti i semi del nuovo Insegnamento, rappresentati da Noè, i suoi tre figli, le loro mogli e tutti gli animali.

    Anche noi ora ci troviamo in un periodo di profonda ignoranza e violenza, e tutta la nostra civiltà attuale - sorta dall'Insegnamento chiamato Cristianesimo - sta giungendo al tramonto. Ci troviamo al capolinea di un ciclo, al termine del quale una nuova forma dell'Insegnamento apparirà misteriosamente.
    E' ora di iniziare a mettere qualche piccolo seme di conoscenza nel nostro salvadanaio...
    Reputato.

    A me ha incuriosito il fatto che a rilanciare quella notizia é stato un periodico, "Radici Cristiane", che non è mai stato incline (mio padre era ed è tuttora abbonato) agli "effetti speciali" anche quando questi "girano" a favore delle Scritture.


    p.s. Kaouthia, sembra imponente il monte, me lo immaginavo piu' piccolo.
    Gioia e dolore hanno il confine incerto...

  5. #5
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    Predefinito Rif: Arca di Noe

    Complimenti a donerdarko.
    Aggiungo che ho sempre trovato molto bello e poetico il passaggio finale in cui Javhè promette a Noè che non avrebbe mai più distrutto la razza umana, suggellando tale promessa con un maestoso arcobaleno.
    Ogni volta che lo vedo in cielo mi viene in mente la storia dell'Arca.
    Ultima modifica di Gallows; 07-09-11 alle 18:17

  6. #6
    A - democratia
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    Predefinito Rif: Arca di Noe

    Citazione Originariamente Scritto da ELROJO Visualizza Messaggio
    Reputato.

    A me ha incuriosito il fatto che a rilanciare quella notizia é stato un periodico, "Radici Cristiane", che non è mai stato incline (mio padre era ed è tuttora abbonato) agli "effetti speciali" anche quando questi "girano" a favore delle Scritture.


    p.s. Kaouthia, sembra imponente il monte, me lo immaginavo piu' piccolo.
    ELROJO il congiuntivo!
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  7. #7
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    Predefinito Rif: Arca di Noe

    Citazione Originariamente Scritto da ELROJO Visualizza Messaggio
    A me ha incuriosito il fatto che a rilanciare quella notizia é stato un periodico, "Radici Cristiane", che non è mai stato incline (mio padre era ed è tuttora abbonato) agli "effetti speciali" anche quando questi "girano" a favore delle Scritture.


    p.s. Kaouthia, sembra imponente il monte, me lo immaginavo piu' piccolo.
    Citazione Originariamente Scritto da Kaouthia Visualizza Messaggio

    L'Arca è il simbolo della Scuola... Non a caso Dio ordina di rivestire i vari scompartimenti con la pece (altro simbolo), per renderli impermeabili all'acqua, ovvero alla falsità... La Scuola è chiusa ermeticamente, progettata per resistere alle intemperie e preservare al sicuro il cibo che contiene - non un cibo materiale, ma spirituale - che poi è la Conoscenza, senza la quale nessuna crescita è possibile per gli uomini.

    Citazione Originariamente Scritto da Gallows
    Complimenti a donerdarko.
    Aggiungo che ho sempre trovato molto bello e poetico il passaggio finale in cui Javhè promette a Noè che non avrebbe mai più distrutto la razza umana, suggellando tale promessa con un maestoso arcobaleno.
    Ogni volta che lo vedo in cielo mi viene in mente la storia dell'Arca.
    Il monte Ararat è maestoso, non a caso è scritto in Genesi 8:

    "Nel settimo mese, il diciassette del mese, l'arca si posò sui monti dell'Ararat. Le acque andarono via via diminuendo fino al decimo mese. Nel decimo mese, il primo giorno del mese, apparvero le cime dei monti"


    Le cime dei monti sono un altro simbolo, che sta ad indicare la Verità più elevata; il che potrebbe implicare che questa non può ancora essere insegnata sulla "terra" in senso generale, tantomeno che gli uomini siano mai stati in grado di comprenderla pienamente.

    Poi Noè viene rappresentato mentre invia un corvo... "Esso uscì andando e tornando finché si prosciugarono le acque sulla terra".
    Il corvo è simbolo di un pensiero che ha ricevuto l'Insegnamento, ma ancora incapace di farne qualche cosa di buono, ancora incapace di comprendere.
    Noè infine fece uscire una colomba... Quando dopo un certo periodo, in cui ancora le acque ricoprivano la superficie, la colomba fece ritorno con un ramoscello d'ulivo, solo allora Noè capì che le acque si erano ritirate. Allora attese altri sette giorni e la colomba non fece più ritorno: ora l'Insegnamento poteva essere nuovamente divulgato.
    Noè è come l'uomo che cresce passo dopo passo all'interno della Scuola...

    L'arcobaleno rappresenta le varie tonalità di colore, ovvero i differenti gradi di Illuminazione. La luce bianca, che è la vibrazione più intensa, la massima illuminazione possibile, contiene ed è composta da tutti i colori, tutte le tonalità o vibrazioni inferiori.

    Tutto questo viene detto con un linguaggio metaforico molto antico... Per questo è tanto difficile comprendere il significato allegorico della Storia dell'Arca con la mentalità odierna.

    Qualcosa mi dice che gli archeologi non riusciranno mai a localizzarla, dovessero setacciare ogni centimetro del monte...
    Ultima modifica di donerdarko; 07-09-11 alle 18:59
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  8. #8
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    Predefinito Rif: Arca di Noe

    Citazione Originariamente Scritto da donerdarko Visualizza Messaggio
    L'Arca è il simbolo della Scuola... Non a caso Dio ordina di rivestire i vari scompartimenti con la pece (altro simbolo), per renderli impermeabili all'acqua, ovvero alla falsità... La Scuola è chiusa ermeticamente, progettata per resistere alle intemperie e preservare al sicuro il cibo che contiene - non un cibo materiale, ma spirituale - che poi è la Conoscenza, senza la quale nessuna crescita è possibile per gli uomini.



    Il monte Ararat è maestoso, non a caso è scritto in Genesi 8:

    "Nel settimo mese, il diciassette del mese, l'arca si posò sui monti dell'Ararat. Le acque andarono via via diminuendo fino al decimo mese. Nel decimo mese, il primo giorno del mese, apparvero le cime dei monti"


    Le cime dei monti sono un altro simbolo, che sta ad indicare la Verità più elevata; il che potrebbe implicare che questa non può ancora essere insegnata sulla "terra" in senso generale, tantomeno che gli uomini siano mai stati in grado di comprenderla pienamente.

    Poi Noè viene rappresentato mentre invia un corvo... "Esso uscì andando e tornando finché si prosciugarono le acque sulla terra".
    Il corvo è simbolo di un pensiero che ha ricevuto l'Insegnamento, ma ancora incapace di farne qualche cosa di buono, ancora incapace di comprendere.
    Noè infine fece uscire una colomba... Quando dopo un certo periodo, in cui ancora le acque ricoprivano la superficie, la colomba fece ritorno con un ramoscello d'ulivo, solo allora Noè capì che le acque si erano ritirate. Allora attese altri sette giorni e la colomba non fece più ritorno: ora l'Insegnamento poteva essere nuovamente divulgato.
    Noè è come l'uomo che cresce passo dopo passo all'interno della Scuola...

    L'arcobaleno rappresenta le varie tonalità di colore, ovvero i differenti gradi di Illuminazione. La luce bianca, che è la vibrazione più intensa, la massima illuminazione possibile, contiene ed è composta da tutti i colori, tutte le tonalità o vibrazioni inferiori.

    Tutto questo viene detto con un linguaggio metaforico molto antico... Per questo è tanto difficile comprendere il significato allegorico della Storia dell'Arca con la mentalità odierna.

    Qualcosa mi dice che gli archeologi non riusciranno mai a localizzarla, dovessero setacciare ogni centimetro del monte...
    Bravo Doner che hai messo in evidenza come i racconti biblici siano da essere letti sotto un'ottica diversa dalla mera pedestre favoletta.
    Io avrei detto altre cose ma il concetto resta quello.
    Arca?? Quale arca?? Sai dal testo biblico quale parola è stata tradotta con arca ... Tebah ... Mosè rimanda ad insegnamenti di quel di Tebe.
    Le stesse dimensioni non sono proprio le più adatte per una imbarcazione.
    Mosè dice cose dicendone altre e richiamando un fatto realmente avvenuto -il Diluvio- e già raccontato in ambito Sumero nel quale l'arca è effettivamente un'imbarcazione che servirà per mettere in salvo una famiglia di umani intesi come ibrido tra nativi e figli delle Stelle.
    Alla fine la notizia non di poco conto che quello sarebbe stato l'ultimo diluvio di acqua.
    Pare infatti che a cicli predeterminati in fase con quelli solari si siano alternati sulla Terra diluvi di acqua e poi di fuoco ... acqua ... fuoco.
    Però come se si fosse disegnato un cerchio pare che siamo alla fine del ciclo e che resti "solo" un diluvio di fuoco ancora da sopportare e dopo saremo al punto della partenza delle cose ma ad un livello vibrazionale più alto ... ovvero non è un cerchio che col trascorrere del tempo si è disegnato ma una spirale.
    Ultima modifica di Lupo; 07-09-11 alle 21:07

  9. #9
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    Predefinito Rif: Arca di Noe

    Citazione Originariamente Scritto da Lupo Visualizza Messaggio
    Arca?? Quale arca?? Sai dal testo biblico quale parola è stata tradotta con arca ... Tebah ... Mosè rimanda ad insegnamenti di quel di Tebe.
    Le stesse dimensioni non sono proprio le più adatte per una imbarcazione.
    Mosè dice cose dicendone altre e richiamando un fatto realmente avvenuto -il Diluvio- e già raccontato in ambito Sumero nel quale l'arca è effettivamente un'imbarcazione che servirà per mettere in salvo una famiglia di umani intesi come ibrido tra nativi e figli delle Stelle.
    Alla fine la notizia non di poco conto che quello sarebbe stato l'ultimo diluvio di acqua.
    A proposito di Mosè:

    35 Moses, namely, was one of the Aegyptian priests, and held a part of Lower Aegypt, as it is called, but he went away from there to Judaea, since he was displeased with the state of affairs there, and was accompanied by many people who worshipped the Divine Being. For he says, and taught, that the Aegyptians were mistaken in representing the Divine Being by the images of beasts and cattle,96 as were also the Libyans; and that the Greeks were also wrong in modelling gods in human form; for, according to him, God is this one thing alone that encompasses us all and encompasses land and sea — the thing which we call heaven, or universe, or the nature of all that exists. What man, then, if he has sense, could be bold enough to fabricate an image of God resembling any creature amongst us? Nay, people should leave off all image-carving, and, setting apart a sacred precinct and a worthy sanctuary, should worship God without an image; and people who have good dreams should sleep in the sanctuary, not only themselves on their own behalf, but also others for the rest of the people; and those who live self-restrained and righteous lives should always expect some blessing or gift or sign from God, but no other should expect them.
    Strabone, Geograf., Libro XVI


    22 Così Mosè venne istruito in tutta la sapienza degli Egiziani ed era potente nelle parole e nelle opere.
    Atti, VII, 22
    Ultima modifica di donerdarko; 07-09-11 alle 23:17
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  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da ELROJO Visualizza Messaggio
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    Dov'è l'Arca di Noè? Una nuova ipotesi




    di Leonello Serva

    Secondo Galileo l’uomo ha a disposizione due grandi libri per la ricerca della verità, il libro della Bibbia e quello della Natura, le cui leggi sono scritte dallo stesso Autore: Dio. Da cattolico, egli amava dire “Nelle mie scoperte scientifiche ho appreso più con il concorso della Divina Grazia che con i telescopi”. Andiamo allora, nel nostro piccolo, nella direzione indicata da Galileo.

    Le varie ipotesi


    Ad oggi tantissime ipotesi sono state fatte circa l’esistenza e la localizzazione dell’arca di Noè. Esse possono essere trovate facilmente sulla rete attraverso un buon motore di ricerca. Tutte hanno però dei seri problemi per essere verosimili, ciononostante moltissimi soldi si stanno, da decenni, spendendo per ricerche in tale direzione. Io ritengo che andarla a cercare sul monte Ararat o nelle immediate vicinanze (e cioè all’interno di una pianura intermontana) sia assolutamente sbagliato, per due motivi.


    Il diluvio universale è un qualcosa che ha interessato tutta la terra e molto verosimilmente tale evento è legato alla risalita del mare dalla fine dell’ultima glaciazione, che da –120 (circa 10000-15000 anni fa) è risalito alla quota attuale (circa 6000 anni fa). Gli effetti di tale risalita sul territorio oggi occupato dal Mar Nero sono splendidamente descritti nel libro di W. Ryan e W. Pitman Il diluvio.
    Secondo motivo: credo che un fatto avvenuto all’interno di una pianura intermontana isolata non poteva avere una risonanza tale da diventare un evento di portata biblica, questo anche se un eruzione dell’Ararat avesse sbarrato il fiume Araks e quindi si fosse formato un grande lago effimero.
    Se sono vere le due premesse, se ne può dedurre che l’evento biblico dell’arca di Noè deve essere legato alla risalita del mare ed essersi svolto in luoghi più risonanti. Le due condizioni non sono contraddette dalla Bibbia.


    Innanzitutto nella Bibbia si parla dei monti dell’Ararat, che a quel tempo, secondo la grande maggioranza degli studiosi di questa materia, erano più o meno i monti come riportati nella cartina sottostante («Le fonti dell’abisso e le cateratte del cielo furono chiuse e fu trattenuta la pioggia dal cielo; le acque andarono via via ritirandosi dalla terra e calarono dopo centocinquanta giorni. Nel settimo mese, il diciassette del mese, l’arca si posò sui monti dell’Ararat»).
    Inoltre nell’area di tali monti sono presenti due mari con condizioni geologiche e geomorfologiche tali da poter dare una spiegazione logica al racconto del diluvio biblico: il Mar Nero ed il Mar Caspio. Dai dati di letteratura, si può facilmente dedurre che i due mari intorno a 8000 anni fa sono andati soggetti a fenomeni rilevantissimi.


    Nel primo, secondo l’opera sopra citata, l’acqua marina scendeva dallo stretto di Dardanelli allagando tutto il territorio circostante all’allora, meno esteso, Mar Nero. Nel secondo si era in piena trasgressione Khvalyniana (2,3,4). Nulla di più verosimile è che allora Noè vedendo quello che stava accadendo nel Mar Nero o nel Mar Caspio, abbia fatto quello che ha fatto. Degno di nota è poi che una delle 5 possibili localizzazioni del Monte Cudi (che si pronunzia Judi), riportato dal Corano come luogo di arrivo dell’arca, è la cima del monte Ararat.
    Quale tra i due mari è quello più probabile? Dalla stessa cartina vediamo che da questi due mari si diramano due ampie valli che vanno verso i monti dell’Ararat. Quella dal Mar Nero, la valle del F. Rioni, però è molto corta per cui Noè che “scappa” dalle acque del Mar Nero è poco verosimile.

    Una possibile soluzione

    Diventa allora molto plausibile ritenere che Noè, per “scappare” dalle acque in risalita del Caspio, si sia diretto verso le zone montuose dell’Armenia (monti dell’Ararat). È da mettere in evidenza che in tempi olocenici molto vicini a noi il fiume Araks sfociava direttamente nel Mar Caspio. Inoltre il nome precoranico dell’Araks era Ghicon e cioè uno dei quattro bracci in cui si divideva il fiume dell’Eden.

    In tutti e due i casi quindi Noè non si trova nei pressi dell’Ararat ma in uno dei due mari e da lì, vedendo innalzarsi il livello del mare e tutte le vicissitudini climatiche ad esso legate, decide di mettersi in salvo con l’arca scappando verso i monti. La figura sottostante mostra la vista dal Caspio dei Monti dell’Ararat.

    Quindi, se ciò è ragionevole, bisogna cercare l’arca non sul monte Ararat ma nelle valli sopra citate, dove può trovarsi tuttora sepolta e preservata dai sedimenti olocenici delle piane alluvionali.
    Abbiamo visto che sembra più verosimile il Caspio rispetto al Mar Nero. Il bacino imbrifero sotteso dal Caspio, pur considerando le variazioni climatiche, è inoltre più universale sia dal punto di vista botanico che zoologico.

    Quindi, con questa nota vogliamo gettare una pietra nell’acqua stagnante e ci aspettiamo tantissime e ferocissime critiche un po’ da tutti, come è normale che sia in un serio dibattito scientifico. Il fatto che l’ipotesi che l’arca possa trovarsi a 4000 metri di quota (o poco meno) non susciti reazioni almeno analoghe ci lascia invece pensare. Come si fa infatti a portare il livello dell’acqua a 4000 metri sull’Ararat? È fisicamente impossibile; dovremmo ricoprire di acqua quasi tutta la terra!
    Non è stata presa in considerazione in questa sede una potenziale terza area, rappresentata dalla piana costiera del Tigri (Mesopotamia) in quanto le distanze tra i monti dell’Ararat e questa, seppure connesse attraverso il fiume ora citato, sono troppo grandi ed inoltre risalendo il Tigri i primi monti che si incontrano sono quelli del Kurdistan, di per sé alti abbastanza per dare sicurezza.


    La storia è invece molto più* ragionevole se invece consideriamo il Mar Caspio. Da esso non solo parte una valle (la valle del F. Kura) che costeggia tutti i monti dell’Ararat, ma un suo odierno affluente (il F. Araks), va proprio all’interno della piana intermontana dell’Ararat.

    Dov'è l'Arca di Noè? Una nuova ipotesi | di Leonello Serva | Radici Cristiane
    Se l'arca fosse sepolta sotto stratificazioni alluvionali ormai sarebbe già completamente decomposta. Sarebbe inutile cercarla. Io mi stupisco sempre quando viene cercato di alterare racconti mitologici simbolici per farli diventare più ragionevoli e plausibili. Cioè da una parte si vuole credere alla reale esistenza di Noè e dell'Arca, dall'altra però si ritiene poco plausibili alcuni elementi della storia e li si sostituisce con varianti ritenute più plausibili, ma che non si basano su alcuna fonte storica o scientifica. Non ne capisco l'utilità se non per vendere libri.

 

 
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