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il matrimonio è una cosa seria e per questo fa paura a molti, soprattutto ai cattolici (dalle statistiche l'area dove si convive di più è il nordest). cara pensi i problemi nelle separazioni e conseguenti divorzi mi risulta che non siano sulle questioni economiche (che spesso fanno da pretesto), ma sul fatto che uno dei due non vuole il divorzio.
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Citazione:
Originally posted by pensiero
se due si vogliono lasciare e non si sopportano non c'è lega che tenga......
Verissimo.
Quanto alla legge atualmente in vigore, Alessandra l'ha ben spiegata: molto schematicamente esistono due tipi di regimi patrimoniali, comunione e separazione dei beni, delle quali la prima è automatica, (anche se da tempo si parla di cambiare e impostare la separazione come opzione di default... :)
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Io proporrei anche la formula del matrimonio a tempo determinato, ad esempio due anni poi ognuno per la sua strada z:f
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Buona idea, anche se non penso sarebbe molto praticata.
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Citazione:
Originally posted by ARI6
Buona idea, anche se non penso sarebbe molto praticata.
Oh bhe....a vedere come vanno i matrimoni al giorno d'oggi che molti durano anche meno di due anni, credo serva poco fare la legge si sciolgono già per se stessi:rolleyes:
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Originally posted by Alessandra
E' la solita americanata, la voglia di emulare un Paese che si definisce da sempre democratico quando poi nella sostanza ed a ben vedere, tanto democratico come vorrebbe essere e/o sembrare non lo è. La mercificazione della persona, dei sentimenti, dei valori, la lascio volentieri a chi da sempre ne ha fatto un mestiere, gli U.S.A. Già il nostro ordinamento è passato da un regime legale di separazione dei beni, a quello di comunione, pur potendo cmq sempre scegliere la separazione o un regime diverso, per fondare in modo ancor più giuridico quello che giuridicamente il matrimonio è da sempre, la comunione materiale e spirituale tra i coniugi. La separazione, il divorzio, sono un *rischio* che ci si assume in partenza e non è giusto evitarlo onde poi evitare tutte le minime responsabilità. Io sono a favore della famiglia di fatto nonchè di una tutela adeguata della stessa, e questo proprio per coloro che vogliono evitare le classiche conseguenze e pericoli del matrimonio, ma quest'ultimo non deve essere snaturato per farne un istituto anomalo e contrario al nostro costume sociale nonchè a quelli che sono i valori su cui si fonda. Abbasserei notevolmente il termine che intercorre tra la separazione ed il divorzio, da tre a due anni, ma per questa proposta mi sento di dire con convinzione che è una grande boiata ossia americanata.
Una domanda: in Italia, oggi, è possibile prima del matrimonio accordarsi da un notaio per fissare dei paletti in caso di divorzio? Per esempio: Mario si vuole sposare con Pina, ma in caso di divorzio vuole tenersi i figli oppure vuole la custodia congiunta e Pina è d'accordo; oppure Pino vuole sposarsi con Maria, ma in caso di divorzio non vuole cederle neanche un centesimo per gli alimenti o per altro e Maria accetta: queste due coppie possono accordarsi in tal modo prima del matrimonio?
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Citazione:
Originally posted by ARI6
Ale, forse ho frainteso.
Credevo che mi fosse stato chiesto se ritenessi legittima l'introduzione di tali accordi, e non se considerassi tali accordi moralmente auspicabili.
La morale la tengo distaccata dal diritto, sul quale mi concentro assai più volentieri.
E da giusnaturalista per esprimermi in merito a certe questioni non faccio altro che immaginarle in una condizione di anarchia: in una ipotetica società libertaria gli accordi prematrimoniali potrebbero esistere? certo, trattandosi di liberi contratti che non incidono su terzi.
Ne usufruirebbero in molti? dipende dalla cultura: penso ad esempio che in una società con forti radici cattoliche non avrebbero molto seguito. Ma questo è unaltro discorso.
Comunque io tacciavo di eccessivo statalismo il matrimonio-contratto "napoleonico" in primis, depurato sì da ogni ingerenza religiosa ma nel quale lo stato aveva preso ampiamente il posto della chiesa.
Non sono una grande esperta di filosofia del diritto, probabilmente se la guardi dal punto di vista giusnaturalistico sarà pure così, io la vedo da come è inteso adesso giuridicamente il matrimonio, quale atto complesso che non può essere considerato un semplice contratto e che quindi non può essere svilito con un prematrimoniale come se fosse il compromesso stipulato prima dell'atto pubblico. Di questo passo si finirebbe per ammettere la rinuncia contrattuale alla maternità o paternità o alla potestà genitoriale, proprio come è concesso negli Stati Uniti. Ognuno ha la civiltà giuridica che ha e che è frutto di secoli di storia giuridica e non e non possiamo trasportare nel nostro diritto certi istituti che col nostro diritto non c'azzeccano niente, però conosco il tuo pensiero e certo ciò che dici è pienamente coerente con esso, probabilmente se fosse così anche nella pratica avrei meno problemi ad accettare una proposta simile, ma rebus sic stantibus....
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Originally posted by Asteroids
Io proporrei anche la formula del matrimonio a tempo determinato, ad esempio due anni poi ognuno per la sua strada z:f
Santi Numi santissimi (!) Io sono per il matrimonio celtico che dura un anno, se almeno l'avessi pensata come me potevo chiedere la tua mano:)
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Re: delirium tremens
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Originally posted by Shardana Ruju
La questione è forse a monte....
:ya
Proprio così, e spesso i monti si vorrebbe tutti percorrerli o scalarli in taxi, è il difetto più grave che abbiamo:(
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Originally posted by Mr2
Una domanda: in Italia, oggi, è possibile prima del matrimonio accordarsi da un notaio per fissare dei paletti in caso di divorzio? Per esempio: Mario si vuole sposare con Pina, ma in caso di divorzio vuole tenersi i figli oppure vuole la custodia congiunta e Pina è d'accordo; oppure Pino vuole sposarsi con Maria, ma in caso di divorzio non vuole cederle neanche un centesimo per gli alimenti o per altro e Maria accetta: queste due coppie possono accordarsi in tal modo prima del matrimonio?
No non è possibile e per fortuna, soprattutto per quello che riguarda i figli siamo nel campo di diritti indisponibili, come lo sono tutti i diritti di status, se pensi poi che anche le condizioni della separazione sono tutte, anche se concordate, sottoposte alla regola rebus sic stantibus (sorry l'ho ripetuta sopra per altro scopo), cioè modificabili al modificarsi delle condizioni, ti rendi conto che non è possibile allo stato ritenere praticabile la proposta che è stata fatta, si dovrebbe scardinare un pò tutto il diritto di famiglia che, dopo la riforma del '75 è sicuramente uno dei migliori al mondo.