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Discussione: Che Ne Pensate?......

  1. #1
    Veneta sempre itagliana mai
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    '' E' in gran parte merito di Luca Cordero di Montezemolo se la Juventus non si rivolse ai tribunali ordinari '' (Joseph S. Blatter - Presidente F.I.F.A. - Dicembre 2007)
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    Predefinito Che Ne Pensate?......

    Lasciamo stare chi fa la proposta....e lasciamo da parte il lato politico, ma che ve ne pare de sta roba....a me sembra abbastanza una buona idea....sarò forse un pò troppo venale...ma sapete quanti casini si potrebbero evitare con una cosa così? Ari te che sei un libertario in particolare che ne pensi può andare?
    -----------------------------------------------------------------------

    Divorzio veloce: "introduciamo i patti prematrimoniali"


    La Lega propone accordi prima delle nozze, come avviene negli States. La Camera punta su un progetto di legge in cui le pratiche di divorzio vengano accelerate.


    MILANO - Prima il divorzio e poi il matrimonio. O meglio prima un bel contratto in cui si decide a chi appartenga il cagnolino o la collezione di statuette di Sevres e poi la benedizione del prete. Avviene quotidianamente negli States e potrebbe avvenire anche in Italia. Basta che la proposta di legge della Lega venga accolta. Il Carroccio, infatti, ha messo sul tavolo la questione dei patti-prematrimoniali. I patti potrebbero avvantaggiare i coniugi e accorciare i tempi del divorzio, nel caso in cui la coppia entra in crisi.

    La proposta non arriva a caso: è di questi mesi la discussione sul divorzio, i cui tempi vengono comunemente considerati troppo lunghi, soprattutto per i conflitti di tipo economico tra le due parti in causa. E dunque al riguardo si è già mossa la Camera con una proposta di legge che punta al divorzio veloce, problema che accomuna centinaia di coppie ogni anno. Non sarebbero toccati i meccanismi di separazione, ma la norma permetterebbe alle coppie di ottenere il divorzio, anche se non si è concluso l'iter della separazione, attualmente di tre anni.

    A proporre gli accordi pre-matrimoniali come possibile solizione è stato l'on. Francesca Martiniche:"Il dibattito sorto riguardo la proposta di accorciamento dei tempi in materia di separazione e divorzio - ha sottolineato la deputata leghista - a mio avviso non risolve il problema alla radice. Infatti il prolungarsi dei procedimenti è imputabile, nella maggior parte dei casi, alla difficoltà dei coniugi di accordarsi sugli aspetti economici".

    "E' necessario introdurre in Italia - ha continuato Martini - come già largamente avviene negli Usa, i patti pre-matrimoniali che stabiliscono preventivamente le condizioni economiche e con cui i contraenti vanno incontro in caso di separazione. Questa è la strada maestra da percorrere - ha infine concluso - non solo per accorciare i tempi ma anche per abbattere drasticamente il livello di conflittualità all'interno della coppia, aspetto negativo che ricade pesantemente sulla serenità dei figli minori e che incide in maniera determinante nell'intasamento dei tribunali e delle sedi giudiziarie".

  2. #2
    Alessandra
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    E' la solita americanata, la voglia di emulare un Paese che si definisce da sempre democratico quando poi nella sostanza ed a ben vedere, tanto democratico come vorrebbe essere e/o sembrare non lo è. La mercificazione della persona, dei sentimenti, dei valori, la lascio volentieri a chi da sempre ne ha fatto un mestiere, gli U.S.A. Già il nostro ordinamento è passato da un regime legale di separazione dei beni, a quello di comunione, pur potendo cmq sempre scegliere la separazione o un regime diverso, per fondare in modo ancor più giuridico quello che giuridicamente il matrimonio è da sempre, la comunione materiale e spirituale tra i coniugi. La separazione, il divorzio, sono un *rischio* che ci si assume in partenza e non è giusto evitarlo onde poi evitare tutte le minime responsabilità. Io sono a favore della famiglia di fatto nonchè di una tutela adeguata della stessa, e questo proprio per coloro che vogliono evitare le classiche conseguenze e pericoli del matrimonio, ma quest'ultimo non deve essere snaturato per farne un istituto anomalo e contrario al nostro costume sociale nonchè a quelli che sono i valori su cui si fonda. Abbasserei notevolmente il termine che intercorre tra la separazione ed il divorzio, da tre a due anni, ma per questa proposta mi sento di dire con convinzione che è una grande boiata ossia americanata.

  3. #3
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    Predefinito Re: Che Ne Pensate?......

    Originally posted by pensiero
    Ari te che sei un libertario in particolare che ne pensi può andare?
    Perchè no?
    Il matrimonio è a tutti gli effetti un contratto...
    Le implicazioni morali sono un altro discorso, ma anche se fossero introdotti tali accordi (che io, a scanso di equivoci, considero assai squallidi) ci sarebbe comunque la possibilità di non usufruirne, no?

  4. #4
    Estremista della libertà
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    Predefinito

    Originally posted by Alessandra
    E' la solita americanata, la voglia di emulare un Paese che si definisce da sempre democratico quando poi nella sostanza ed a ben vedere, tanto democratico come vorrebbe essere e/o sembrare non lo è. La mercificazione della persona, dei sentimenti, dei valori, la lascio volentieri a chi da sempre ne ha fatto un mestiere, gli U.S.A. Già il nostro ordinamento è passato da un regime legale di separazione dei beni, a quello di comunione, pur potendo cmq sempre scegliere la separazione o un regime diverso, per fondare in modo ancor più giuridico quello che giuridicamente il matrimonio è da sempre, la comunione materiale e spirituale tra i coniugi. La separazione, il divorzio, sono un *rischio* che ci si assume in partenza e non è giusto evitarlo onde poi evitare tutte le minime responsabilità. Io sono a favore della famiglia di fatto nonchè di una tutela adeguata della stessa, e questo proprio per coloro che vogliono evitare le classiche conseguenze e pericoli del matrimonio, ma quest'ultimo non deve essere snaturato per farne un istituto anomalo e contrario al nostro costume sociale nonchè a quelli che sono i valori su cui si fonda. Abbasserei notevolmente il termine che intercorre tra la separazione ed il divorzio, da tre a due anni, ma per questa proposta mi sento di dire con convinzione che è una grande boiata ossia americanata.
    La concezione del matrimonio come mero contratto, alla maniera della Francia napoleonica, può essere concepita come odiosamente laicista. Epperò mi sembra comunque la migliore, ovviamente liberata dalle implicazioni stataliste del caso.

  5. #5
    Alessandra
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    Il matrimonio non è un contratto ma un atto complesso che solo in parte può definirsi contratto...se pensi che quest'ultimo è l'accordo con il quale le parti costituiscono, reolano o estinguono un rapporto giuridico patrimoniale, ti rendi conto che è ben diverso dall'atto matrimonio con il quale i due nubendi decidono di vivere in comunione materiale e spirituale...come si può negare che nell'ambito della vita matrimoniale non vi siano tante altre cose oltre al soldo, i rapporti personali, i figli e tanto altro non possono essere mercificati, per questo la mia assoluta contrarietà alle convenzioni prematrimoniali...non mi sembra molto statalista il discorso.

  6. #6
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    Predefinito delirium tremens

    Condivido quello che ha detto Alessandra.
    La questione è forse a monte....
    Vogliamo dire che la famiglia, di fatto o canonica, è un po, anzi è senza dubbio lo specchio della società, dei valori che la ispirano e la animano?
    Il problema non è il contratto pre-matrimoniale o meno (in fondo perchè negare questa facoltà a chi la preferisse?), ma il presupposto da cui si parte in una unione familiare, di coppia.
    Siamo abituati fin da piccoli ad essere "io", un "io" grande come una casa....ma la coppia è una somma di identità....è un "noi";
    Cioè una rinuncia oltrechè una acquisizione....
    Si vive in casa dei genitori fino a 30 anni e passa.....si è abituati ad esaudire ogni capriccio....
    Ma la coppia è , di fatto, sacrificio.
    Insomma, non una valle di lacrime, ma un insieme di difficoltà sopportate in previsione di qualcosa.
    Un tempo l'aspettativa era la famiglia, i figli, la reciprocità....
    Poi il giusto sbarazzarsi dei frustranti passatismi che paralizzavano la donna in una condizione subordinata, in occidente ha debordato nell'individualismo più sterile(uomo e donna in egual misura, intendiamoci, basti pensare al mito del "successo professionale").
    Chiudo il mio fraseggio confuso....
    In una parola tutto è lecito per me, contratto pre, contratto post, comunione, separazione.....
    Ma a cosa serve?
    A cosa serve tutto questo?
    L'obbiettivo è il ben essere(staccato volutamente) della coppia, della famiglia, o ancora una volta di quell'"io"grande come una casa che sempre più tende a soffocare la complessa realtà dell'essere umano?
    Diceva Carmelo Bene..."la differenza tra me e l'universo è che l'universo è "uni-versum", io "pluri-versum"......"
    Come dire che interpretare l'essere umano in base a categorie fisse è ,ontologicamente, una cagata pazzesca.

    Saluti ermetici.
    PRO SA REPUBRICA DEMOCRATICA SARDA
    FINTZAS A SA BINCHIDA, SEMPER!

  7. #7
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    Predefinito

    Originally posted by Alessandra
    Il matrimonio non è un contratto ma un atto complesso che solo in parte può definirsi contratto...se pensi che quest'ultimo è l'accordo con il quale le parti costituiscono, reolano o estinguono un rapporto giuridico patrimoniale, ti rendi conto che è ben diverso dall'atto matrimonio con il quale i due nubendi decidono di vivere in comunione materiale e spirituale...come si può negare che nell'ambito della vita matrimoniale non vi siano tante altre cose oltre al soldo, i rapporti personali, i figli e tanto altro non possono essere mercificati, per questo la mia assoluta contrarietà alle convenzioni prematrimoniali...non mi sembra molto statalista il discorso.
    Ale, forse ho frainteso.
    Credevo che mi fosse stato chiesto se ritenessi legittima l'introduzione di tali accordi, e non se considerassi tali accordi moralmente auspicabili.
    La morale la tengo distaccata dal diritto, sul quale mi concentro assai più volentieri.
    E da giusnaturalista per esprimermi in merito a certe questioni non faccio altro che immaginarle in una condizione di anarchia: in una ipotetica società libertaria gli accordi prematrimoniali potrebbero esistere? certo, trattandosi di liberi contratti che non incidono su terzi.
    Ne usufruirebbero in molti? dipende dalla cultura: penso ad esempio che in una società con forti radici cattoliche non avrebbero molto seguito. Ma questo è unaltro discorso.
    Comunque io tacciavo di eccessivo statalismo il matrimonio-contratto "napoleonico" in primis, depurato sì da ogni ingerenza religiosa ma nel quale lo stato aveva preso ampiamente il posto della chiesa.

  8. #8
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    Predefinito Re: delirium tremens

    Originally posted by Shardana Ruju
    Condivido quello che ha detto Alessandra.
    La questione è forse a monte....
    Vogliamo dire che la famiglia, di fatto o canonica, è un po, anzi è senza dubbio lo specchio della società, dei valori che la ispirano e la animano?
    Il problema non è il contratto pre-matrimoniale o meno (in fondo perchè negare questa facoltà a chi la preferisse?), ma il presupposto da cui si parte in una unione familiare, di coppia.
    Siamo abituati fin da piccoli ad essere "io", un "io" grande come una casa....ma la coppia è una somma di identità....è un "noi";
    Cioè una rinuncia oltrechè una acquisizione....
    Si vive in casa dei genitori fino a 30 anni e passa.....si è abituati ad esaudire ogni capriccio....
    Ma la coppia è , di fatto, sacrificio.
    Insomma, non una valle di lacrime, ma un insieme di difficoltà sopportate in previsione di qualcosa.
    Un tempo l'aspettativa era la famiglia, i figli, la reciprocità....
    Poi il giusto sbarazzarsi dei frustranti passatismi che paralizzavano la donna in una condizione subordinata, in occidente ha debordato nell'individualismo più sterile(uomo e donna in egual misura, intendiamoci, basti pensare al mito del "successo professionale").
    Chiudo il mio fraseggio confuso....
    In una parola tutto è lecito per me, contratto pre, contratto post, comunione, separazione.....
    Ma a cosa serve?
    A cosa serve tutto questo?
    L'obbiettivo è il ben essere(staccato volutamente) della coppia, della famiglia, o ancora una volta di quell'"io"grande come una casa che sempre più tende a soffocare la complessa realtà dell'essere umano?
    Diceva Carmelo Bene..."la differenza tra me e l'universo è che l'universo è "uni-versum", io "pluri-versum"......"
    Come dire che interpretare l'essere umano in base a categorie fisse è ,ontologicamente, una cagata pazzesca.

    Saluti ermetici.
    Condivido pienamente.

  9. #9
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    Originally posted by Alessandra
    E' la solita americanata, la voglia di emulare un Paese che si definisce da sempre democratico quando poi nella sostanza ed a ben vedere, tanto democratico come vorrebbe essere e/o sembrare non lo è. La mercificazione della persona, dei sentimenti, dei valori, la lascio volentieri a chi da sempre ne ha fatto un mestiere, gli U.S.A. Già il nostro ordinamento è passato da un regime legale di separazione dei beni, a quello di comunione, pur potendo cmq sempre scegliere la separazione o un regime diverso, per fondare in modo ancor più giuridico quello che giuridicamente il matrimonio è da sempre, la comunione materiale e spirituale tra i coniugi. La separazione, il divorzio, sono un *rischio* che ci si assume in partenza e non è giusto evitarlo onde poi evitare tutte le minime responsabilità. Io sono a favore della famiglia di fatto nonchè di una tutela adeguata della stessa, e questo proprio per coloro che vogliono evitare le classiche conseguenze e pericoli del matrimonio, ma quest'ultimo non deve essere snaturato per farne un istituto anomalo e contrario al nostro costume sociale nonchè a quelli che sono i valori su cui si fonda. Abbasserei notevolmente il termine che intercorre tra la separazione ed il divorzio, da tre a due anni, ma per questa proposta mi sento di dire con convinzione che è una grande boiata ossia americanata.
    ____________________
    Concordo al 100% (o quasi).
    -- OK alla famiglia di fatto, da non incoraggiare ma neanche da condannare. Da tutelare con equilibrio.
    -- OK al matrimonio concepito come comunione spirituale e anche materiale tra i coniugi.
    -- Sono contro ad una concezione di Matrimonio "a metà", cioè con la strada già spalancata per la separazione.

    Mi meraviglia che la Lega, che si dichiara a favore della famiglia tradizionale, faccia una tale proposta

  10. #10
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    Mah......qua mi pare si sia voluto buttare tutto nel moralistico e nel sentimentale il che non gusta anzi.......ma la mia riflessione consiste nel fatto che decine di coppie per non dire centinaia si ritrovano al momento della separazione a tirarsi i capelli sulle cose da dividersi perchè questo è mio e quest'altro è ancora mio.......capisco bene che parlare così ora come ora che va tutto bene è di uno squallore assoluto....ma provate un pò a pensare a tutti quelli che si trovano invece difronte al problema....io non so se come dice Alessandra già ci sono delle leggi in proposito......vi dirò che in un primo momento ha lasciato anche me sbigottita sta roba...poi facendo un pò di mente locale e ricordando certe separazioni che incubi e che problemi hanno creato alle persone......ho cominciato ad avere qualche dubbio......






    p.s.: Orso quello che hai detto alla fine non c'entra niente co sta roba....se due si vogliono lasciare e non si sopportano non c'è lega che tenga......e poi niente politica è l'ultimo dei miei pensieri buttarla lì, e infatti l'ho detto all'inizio l'ho postato perchè appunto mi sembrava na cosa curiosa

 

 
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