Dal sito www.ilnuovo.it
Ricordiamo le vittime degli Usa. In Iraq? No, in Italia
Venti deputati di An chiedono di istituire la giornata in memoria delle vittime dei bombardamenti angloamericani. E Andreotti accusa: "attendiamo ancora le prove del perché fu distrutta Montecassino"
di Carlo Ottaviano
Più dei venti di guerra in Italia spirano venti antiamericani. Sembra proprio di sì, a seguire con attenzione i dibattiti parlamentari. E la sorpresa è che le accuse non arrivano dall'opposizione di centrosinistra nè da Bertinotti. Anzi le parole più dure sono della maggioranza che mutua gli stessi slogan gridati dai pacifisti in piazza. Per parlare non del lontano Iraq, ma del nostro terrirorio.
Nell’arco di poche ore, quasi in perfetta sincronia, esponenti di An alla Camera e il senatore a vita Andreotti a palazzo Madama sono andati “all’attacco” dei nemici di ieri e alleati di oggi. An chiedendo addirittura l’istituzione di una giornata in onore delle vittime dei bombardamenti angloamericani. Poco ci manca che pretenda l'istituzione di un museo dei crimini di guerra americani (in Vietnam, c'è, e si chiama proprio così). Venti deputati di Alleanza Nazionale hanno scomodato sull’argomento l’italiano più filo americano del momento, il Presidente del Consiglio Berlusconi. “Sotto gli indiscriminati e ingiustificati bombardamenti delle forze angloamericane –scrivono i parlamentari di AN- sono deceduti decine di migliaia di bambini, anziani, donne e uomini.” Una frase –sia detto senza malizia- pronunciata più volte anche da Saddam e dai suoi ufficiali, dopo la guerra del Golfo del 1991. Nel biennio 1944-1945, ricordano i parlamentari di Fini, moltissime città italiane sono state duramente colpite: Foggia, Roma, Milano, Torino, Genova, Firenze, Bari, Bologna, Napoli. “Signor presidente –scrivono a Berlusconi i venti deputati nel documento n. 4-05474- le chiediamo se non ritenga opportuno e necessario celebrare la memoria di tante vittime innocenti”.
Nelle stesse ore, intervenendo in Senato, caustico come sempre, il cinque volte Presidente del Consiglio Andreotti, non è andato giù leggero, ricordando i bombardamenti di Montecassino e la distruzione dell'Abbazia. "Quel febbraio di sessant’anni fa, -ha detto Andreotti- dinanzi allo stupore della distruzione di Montecassino, ricordo che coloro che erano in collegamento con le forze alleate - e che allora vivevano in clandestinità in Vaticano, perché c’era la guerra - dissero: daremo immediatamente le prove che c’erano grosse attrezzature dei tedeschi. Si stanno ancora aspettando quelle prove".
Nello stesso giorno si è così tornato a parlare dell’ultimo conflitto mondiale. Più di mezzo secolo dopo. Perché le ferite lasciate dalle guerre restano aperte. Sempre!




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