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    Predefinito MSI-Fiamma: un esame del programma

    facendo seguito al mio post sui programmi di Forza Nuva e Fronte Nazionale, con particolare riguardo alla scottante questione dell'immigrazione/invasione extraeuropea, prendiamo ora in esame il programma del MSI-fiamma.
    Cosa si evince dal programa?
    Un generico appello al sostegno del terzo mondo per evitare l'espulsione di emigranti, una preoccupazione anzi per il "debito" dei paesi poveri, che andrebbe cancellato (ok, ma santo cielo! pensiamo a noi, non a quelli... Chissenefrega dei loro problemi, pensiamo ai nostri, in particolare all'invasione etnica in atto). Quindi una condanna formale e generica del "meltingpot" (ci mancherebbe, si tratta di un partito nazionalista o no?!). E infine ancora il terzomondismo buonista con il proposito di fomentare lo sviluppo dei paesi poveri...
    Proposte concrete? zero! tante belle parole intrise di buonismo e di fratellanza universale di sospettoso sapore illuminista.Tanto fumo e niente arrosto, si potrebbe chiosare...

    Il problema dei problemi dei nostri tempi, l'invasione strisciante di popoli extraeropei, che minaccia di far crollare la nostra civiltà ed estinguere i nostri popoli od espellerli dalle nostre terre ancestrali, si riduce qui ad un modesto proclama buonista inserito in altre considerazioni di ben minore portata storica...

    ecco il programma:

    http://www.msifiammatric.it/index.htm

    TAMBURINO N.0
    Di Luca Romagnoli

    Vogliamo costruire uno Stato nazionale del lavoro che basi sulla partecipazione sociale e sulle relative rappresentanze politiche la sua amministrazione. Difendiamo la dignità del lavoro: l’articolo 18 deve rimanere valido per le imprese sopra i 15 dipendenti, mentre risulta insostenibile la sua estensione alle piccole imprese. Consci dell’importanza della piccola e media impresa, della millenaria genialità e capacità del nostro artigianato e più in generale dell’imprenditorialità italiana, ne vogliamo tutelare il ruolo socioeconomico, preponderante nel tessuto nazionale, e sostenere la migliore proiezione sul mercato internazionale.

    Diciamo no alla reintroduzione dell’immunità parlamentare, che deve essere garantita solo per i cosiddetti reati d’opinione o per quanto concerne le precipue competenze e responsabilità relative alla dialettica politica. Siamo contrari a condoni e sanatorie d’ogni tipo che confermano l’incapacità dello Stato nell’amministrare e proiettano al futuro il replicarsi d’abusi e speculazioni, nel lavoro, nell’economia, nella finanza, nella gestione del territorio e delle sue risorse.

    Vogliamo Ridiscutere il ruolo dello Stato, poiché il decentramento alle Regioni (ad esempio dell’assistenza sanitaria) e d’altre funzioni agli Enti locali (ad esempio l’amministrazione delle risorse naturali come l’acqua) si è risolta in distribuzione clientelare e gestione contraria all’interesse pubblico delle risorse: quindi diciamo più Stato e no al “federalismo degli egoismi”. Siamo contrari alle privatizzazioni delle grandi strutture ed infrastrutture del Paese, all’introduzione di regole di mercato e, soprattutto, alla privatizzazione del patrimonio culturale dello Stato. Vogliamo che sanità e istruzione siano amministrate centralmente dallo Stato e con criteri d’interesse pubblico, perché nessuna comunità nazionale che voglia dirsi civile può prescindere da queste garanzie: diritto alla salute e all’istruzione non possono essere amministrati con criteri aziendali, quindi sosteniamo che la revisione del sistema sanitario possa contemperare “integrazioni mutualistiche” (ad esempio tipo il “sistema d’ispirazione bismarkiana” tedesco), senza però mettere in discussione l’assistenza sanitaria completa e gratuita per le fasce di reddito inferiori a 25.000 euro, mentre, sopra tale reddito, si deve contribuire in misura proporzionalmente maggiore ai costi delle prestazioni sanitarie; ugualmente per i costi dell’istruzione – il cui primato pubblico è indiscutibile -, ai quali i cittadini devono partecipare (dalla scuola materna all’università compresa) in ragione e proporzione delle fasce di reddito e del rendimento meritocratico degli studenti. Sosteniamo la difesa dell’ordine e dei suoi rappresentanti pubblici, mal pagati e spesso ingenerosamente e ingiustificatamente vessati. Siamo per la difesa dell’identità nazionale e quindi della lingua e della cultura italiana, e quindi contrari “all’esterofilia linguistica” e alla “toponomastica dialettale”, che escludano o rendano marginale la lingua nazionale. Siamo per la difesa della vita e quindi contrari a pratiche abortive e ad ogni sperimentazione genetica sugli esseri viventi. Abbiamo una visione etica dello Stato e quindi siamo contrari all’esercizio della prostituzione mediato da un coinvolgimento diretto o indiretto dello Stato.

    Vogliamo rafforzare il ruolo geopolitico dell’Europa e dell’Italia, la loro proiezione sul Mediterraneo, sull’Africa e sull’Est Europeo; salvaguardare gli interessi vitali (energetici, economici, militari e della sicurezza) e rilanciare l’indipendenza geostrategica europea che tale può essere solo affrancandosi dalla dipendenza assoluta nei confronti della NATO. Siamo favorevoli ad allargare l’Europa alla Russia e ai Paesi dell’Est europeo, ma solo una volta che siano acquisite garanzie sulla stabilità politico-economica di dette Nazioni. Sosteniamo la libertà e l’autodeterminazione dei popoli, dall’Irlanda alla Palestina al Tibet, ovunque non vi sia il rispetto delle culture, dei modi di vita tradizionali, od ove gli interessi politici autoctoni collidano con quelli dei potentati economico-finanziari. Siamo favorevoli a cancellare il debito dei Paesi in Via di sviluppo, ma contro la fine dello sperpero dei denari pubblici attraverso gli “aiuti al Terzo Mondo”, erogati, e spesso male amministrati, dalle cosiddette” organizzazioni non governative”. Vogliamo aiutare questi Paesi non con erogazioni dirette o “prestiti capestro”, ma con impegni diretti delle imprese e delle competenze europee nella realizzazione delle opere infrastrutturali civili.
    Siamo contrari all’immigrazione che sradica e impoverisce i Paesi d’origine dei flussi, delle forze più vive, mentre crea sfruttamento e contrasto sociale nei Paesi di destinazione; siamo contrari al “meltingpot” che omogeneizza e mortifica le culture. Vogliamo esportare formazione professionale e “competenze europee” per la valorizzazione delle risorse autoctone dei Paesi in Via di Sviluppo.

    Aderiamo ai programmi di sviluppo sostenibile (Agenda 21) perché abbiamo una visione etica dell’ambiente e riteniamo comunque che il rapporto “uomo-ambiente” debba essere commisurato, cercando il giusto equilibrio tra esigenze antropiche e conservazione della natura, alla continuità delle risorse e alla salubrità ambientale per le future generazioni. Siamo contrari agli OGM perché costituiscono un “concorrente sleale” delle colture tradizionali, perché alterano il rapporto economico tra i produttori agricoli, perché sono vettori di un “deteriore monopolio” sul mondo della produzione agricola.

    Siamo contrari alla globalizzazione finanziaria e delle economie di scala; siamo contrari alla delocalizzazione industriale che crea sfruttamento all’estero e disoccupazione nell’Europa Occidentale. Siamo contrari alle grandi aziende che ricorrono alla cassa integrazione o al licenziamento e rivendono, nelle “Nazioni madri” e a “prezzi di mercato”, quanto prodotto a costi assai inferiori, privatizzando utili immensi e immiserendo i lavoratori nazionali. Siamo per la difesa dei valori dello spirito e della tradizione spesso in conflitto, quand’anche antitetici, agli interessi dell’economia e della finanza. Siamo, in sintesi, per il bene sociale del nostro popolo, per la salvaguardia della sua identità e dignità nazionale: siamo la sola vera destra social-nazionalpopolare.

  2. #2
    ennerre
    Ospite

    Predefinito

    Sosteniamo la difesa dell’ordine e dei suoi rappresentanti pubblici, mal pagati e spesso ingenerosamente e ingiustificatamente vessati.

    Questo cosa vorrebbe dire? La difesa dell'ordine borghese? Cari camerati della Fiamma Tricolore, perchè schierarsi con le forze del disordine? Dopo 50 anni di scontri ancora sostenete la difesa del suddetto ordine e dei suoi rappresentanti (aguzzini) che vengono mal pagati? Come se la repressione nei confronti dei movimenti neofascisti non fosse mai esistita. Ah, quasi dimenticavo, non esiste all'interno delle forze del dis-ordine o dell'esercito una componente sana in grado di eliminare i mercenari e le mele marce.


    Siamo favorevoli ad allargare l’Europa alla Russia e ai Paesi dell’Est europeo, ma solo una volta che siano acquisite garanzie sulla stabilità politico-economica di dette Nazioni.

    Quindi voi contribuite al progetto di allargamento della Comunità Europea e della Nato, perchè dove c'è Cee c'è Nato, come fate a non capire? La stabilità politico-economica di queste Nazioni non esisterà mai! Il dissesto provocato con la caduta del muro di Berlino è stato troppo forte e il capitalismo in questi paesi ha provocato nuovi problemi, ha portato la delinquenza, la povertà, la mafia e prostituzione... Parlare di stabilità quando questa non è garantità perfino nel nostro paese, mi sembra eccessivo.



    Vogliamo aiutare questi Paesi non con erogazioni dirette o “prestiti capestro”, ma con impegni diretti delle imprese e delle competenze europee nella realizzazione delle opere infrastrutturali civili.

    NO, questo proprio NO! Ripetiamo gli stessi errori ? La colonizzazione è inevitabile se l'Italia agisse in tal modo. L'unica via percorribile è quella della cooperazione tra nazioni liberate, tra stati antimperialisti, ma per realizzare questo bisogna distruggere l'imperialismo (non è poco).

    Vogliamo esportare formazione professionale e “competenze europee” per la valorizzazione delle risorse autoctone dei Paesi in Via di Sviluppo.

    E noi dovremmo capitalisticizzare (esiste come termine?) questi paesi? mmm.... Questi paesi devono cavarsela da soli, i popoli d'Africa e d'Asia devono liberarsi dall'oppressione delle multinazionali e dei governi sostenuti dalle superpotenze occidentali. Solo quando raggiungeranno l'indipendenza, la stessa cosa vale per noi, si potrà parlare di esportazione della formazione professionale per valorizzare le risorse autoctone, solo in termini di cooperazione, non nei normali rapporti tra superpotenza occidentale e stato colonizzato.

    Saluti


    ....siamo la sola vera destra social-nazionalpopolare.

  3. #3
    Affus
    Ospite

    Predefinito

    Originally posted by ennerre
    Sosteniamo la difesa dell’ordine e dei suoi rappresentanti pubblici, mal pagati e spesso ingenerosamente e ingiustificatamente vessati.

    Questo cosa vorrebbe dire? La difesa dell'ordine borghese? Cari camerati della Fiamma Tricolore, perchè schierarsi con le forze del disordine? Dopo 50 anni di scontri ancora sostenete la difesa del suddetto ordine e dei suoi rappresentanti (aguzzini) che vengono mal pagati? Come se la repressione nei confronti dei movimenti neofascisti non fosse mai esistita. Ah, quasi dimenticavo, non esiste all'interno delle forze del dis-ordine o dell'esercito una componente sana in grado di eliminare i mercenari e le mele marce.


    Siamo favorevoli ad allargare l’Europa alla Russia e ai Paesi dell’Est europeo, ma solo una volta che siano acquisite garanzie sulla stabilità politico-economica di dette Nazioni.

    Quindi voi contribuite al progetto di allargamento della Comunità Europea e della Nato, perchè dove c'è Cee c'è Nato, come fate a non capire? La stabilità politico-economica di queste Nazioni non esisterà mai! Il dissesto provocato con la caduta del muro di Berlino è stato troppo forte e il capitalismo in questi paesi ha provocato nuovi problemi, ha portato la delinquenza, la povertà, la mafia e prostituzione... Parlare di stabilità quando questa non è garantità perfino nel nostro paese, mi sembra eccessivo.



    Vogliamo aiutare questi Paesi non con erogazioni dirette o “prestiti capestro”, ma con impegni diretti delle imprese e delle competenze europee nella realizzazione delle opere infrastrutturali civili.

    NO, questo proprio NO! Ripetiamo gli stessi errori ? La colonizzazione è inevitabile se l'Italia agisse in tal modo. L'unica via percorribile è quella della cooperazione tra nazioni liberate, tra stati antimperialisti, ma per realizzare questo bisogna distruggere l'imperialismo (non è poco).

    Vogliamo esportare formazione professionale e “competenze europee” per la valorizzazione delle risorse autoctone dei Paesi in Via di Sviluppo.

    E noi dovremmo capitalisticizzare (esiste come termine?) questi paesi? mmm.... Questi paesi devono cavarsela da soli, i popoli d'Africa e d'Asia devono liberarsi dall'oppressione delle multinazionali e dei governi sostenuti dalle superpotenze occidentali. Solo quando raggiungeranno l'indipendenza, la stessa cosa vale per noi, si potrà parlare di esportazione della formazione professionale per valorizzare le risorse autoctone, solo in termini di cooperazione, non nei normali rapporti tra superpotenza occidentale e stato colonizzato.

    Saluti


    ....siamo la sola vera destra social-nazionalpopolare.
    Questi paesi vanno occupati militarmente , civilizzati e aiutati , specie quelli piu bisognosi di noi .
    Finche' ci sara l'attuale ordine internazionale e L'ONU che è gestito dalla massoneria mondiale , non se ne fa niente .

 

 

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