La Commissione affari Costituzionali della Camera ha votato una legge molto cara a Dell'Utri e a quanti, come lui, hanno la fedina penale sporca o tre o quattro processi in corso; quella che, se tutto va bene, gli consentirà di mandare in fumo i suoi tre processi, per mafia, estorsione e calunnia aggravata, obbligando i Giudici a cestinare le intercettazioni e i tabulati telefonici che lo incastrano. I suoi avvocati, mesi fa, avevano chiesto al tribunale di Palermo di diustruggere quel materiale. Ma i Giudici avevano risposto picche, ricordando che la legge non lo prevede. "Per buttare quelle prove- spiegò il PM Ingroia- dovete cambiare la legge". Detto, fatto. Senonchè, a cambiarla, non sono stati i soliti avvocati/daputati dei deputati/imputati; ma il Verde Marco Boato con i voti della CdL e di parte dell'Ulivo (i reduci dalla stagione dell'inciucio, probabilmente).
E' la "Riforma dell'immunità parlamentare": i Giudici dovranno farsi autorizzare dal Parlamento per utilizzare le intercettazioni di privati inquisiti che parlano con i parlamentari, i tabulati con le chiamate dei parlamentari sotto inchiesta e perfino le telefonate fra due privati cittadini che nominano "en passant" un eletto.
Se passerà in Aula, salteranno centinaia di processi, di mafia e non. E migliaia di imputati brinderanno a champagne. Non solo Dell'Utri, ma anche il prestanome di Riina, tale Giuseppe Fecarotta, arrestato l'estate scorsa a Palermo con il figlio del boss: dal suo telefono, in due mesi, aveva chiamato 38 volte il viceministro (cocainomane confesso) Miccichè, per questioni d'appalti e finanziamenti.
Alcuni indagati nell'inchiesta per le mazzette Inail di Potenza parlavano spesso fra loro di parlamentari amici, citando pure l'ex Presidente Cossiga. Con la riforma, sono in una botte di ferro: basta la citazione di un parlamentare per rendere inutilizzabile l'intercettazione.
Anche se stanno organizzando un delitto. Per i criminali di tutta Italia si spalancano orizzonti inesplorati: se vogliono commissionare un omicidio, potranno parlare tranquillamente con il killer designato. Basterà un piccolo accorgimento: nominare almeno una volta, come intercalare, un deputato o un senatore. Così l'eventuale intercettazione finirà nel cestino. E tutti vivranno felici e contenti.
Tranne, si capisce, il morto ammazzato.




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