> http://ilrestodelcarlino.quotidiano....13:/2003/02/21
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> BOLOGNA
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> 'Docenti antisemiti'
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> Si contano 130 firme, in calce a una «lettera aperta agli
> ufficiali, ai sottufficiali e ai soldati dell'esercito israeliano»,
> con l'accorato appello a «rifiutarsi di continuare a opprimere il
> popolo palestinese» e ad «abbassare le armi». Tra i firmatari -
> tutti docenti della nostra università - ci sono molti cognomi noti,
> fra i quali quello di un prorettore e di direttori di Dipartimento.
> La lettera scatena la replica immediata e sdegnata
> dell'Associazione Italia-Israele. Che parla di «documento
> disonorevole», ed «esorta» il rettore Pier Ugo Calzolari «a prendere
> una posizione ufficiale» in merito a un'iniziativa definita
> «perlomeno discutibile».
> Intanto giungono le prime prese di distanza da parte di alcuni
> firmatari, che negano di avere sottoscritto il documento. E a
> Calzolari arriva anche una lettera dell'ambasciatore israeliano in
> Italia, Ehud Gol, «indignato e sgomento» per un appello «che non
> solo si fonda su presupposti scorretti e faziosi, ma rappresenta un
> grave caso di ingerenza negli affari interni di un altro Stato».
> Tutto parte dall'iniziativa di un comitato promotore di dieci
> docenti, che invita i colleghi ad aderire all'iniziativa. La lettera
> ai militari israeliani - si legge in un'e-mail - «è stata da noi
> redatta in considerazione di ciò che sta accadendo ormai da troppo
> tempo in Palestina». La situazione sta «drammaticamente
> precipitando, e pensiamo che l'Alma Mater non possa restare
> indifferente».
> Nella lettera, i docenti sottolineano il legame di molti di loro
> con «compagni di scuola, amici e stimati colleghi di lavoro ebrei».
> Ricordano le tante missioni culturali «in Israel», che li hanno
> portati «a conoscere direttamente la situazione». «Ed è per questo
> che oggi - scrivono -, di fronte a ciò che sta succedendo, sentiamo
> purtroppo che la nostra stima e il nostro affetto per il popolo
> ebreo si sta trasformando in dolorosa rabbia per ciò che state
> facendo al popolo palestinese». «E' necessario - si legge ancora -
> che vi rendiate conto che state facendo ai palestinesi quello che a
> voi è stato fatto nei secoli passati. Li state umiliando,
> distruggete le loro case, i loro campi, murate i loro pozzi, li
> chiudete in ghetti, li uccidete».
> Tutto ciò fomenta «un odio immenso», carico di desiderio di
> vendetta. Vendetta che trova espressione nelle azioni suicide dei
> kamikaze. «Non è difficile capire che solo gente esasperata,
> nell'impossibilità di difendersi altrimenti, possa immolarsi per
> uccidere qualcuno del vostro popolo, considerato complice delle
> repressioni. Noi siamo contro il terrorismo, ma diteci, quale altro
> modo essi hanno per difendersi?». Segue l'appello ad abbassare le
> armi, a «non vivere più in una continua contraddizione con la vostra
> coscienza, per il crimine ingiustificabile che state commettendo».
> «La gravità di quanto affermate non lascia spazio all'ironia»,
> replica l'Associazione Italia-Israele. «Ma dobbiamo dire che un
> popolo al quale tocchino in sorte amici come voi non ha bisogno di
> nemici». Seguono due pagine in cui si imputa ai docenti «l'ignoranza
> della realtà», e li si accusa «di pescare dalla sentina del più vile
> antisemitismo per giustificare il terrorismo e negare agli
> israeliani il sacrosanto diritto all'autodifesa».
> Durissime sono poi alcuni passaggi: «Agli antisemiti contemporanei
> deve provocare un brivido di piacere affermare che gli ebrei fanno
> ai palestinesi quello che i nazisti hanno fatto a loro». Una
> posizione che, «se adottata da parecchie decine di docenti della più
> antica università d'Europa», fa sorgere «un'inquietudine doverosa».
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> di Luca Orsi
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