Molti avevano avanzato l'ipotesi che per gli USA la rovina dell'Argentina si sarebbe rivelata un buon affare, nonostante il rischio di estensione della crisi a tutta l'America Latina.

Su "La Repubblica" di mercoledi 5 marzo (p. 18) un articolo spiega perché. "Vendeteci la Patagonia". Questa l'offerta USA all'Argentina, coordinata da potentissime lobbies, in cambio della cancellazione del debito. La parte pià ricca del paese diventerebbe statunitense. Miniere d'oro tra le più importanti del mondo, giacimenti petroliferi molto rilevanti, gas e riserve idriche immense. Una vera rapina al popolo argentino e a tutto il mondo da parte di gruppi tra i quali l'estensore dell'articolo cita la "Zemi Communication" per la quale lavora l'economista del MIT Rudiger Dornbusch, società di consulenza che si avvale della presidenza di...Henry Kissinger! Inoltre uno dei consiglieri di Duhalde, il presidente argentino, è un americano, Norman Bailey, che starebbe "consigliando" il capo del governo ad accettare la proposta. Altri grandi proprietari sono: Benetton (700.000 ettari di terreno posseduti), Ted Turner (CNN, 500.000 ettari), Sylvester Stallone (Planet Hollywood), Christopher Lambert.

Contro operazioni allucinanti di rapina come questa, occorre sensibilizzare tutte le coscienze possibili. Per la libertà e la dignità dei popoli.