IRAQ: USA-GB PER ULTIMATUM, FRANCIA PER VERTICE
(RadioRadicale.it, 7Mar - 18:43) - Mentre Usa e Gran Bretagna annunciano per la prossima settimana un ultimatum, Francia, Russia e Germania chiedono di proseguire le ispezioni, perché funzionano. Parigi non lascerà passare l'ultimatum e propone un vertice dei capi di Stato
Stati Uniti e Gran Bretagna intendono dare a Saddam Hussein "un breve ultimatum", di circa dieci giorni pare, che sarà contenuto nella risoluzione che sarà messa ai voti nei primi giorni della prossima settimana: o rinunciare alle armi di sterminio o subire un attacco.
Questo hanno indicato all'Onu fonti diplomatiche, citate dalla Ap, ma sarà il ministro degli Esteri britannico Jack Straw ad annunciarlo durante il dibattito di oggi in Consiglio di Sicurezza Onu, dove sono in corso le repliche dei ministri degli Esteri alle relazioni di Blix ed El Baradei.
Duro Colin Powell. Gli Stati Uniti osservano che il rapporto dei capi degli ispettori è "un catalogo di mancate cooperazioni" da parte irachena. L'onere della prova è posto dalla risoluzione 1441 a carico di Saddam e non degli ispettori. "Non c'è bisogno di estendere il programma per cercare e trovare i siti proibiti sotterranei che sappiamo esistere. Gli ispettori non devono andare a guardare sotto ogni sasso" per cercare prove che gli debbono essere fornite.
I segnali di cooperazione giungono da Baghdad in "un modo riluttante" e sono il risultato della pressione militare esercitata dagli Stati Uniti e dai loro alleati, che è la sola cosa che influenza l'Iraq", che invece continua a rifiutarsi di offrire all'Onu la cooperazione "immediata attiva e incondizionata" che gli era stata richiesta.
La Francia ha proposto un vertice dei capi di Stato dei paesi membri del Consiglio di Sicurezza, ma è contraria ad una guerra proprio ora, mentre è favorevole a proseguire e intensificare le ispezioni.
"Perché una guerra ora all'Iraq?, perché ricorrere alla forza quando possiamo avere successo pacificamente? Questi gli interrogativi che il ministro degli Esteri francese Dominique de Villepin ha posto al Consiglio di Sicurezza, ossservando che "le ispezioni funzionano" e stanno ottenendo risultati.
L'Iraq è oggi meno pericoloso che nel 1991 e De Villepin ha ammesso l'importanza e l'efficacia della pressione militare. Tre le idee per le ispezioni: una lista delle priorità di disarmo da perseguire; decidere di avere, ogni due settimane, un rapporto dei progressi; stabilire un calendario delle ispezioni accorciato.
Identica la posizione della Russia, risolutamente favorevole al proseguimento e al rafforzamento delle ispezioni, perché i rapporti dei capi degli ispettori dimostrano che "è in corso un processo autentico di disarmo in Iraq". Il ministro degli Esteri Igor Ivanov ha avvertito che il modo in cui la comunità internazionale disarmerà l'Iraq determinerà non solo il futuro del paese del Golfo ma anche la pace e la sicurezza nel mondo.
Si allinea anche la Germania, che ha chiesto all'Onu di rafforzare e accelerare le ispezioni e non vede la necessità di una nuova risoluzione. A prendere la parola è stato il ministro degli esteri tedesco Joschka Fischer: "L'obiettivo resta il disarmo dall'Iraq", ma il Consiglio deve decidere se conseguirlo con la guerra, o pacificamente. Il ministro ha ammesso che l'Iraq avrebbe potuto cooperare in modo più volenteroso, ma che ci sono progressi e che c'è la prova che le ispezioni stanno ottenendo risultati.
La Siria, tramite le parole del ministro degli Esteri Faruk al Shara, ha sottolineato che la richiesta di guerra all'Iraq è "illegittima e ingiusta" e che l'Iraq sta cooperando "attivamente" con gli ispettori, i quali hanno ottenuto "progressi" verso il disarmo. (RRFP)
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