8 Marzo 2003
Lettera di Stefania Craxi
“Socialisti friulani, ribellatevi alla Guerra”
Bossi ha avuto il suo “repulisti” a danno, naturalmente, dei socialisti. Tondo e i suoi amici? Quelli sono tutti vecchi socialisti: via! Benedicente Scajola - quello che considerava il socialista Marco Biagi un rompicoglioni - sarà la leghista Guerra e non il "socialista" Tondo a guidare la Casa della Libertà alle elezioni in Friuli Venezia Giulia. A caro prezzo: sconquasso nel consiglio regionale, commissariamento in Forza Italia. Bossi ha bisogno di voti, la candidatura leghista porta voti e la Casa della Libertà (ma è ancora così?) lo accontenta anche se il prezzo può essere la perdita della Regione.
Questo, naturalmente, a noi interessa poco. Interessa, in linea generale, l’ennesima prova che la politica tende sempre più a spostarsi sulle estreme, a destra e a sinistra e sempre più marginalizza le forze della ragione e del confronto.
Ci hanno spiegato che la vicenda friulana è strettamente legata con quella della Rai. Con la Rai? Sì, proprio così. Con l'offerta della presidenza della Rai all’opposizione e la novità del 4 più 1 al posto del vecchio 3 a 2, è tramontata l'ipotesi del direttore generale leghista e anche il povero Albertoni sembra che debba restarsene a casa. A Bossi spettava un compenso. E dove trovarlo? In un ministero, un sottosegretariato, un istituto di cultura? No, in Friuli; e con stretta conseguenza logica: meno teleutenti leghisti, più elettori leghisti. Roba da far ridere o piangere: l’attuale politica ci estremizza pure nei sentimenti.
Ma quello che maggiormente ci interessa è la triste sorte dei socialisti, maltrattati un po’ da tutte le parti. L’altro giorno questo giornale ha ospitato il lamento di Ugo Intini: Fassino e Rutelli che non sanno opporsi alle derive estremiste, lo Sdi che è rimasto con in mano un piccolo pezzo di una fune rotta. Ieri il tragicomico comunicato del Nuovo Psi che si asterrà sulla devolution (sempre Bossi) perché nessuno si è ricordato di consultarlo. E oggi il “repulisti” dei socialisti friulani da Forza Italia, roba da rabbrividire.
Ma quando capiranno i socialisti che rinunciando a una propria forza, alla propria autonomia, non faranno altro che andare incontro a nuove delusioni? Quando capiranno che se continuano a militare sotto l’etichetta “offerta di personale qualificato” correranno sempre il rischio di essere umiliati? E credo che questo valga non solo per i socialisti ma per tutti i sinceri riformisti, in qualsiasi formazione esse militino.
La storia dei socialisti friulani affonda le radici nella migliore storia italiana. Socialista era Cesare Battisti, l’eroe dell'italianità di Trieste, una italianità che i socialisti hanno difeso nei tempi più bui della Repubblica italiana, quando si volevano portare a Trieste i confini dell’ex Jugoslavia.
I socialisti friulani hanno eletto al Parlamento Loris Fortuna, cui tutti dobbiamo non solo quell’istituto di grande civiltà che è il divorzio ma l’impulso a tutte le conquiste civili della nostra società. L'amministrazione Tondo è stata una buona amministrazione e lo sconquasso che ha provocato la sua defenestrazione ne è la più palese dimostrazione.
Ho letto che i socialisti friulani, così crudamente offesi, pensano di presentare una loro lista autonoma. Se lo faranno, la Fondazione Craxi sarà con loro. E se la signora Guerra perderà la… guerra, non verseremo una lacrima
da www.ilriformista.it




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