Anche se non ho il piacere di conoscerti, voglio farti i miei complimenti per la capacità di separare l'esperienza militare in sè dalla causa mutevole che ne è di volta in volta il pretesto. Questo è stato un tratto caratteristico di molti grandi uomini (penso a Junger) ed è un tema, prettamente spirituale, su cui rifletto rifletto spesso, non avendo avuto l'occasione o la decisione di metterlo in pratica.
Penso in termini di vocazione: quella "guerriera" è fra le più nobili, nè ve ne sono molte altre nel mondo attuale- sicuramente la vocazione politica è inferiore. L'altra vocazione che ancora può essere sentita è quella erotica, che per molti aspetti converge con quella guerriera. Mi permetto di chiudere con una battuta: auguri per la tua grande guerra santa!
Senatore




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