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    Predefinito Subito!...Subito!...Subito!!


    (L'innotiziabile della RaiSet che buca i Media del Mondo)

    Marco PANNELLA: Fra 8 giorni potrebbe esplodere la pace e non la guerra annunciata, se anche un solo governo europeo (del Lussemburgo o, ad esempio, dell’Italia) nelle prossime ore propone il progetto ”Iraq libero e democratico” sotto egida ONU, oltre alla conferma della concessione di un esilio protetto a Saddam ed ai suoi.
    Affermo che al massimo in 4 giorni, se questo compito venisse affidato ad Emma Bonino e a me, otterremo subito l’adesione del Presidente in esercizio dell’Unione Europea, Giorgio Papandreu, e dello stesso Tony Blair. Non conosciamo altra alternativa: dipende ora sia dai pacifisti sia da Governi democratici se invece della “guerra” avremmo la realizzazione di quello scenario-simulazione della Segreteria Generale dell'ONU che tanto si avvicina al nostro progetto e alle posizioni di almeno 10 paesi islamici che propongono con noi l’esilio anziché morte e tragedie a Saddam ed i suoi .
    MA GOVERNO, OPPOSIZIONI E PACIFISTI DEVONO SCEGLIERE SUBITO.
    SENZA UN RILANCIO E UNA RIMOBILITAZIONE DEI NOSTRI LETTORI E NAVIGANTI QUESTO NON ACCADRÀ. MUOVETEVI, MUOVIAMOCI. SUBITO. SUBITO. SUBITO!
    Il Testo della proposta-appello di Marco Pannella | Firma subito!
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  2. #2
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    Predefinito Re: Subito!...Subito!...Subito!!

    In Origine Postato da Wolare
    Marco PANNELLA: Fra 8 giorni potrebbe esplodere la pace e non la guerra annunciata, se anche un solo governo europeo (del Lussemburgo o, ad esempio, dell’Italia) nelle prossime ore propone il progetto ”Iraq libero e democratico” sotto egida ONU, oltre alla conferma della concessione di un esilio protetto a Saddam ed ai suoi.
    Affermo che al massimo in 4 giorni, se questo compito venisse affidato ad Emma Bonino e a me, otterremo subito l’adesione del Presidente in esercizio dell’Unione Europea, Giorgio Papandreu, e dello stesso Tony Blair. Non conosciamo altra alternativa: dipende ora sia dai pacifisti sia da Governi democratici se invece della “guerra” avremmo la realizzazione di quello scenario-simulazione della Segreteria Generale dell'ONU che tanto si avvicina al nostro progetto e alle posizioni di almeno 10 paesi islamici che propongono con noi l’esilio anziché morte e tragedie a Saddam ed i suoi .
    MA GOVERNO, OPPOSIZIONI E PACIFISTI DEVONO SCEGLIERE SUBITO.
    SENZA UN RILANCIO E UNA RIMOBILITAZIONE DEI NOSTRI LETTORI E NAVIGANTI QUESTO NON ACCADRÀ. MUOVETEVI, MUOVIAMOCI. SUBITO. SUBITO. SUBITO!

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    Purtroppo al VATEKANAGLIA non conviene kuesta soluzione ... e se non l'autorizza lui, nessun Paese suo vassallo, lo farà... rilanciamo l'invito al nostro Governo in carica...

    mandi fradis
    Tutti di nuovo fratelli in una nuova concittadinanza...
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  3. #3
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    Predefinito Questo è vero MA

    non è la prima volta che la tenacia e capatosta Radicale ha avuto ragione e pillole amare e lassative da far ingoiare alla burocrazia Vatekanaglia. Volere è Potere
    Io ho la sensazione che questa storia è ormai troppo strana. Troppo a lungo è durata e senza il fattore sorpresa che guerra è .....pertanto, la SORPRESA (che cmq, prima o poi si manifesterà) potrà avere altra forma e tra queste l'ESILIO....come storia insegna...è la prima. Abbi .... emh...FEDE

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  4. #4
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    Predefinito Re: Subito!...Subito!...Subito!!

    In Origine Postato da Wolare
    Non conosciamo altra alternativa
    Che balla. E' pieno di alternative alla guerra di aggressione di Washington (spinto dalle 7 sorelle). Alternative democratiche, non ingerenze indebite come la vostra sugli affari interni di uno stato sovrano.

  5. #5
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    Predefinito

    COME HO GIà DETTO LA PROPOSTA DI PANNELLA HA LA SOLA VALENZA DI NON AVERE IL CORAGGIO DI PENDERE POSIZIZONE NE CONTRO NE A FAVORE DELLA GUERRA......
    LA PROPOSTA è ASSURDA E INCIVILE......
    L'UNICO CHE PUò DECIDERE UNA COSA DEL GENERE è IL POPOLO IRAQENO.....
    E CREDO CHE SE ANCHE GLI VENISSE DATA FACOLTà SADDAM VERREBBE CONFERMATO....... PROPRIO PERCHè I POVERI DI SPIRITO HANNO SEMPRE PARTEGIATO PER I LORO POTENTI E I LORO CARNEFICI........ALMENO SINO A QUANDO LA CARNEFICINA NON SIA DIVENTATA TROPPO EVIDENTE....
    OGGI GLI IRAQENI SANNO CHE SONO ALLA FAME PER COLPA DELL'EMBARGO E PER LE GUERRE MOSSE CONTRO DI LORO E NON PER COLPA DI SADDAM..
    PER CUI QUESTA PROPOSTA è INATTUALE........
    OLTRE CHE INCIVILE PERCHè ASSOMIGLIA TROPPO AD UN LINCIAGGIO DA K.K.K. CHE A UNA VERA GIUSTIZIA.
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  6. #6
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    Predefinito Ma Bonino e Pannella non erano sul libro paga degli USA ???? infami mentitori!!!

    INTERVISTA DI UMBERTO DE GIOVANNANGELI A EMMA BONINO
    Intervista pubblicata a pagina 9 su “L’Unità” del 10 marzo 2003

    La nostra proposta può essere istituzionalizzata ma da Palazzo Chigi nessuna risposta. In Europa contano solo gli accordi economici e le armi

    “Saddam in esilio, Berlusconi fa finta di non sentire”

    Intervista di Umberto De Giovannangeli a Emma Bonino (europarlamentare radicale)


    “Da tre settimane chiediamo di incontrare il Presidente del Consiglio senza ricevere alcuna risposta da Palazzo Chigi. Ma non demorderemo. Non subiremo la violenza del silenzio e della colpevole indifferenza. Ci sono ancora sette giorni per rendere praticabile, istituzionalizzandola, l’iniziativa per l’esilio concordato di Saddam Hussein e la creazione di un governo transitorio dell’Onu in Iraq. “Una proposta – sottolinea Emma Bonino – che sta conquistando consensi nel mondo arabo e tra le sue leadership”. Quella delineata da Emma Bonino è una corsa contro il tempo ma non ancora segnata dal fallimento: “All’interno della comunità internazionale – annota l’europarlamentare radicale – vi sono interlocutori, da Tony Blair a Kofi Annan alla presidenza di turno greca dell’Ue, disposti a raggiungere un accordo sull’ipotesi dell’esilio del dittatore iracheno e per un’amministrazione Onu del dopo-Saddam. Al governo italiano chiediamo di dare segni di vita facendosi carico di questa proposta”.

    La guerra preventiva di Bush ha spazzato via la nostra iniziativa per un esilio “garantito” di Saddam?
    “La nostra iniziativa rischia di essere spazzata via, sepolta dal silenzio e dall’ironia di quanti, e tra questi c’è il Ministro della Difesa Antonio Martino, non l’hanno mai assunta come un serio oggetto di dibattito. E la stessa fine a cui si vorrebbe costringere la proposta autonoma degli Emirati Arabi Uniti, che nella sostanza è molto vicina alla nostra. Anche quella proposta è stata sepolta nel silenzio e nell’indifferenza del mondo, e dai media occidentali. Dopo di che scopro sul “Times” che l’amministrazione Onu – modello Kosovo – invece che la bandiera a stelle e strisce su Baghdad è stata oggetto di contenzioso tra Blair e Bush. Il problema vero è che la proposta da noi avanzata e che ha raccolto numerose e qualificate adesioni, non riesce ad acquisire una formula istituzionale, né a livello della Conferenza Islamica, né a livello dell’Unione Europea o del Consiglio di Sicurezza, perché nessuno formalmente ha avanzato questa proposta nel dibattito dell’opinione pubblica o in quello istituzionale. Prova ne è che l’ultima riunione del Consiglio dei ministri dell’Unione Europea nessuno l’ha messa sul tavolo. La nostra è una corsa contro il tempo: abbiamo non più di tre o quattro giorni perché qualcuno istituzionalizzi questa proposta.. ed è una battaglia che dovrebbe interessare ed essere fatta propria anche da quella stragrande maggioranza di pacifisti che non credo intendano salvaguardare un regime feroce, innanzitutto verso il popolo iracheno, come è sempre stato quello di Saddam Hussein.

    Al silenzio dell’Occidente cosa ha corrisposto, nel mondo arabo?
    “Solo uno stolto eurocentrismo, ovvero un appiattimento acritico sulle posizioni americane possono far sottovalutare i segnali che giungono dal mondo e dalle leadership arabi. Mi riferisco, ad esempio, all’iniziativa assunta dagli Emirati Arabi Uniti nel recente vertice della Lega Araba di Sharm el-Sheik; un’iniziativa – successivamente sostenuta anche dal Bahrain, Kuwait, Oman, Sudan – che nella sostanza ricalca l’impianto della nostra proposta. Di certo, la crisi irachena ha aperto un’aspra dialettica interna al mondo arabo tra quanti portano avanti, sia pure tra mille contraddizioni, un processo di democratizzazione, e quei regimi dispotici, chiusi ad ogni innovazione democratica. Ed è significativo che voci autorevoli a sostegno dell’esilio concordato di Saddam Hussein e del suo entourage, e della creazione di un’amministrazione transitoria Onu che avvii un processo di democratizzazione in Iraq, si siano levate anche in un Paese cruciale nello scacchiere mediorientale come l’Egitto.”

    Da cosa nasce e cosa alimenta il silenzio “assordante” dell’Europa e in essa dell’Italia?
    “C’è una sostanziale e diffusa incapacità di prefigurare nuovi strumenti di politica estera. Le uniche cose che “parlano” sono o gli accordi economici o le armi. Siano fermi al principio che gli Stati hanno un solo interessi e non valori da difendere, senza capire che oggi valori e interessi o vanno insieme oppure non riesci a garantire, in prospettiva, neanche gli interessi. Ciò che più mi preoccupa della derisione della nostra iniziativa è proprio l’incapacità di andare al di là degli strumenti tradizionali della politica estera. Una derisione che avevamo già registrato, e alla fine sconfitto, ai tempi della battaglia per la realizzazione del Tribunale sui crimini dei guerra nella ex Jugoslavia e, successivamente, nell’azione volta a creare un Tribunale penale internazionale. Anche allora ci scontrammo con silenzi, indifferenza, con le resistenze di una consuntarealpolitik, ma ciò che più conta è che domani all’Aja il Tribunale penale internazionale sarà inaugurato. E sia detto per inciso, trovo davvero incredibile che il governo italiano non abbia ancora annunciato la partecipazione di un qualche ministro. Ma tutto ciò è parte dell’incapacità di adeguare ad un mondo che cambia strumenti nuovi di politica estera, che investano anche l’informatica, i mezzi di comunicazione. E’ un ritardo culturale che inquieta”.

    Chi deride la vostra iniziativa lo fa sostenendo l’illusorietà di far accettare l’esilio a Saddam o di fermare quel disegno egemonico proprio dell’Amministrazione Bush.

    “Tanto ci facciamo i conti con queste questioni che sin dall’inizio abbiamo detto Nazioni Unite. Non se ne parla di una bandiera americana che sventola a Baghdad; così come non se ne parla di un governo fantoccio che finge di gestire il dopo-Saddam, cosa impossibile viste le divisioni tra sciiti, sanniti, curdi, per non parlare del controllo delle risorse petrolifere.
    La nostra proposta di amministrazione delle Nazioni Unite è antitetica all’ipotesi americana.
    Dall’altra parte, è indubbio che ci troviamo di fronte ad un dittatore paranoico, spietato, che rende Saddam un interlocutore inaffidabile indifendibile anche nel mondo arabo. Il problema è creare le condizioni perché Saddam non abbia latra scelta, salvo che morire in un bunker. Una prospettiva che certamente non aggrada nell’entourage familiare e tribale del Raiss iracheno. L’esilio non si vota, come ha fatto il Parlamento italiano, ma se ne costruiscono le condizioni nelle sedi appropriate. Con la pressione diplomatica e con quella delle armi. Una pressione che è mancata ed ora rischiamo, tutti, di pagarne a caro prezzo le conseguenze”.

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    Predefinito

    E se, come è probabile, saddam non vuole andare in esilio?

    Che furbacchioni sti radicali...

    La guerra si vuole fare perchè l'Irak sarebbe un pericolo in quanto avrebbe armi chimiche.
    Non per eliminare una dittatura.

    Se no di cosa stanno discutendo tutti questi mesi bush, blair, chirac, l'onu? Di aria fritta?


  8. #8
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    Predefinito e mentre i Media, mafiosamente, continuano a tacere

    NUOVO INTERVENTO DI NOBERTO BOBBIO, CON L’ADESIONE DI UMBERTO ECO, PER IRAQ LIBERO ED ESILIO SADDAM.


    PANNELLA: È TUTTORA POSSIBILE CONVERTIRE LA TRAGICA SCADENZA IN UN GRANDE MOMENTO DI LIBERTÀ E DI VERA PACE.

    Dagli eventi tragici che da ogni parte trovano nell’invocazione “Pace!” risposta e testimonianza di crescenti paure e di rifiuto, da questi stessi eventi può e deve trarsi la forza di grandi conquiste di libertà, di diritto, di democrazia a cominciare dal popolo irakeno. In queste ore, con Emma Bonino e il movimento radicale, stiamo operando per risultati da troppi altri nemmeno immaginati.

    Norberto Bobbio torna oggi a ribadire le ragioni e gli obiettivi del progetto che insieme difendiamo con altri 20 mila sostegni telematici da 137 paesi rilasciandoci, assieme ad Umberto Eco, la seguente dichiarazione:

    “Restano pochi giorni, forse poche ore di tempo. Ma l’Unione Europea e le Nazioni Unite, con il necessario urgente e doveroso sostegno del Governo e del Parlamento italiano, possono ancora evitare la guerra facendo ogni sforzo politico e diplomatico per indurre Saddam Hussein ad abbandonare il potere. In tal modo l’Iraq potrà essere un paese libero e democratico sotto l’egida dell’Onu. Speriamo e chiediamo che si faccia ogni sforzo per rendere possibile questa soluzione senza sangue e senza guerra”.


    Roma, 11 Marzo 2003
    ================================================== ==

    IRAQ: LEGA ARABA ANDRA' DA SADDAM PER DIMISSIONI

    (RadioRadicale.it, 11Mar - 164) - Il quotidiano internazionale arabo 'Asharq Al Awsat' ha scritto oggi in prima pagina che una delegazione ministeriale araba presieduta dal segretario generale della Lega Araba, Amr Mussa - che nei giorni scorsi è stato a New York - si recherà a Baghdad nei prossimi giorni per chiedere a Saddam Hussein di dimettersi.

    Citando ''fonti bene informate'' il giornale rileva che la delegazione si farà portatrice 'della missione più difficile': invitare il presidente Saddam Hussein a lasciare il potere, come ha proposto gli Emirati Arabi Uniti al vertice di Sharm el Sheik del 1 marzo scorso.

    La delegazione, secondo il giornale, avrebbe accettato l'incarico dopo ripetute pressioni da parte di Francia e Russia in incontri a New York. 'E' stata una sorpresa imbarazzante per tutto il mondo - scrive Asharq Al Awsat - vedere che le due nazioni più importanti contrarie alla guerra hanno chiesto alla delegazione araba di comunicare il progetto' riguardante il presidente iracheno.

    La delegazione è composta dai ministri degli esteri di Egitto, Siria, Tunisia, Libano e Barhein. La visita a Baghdad è annunciata per questa settimana. (RRAA)
    ================================================== ===

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  9. #9
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    Predefinito FINALMENTE L'HA DETTO !!

    IRAQ: BERLUSCONI, IN CORSO TENTATIVI ESILIO SADDAM



    Audiovideo Le dichiarazioni di Silvio Berlusconi
    Tutta la conferenza stampa
    Marco Pannella a «Otto e mezzo»




    (RadioRadicale.it, 12Mar - 16:25) - Si tenta di convincere Saddam Hussein all'esilio. Lo ha detto oggi nella conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri, il premier Silvio Berlusconi.

    Berlusconi ha assicurato che si sta facendo «di tutto per evitare l'intervento». «Il presidente Bush - ha osservato il presidente del Consiglio - è il primo a non volere la guerra».

    Le dichiarazioni - «Siamo in contatto continuo con tutti gli altri responsabili - ha detto il premier -, soprattutto dei Paesi che stanno nel Consiglio di sicurezza. Anche questa mattina ho lavorato in quella direzione. Ci sono ancora dei tentativi - in cui qualcuno crede tenacemente - di poter addirittura convincere all'esilio il dittatore iracheno. Quindi si sta facendo di tutto per non arrivare ad una soluzione militare. Credo che questo di debba sapere: io stesso sono coprotagonista di questi tentativi. Se si dovesse fare una classifica di chi sarebbe soddisfatto di poter conseguire il fine di disarmare l'Iraq ed anche di cambiare il regime iracheno senza colpo ferire, il primo davanti a tutti sarebbe George Bush. Per responsabilità enormi che incombono a chi prende una decisione del genere. In queste ore si sta vedendo di proporre una risoluzione che possa trovare la maggioranza con l'astensione, cioé senza la posizione di veto, o comunque una maggioranza, anche con la posizione di veto da parte dei membri permanenti. Comunque è una situazione in evoluzione. Bisogna crederci. Quando vengo coinvolto da diversi leader di diversi paesi in queste prospettive - ha concluso Berlusconi - mi ci applico credendoci». (RRRI)

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  10. #10
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    Predefinito ed ancora

    IRAQ: GORBACIOV, SADDAM ANNUNCI LE SUE DIMISSIONI

    (RadioRadicale.it, 13Mar - 14:44) - Saddam Hussein se ne vada, questa l'unica via per evitare una guerra in Iraq. Lo ha detto oggi l'ex leader sovietico Mikhail Gorbaciov, il quale ha invitato apertamente il rais di Baghdad a farsi da parte, seguendo l'esempio di personaggi storici del passato, come se stesso o l'ultimo zar Nicola II.

    Per evitare una sicura prospettiva di instabilità derivante dal possibile intervento armato Usa, ''l'unica strada percorribile sarebbe l'uscita di scena di Saddam Hussein dall'arena politica''. Gorbaciov ha poi rivolto un appello diretto al leader di Baghdad: ''Dovrebbe annunciare le sue dimissioni e aprire le porte al cambiamento''. (RRML)

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