Perché non abolire ( dal MATTINO di Napoli)
la Padania?
Poi ancora c'è stata l'erosione degli incentivi alle imprese meridionali, dal credito d'imposta al bonus per l'occupazione, sancita con l'ultima legge finanziaria. Ancora, si è voluto riservare in massima parte ai Comuni del Nord alluvionati i benefici della legge Tremonti.
E che dire del progetto di trasferire a Milano la seconda rete della RAI? C'è infine in ballo l'ipotesi del ministro leghista per la Giustizia Castelli di depenalizzare il reato di vilipendio alla Nazione e alla bandiera italiana, ipotesi accantonata nell'ultima riunione del Consiglio dei ministri di venerdì scorso per l'opposizione, non si sa quanto ferma, di Alleanza Nazionale.
Quest'ipotesi del ministro Castelli ha un significato altamente simbolico: dice che non ha rilievo neppure nelle aule dei tribunali l'idea che esista la Nazione come valore da tutelare e dunque ci sono sul nostro territorio tante diverse nazioni, tra cui quella padana e quella meridionale, tutte ugualmente degne.
Insomma, finora sono stati Bossi e i suoi seguaci della Lega Nord, ben sostenuti dal ministro dell'Economia Tremonti, ad aver preso sul serio lo slogan di abolire il Mezzogiorno: l'hanno abolito o lo stanno abolendo sul serio dall'agenda politica, mentre le altre forze politiche stanno a guardare oppure muovono timide obiezioni.
Per questo è da giudicare infelice lo slogan di Viesti, non foss'altro per il momento in cui è stato lanciato. Ed ugualmente appare sconcertante che alcuni leader politici come Fassino e Bersani cerchino di dare a quello slogan un significato, per così dire, articolato leggendolo come negazione di un Mezzogiorno separato dal resto d'Italia. Intenzioni nobili ma per ora solo balbettii, semplici surrogati di ben altre risposte politiche, di ben altre proposte di politica economica, puntuali e realistiche. Intanto Bossi si frega le mani e procede nella tutela d'interessi piccoli e grandi insediati nella sua Padania.
Tra pochi giorni fanno dieci anni da quando, nell'aprile del 1993, fu soppresso l'intervento straordinario nel Mezzogiorno e dunque venne meno proprio quella separatezza della politica meridionalista dalla politica economica nazionale che alcuni ancora esorcizzano. E' tempo di fare un bilancio di quanto è accaduto nel Sud in questo decennio, con le sue luci (poche) e con le sue ombre (ancora tante). Sicuramente questo giornale darà voce a quanti, da varie sponde politiche e intellettuali, vorranno contribuire a questo bilancio portando nella discussione argomenti ben meditati.
Abolire il Mezzogiorno? Meglio sarebbe scrivere un pamphlet che avesse per titolo: Abolire la Padania, che peraltro non esiste né come entità etnica né come questione di rilievo economico e sociale




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