I primi risultati di queste amministrative mostrano la tenuta della Casa della Libertà, anche se la sconfitta nella Provincia di Roma può lasciare il segno, soprattutto per gli equilibri interni dell’alleanza, e la conferma dell’Ulivo sui livelli delle amministrative passate. Come ad ogni tornata elettorale, tuttavia, anche quest’anno assistiamo alla parata degli uomini di partito chiamati a tessere lodi entusiastiche per i risultati conseguiti. Notate, sono sempre gli stessi uomini, fedeli difensori dell’onore vincente del proprio partito. Tutti hanno vinto. E’ un film già visto: il 28 maggio 2002 ci siamo trovati a commentare una situazione analoga, con gli ulivisti eccitati nel dichiarare il proprio successo, avendo dato una forte spallata al Governo, ed il centro destra orgoglioso della leadership conquistata e confermata in tutto il Paese. Questi commenti, oggi come ieri, sono del tutto gratuiti. Il finto trionfalismo che ci viene presentato nelle varie tribune politiche, denota la debolezza e la repressa amarezza per il mancato conseguimento di un risultato elettorale auspicato da parte dei leader del centro sinistra, sempre meno credibili ed equilibrati, che usano toni roboanti e clamorosi a prescindere dall’oggetto da analizzare. Non da meno, nel centro destra si snocciolano risultati che dovrebbero dimostrare l’avanzamento inarrestabile (che ovviamente non c'è) nei favori del popolo, legittimando in questo modo i risultati conseguiti dal Governo.
A quanto pare, l’unica cosa certa è dunque rappresentata dalle dichiarazioni dei politici, che da destra a sinistra, producono analisi e giudizi forzati e infondati. Non capisco cosa ci sia di male, per il centro destra, ammettere che la sconfitta nella provincia di Roma sia un brutto risultato, un colpo che fa male, un segnale sul quale riflettere, e perché mai nel centro sinistra si debbano udire commenti inauditi sulla netta sconfitta della maggioranza, sulla bocciatura decretata dall’elettorato, quando l’Ulivo non ha per niente sfondato e se questi sono i risultati di un trionfo, vorremmo capire se il trionfo contempla la perdita di alcune province e comuni in passato appannaggio del centro sinistra, con una crescita tutta da verificare in termini di voti rispetto alle passate amministrative e politiche.
I dati di questa tornata elettorale, invece, dovrebbero far riflettere tutte le componenti politiche sulle dinamiche che questo voto potrà produrre all’interno delle coalizioni. La Lega Nord, con un discreto risultato, sembra legittimare la forza della propria voce nella maggioranza, mentre Alleanza Nazionale evidenzia un arretramento e delle difficoltà proprio nelle elezioni che più di ogni altra dovrebbero favorirla tra i partiti di centro destra. A sinistra, invece, si pone la solita questione su come possano stare insieme forze disomogenee, che divergono in modo significativo su temi centrali di politica estera e interna. Insieme possono vincere, ma quali garanzie possono offrire per un governo forte e duraturo?
Quesiti sui quali ci piacerebbe impostare il dialogo post-voto, ma che ci vedranno delusi. Il teatrino della politica non contempla ragionamenti seri e fondati, ma la solita gazzarra tra quanti affermano il proprio successo. Tutti hanno vinto, ancora una volta. Ma non tutti governeranno.
Paolo Carotenuto
26 maggio 2003
www.legnostorto.com




Rispondi Citando
) avanza rispetto a 5 anni prima, e Ulivo+PRC arretrano parecchio. alle comunali invece è vero che secondo questi dati ultrafaziosi ci sarebbe un sorpasso, ma per le candidature rimane avanti la CdL. ma la Lega l'hai contata?
sará contento Bossi a sentirti parlare così caro Angelo...
)