Chi comanda in America
Maurizio Blondet
Edizioni Il Effedieffe Anno 2002 Pagine 182 Euro 13,00
Questo saggio è il logico sviluppo di "11 settembre, colpo di stato in Usa", in cui Maurizio Blondet ipotizza lo scenario non di un attentato ma di un putsch. In "Chi comanda in Ame- rica" si analizza chi sono i componenti principali dell`establishment USA; in questo paese, per esempio, viene istituita una festa nazionale per celebrare il compleanno del rabbino capo della potentissima setta Lubavitcher e il ministro della Difesa, Donald Rumsfeld, ha inaugurato un`importante "privatizzaziione" del Pentagono (mercenari privati, a contratto, formano ormai il 1O per cento della forza armata spiegata sui teatri di guerra, dall` Afgha- nistan all`Iraq); la strategia militare è appaltata a istituti di ricerca privati come il "Defence Policy Board" dell`americano israelita Richard Perle. Ora, Richard Perle (già dirigente della Saltam, fabbrica d`armi israeliana) siede con il numero due del Pentagono Paul Wolfovitz e col numero tre, Douglas Feith, in un`altra "fodazione culturale" privata: il "Jewish Institute for National Security Affairs" (JINSA). Qui, con i "consiglieri strategici" privati e filo-israeliani, compaiono generali e ammiragli che presiedono i consigli d` ammi- nistrazione delle grandi fabbriche di armamento a contratto per il Pentagono, il cosiddetto complesso militare-industriale. Nel JINSA si annodano le volontà politiche convergenti, l`abitudine alla segretezza, l`ideologia guerrafondaia, la disponibilità di mercenari tecno- logicamente avanzati e - soprattutto - tecnologie militari e top secret che possono trasfor- mare un Boeing di linea in un proiettile volante teleguidato, solo modificando il software del pilota automatico. Insomma, le competenze necessarie per attuare gli eventi dell`11 settembre e realizzare, dietro la maschera dell`attentato "arabo", un colpo di Stato.
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