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PRECAUZIONE SUGLI OGM
Appello promosso dal Consiglio dei diritti genetici Onlus - Via Panaro 14 ROMA tel 0636004466
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Siamo estremamente preoccupati per il crescente impiego di organismi transgenici in agricoltura e, conseguentemente, nei prodotti alimentari e nei mangimi per animali, sebbene la necessità e i benefici dell'ingegneria genetica applicata all'agricoltura non siano stati ancora provati e nonostante manchino evidenze scientifiche sull'effettivo impatto degli stessi organismi transgenici sull'ambiente e sull'uomo e, in particolare, sulla biodiversità, sulla sicurezza alimentare e sulla salute umana e animale.
Siamo altresì molto preoccupati riguardo alle implicazioni economiche e politiche derivanti dalla brevettazione delle invenzioni genetiche e, in particolare, sugli effetti che potranno prodursi sui modelli di sviluppo agricolo e sulle possibilità che il controllo di un settore di indubbia rilevanza strategica quale è l'agricoltura si trasferisca dagli Stati e dai governi e, quindi dai popoli che vi risiedono, ai soggetti privati detentori dei brevetti.
Sotto il profilo scientifico, sono stati rilevati alcuni dati ai quali dovrebbe essere riservata maggiore attenzione:
1. tra colza e barbabietola transgeniche e le specie selvatiche loro affini, si sono verificati dei casi di ibridazione naturale, con il rischio che i geni modificati, resistenti agli erbicidi, introdotti attraverso l'impollinazione incrociata nelle specie selvatiche, possano dare luogo a nuove specie potenzialmente super-infestanti;
2. le proteine insetticide, come la tossina Bt, introdotte in una vasta gamma di piante transgeniche già rilasciate nell'ambiente, hanno evidenziato effetti di bioaccumulo nella catena alimentare degli insetti e di elevata persistenza nel terreno, con evidenti rischi per la stabilità dell'ecosistema suolo;
3. una controversa, ma non ancora invalidata ricerca, ha dimostrato che patate geneticamente modificate con lecitina hanno causato gravi patologie nei topi : consistenti riduzioni del peso di molti organi, impoverimento della risposta immunitaria e preoccupanti sintomi di infezioni virali;
4. alcune ricerche olandesi hanno dimostrato che i geni marcatori per la resistenza agli antibiotici possono trasferirsi orizzontalmente dai batteri geneticamente modificati ai batteri endogeni in un intestino artificiale;
5. alcuni ricercatori statunitensi hanno rilevato un diffuso trasferimento orizzontale di un parassita genetico del lievito al genoma mitocondrile delle piante superiori, accrescendo la preoccupazione di una diffusione orizzontale incontrollabile dei geni modificati e dei marcatori genici delle piante transgeniche rilasciate nell'ambiente;
6. non c'è ancora alcuna conferma che in test di campo non possa valere ciò che è avvenuto in laboratorio con piante transgeniche resistenti ai virus, che hanno determinato lo sviluppo di virus con nuove caratteristiche biologiche;
7. le conoscenze scientifiche acquisite negli ultimi vent'anni sembrano invalidare l'assunzione del determinismo genetico che è alla base dell'ingegneria genetica e, in particolare, sembrano dimostrare che i geni sono più fluidi e dinamici di quanto ci si aspettasse e richiedono un'ecologia stabile e bilanciata per mantenere il loro equilibrio.
Le rilevanti incertezze che ancora oggi permangono riguardo alle possibilità di impiego degli organismi transgenici non devono essere un freno, ma uno stimolo alla ricerca scientifica che sempre più deve essere finalizzata alla verifica dei costi e dei benefici conseguenti l'utilizzo degli organismi transgenici in campo agroalimentare.
Riteniamo inoltre che:
1. la brevettazione di organismi viventi, linee cellulari e geni, così come è stata prevista dagli accordi sul Trattato relativo ai diritti di proprietà intellettuale dell'Organizzazione Mondiale del Commercio, rischi di avere pesanti conseguenze economiche, politiche e sociali sul futuro sviluppo dell'agricoltura che, su scala mondiale, sarebbe sempre più assoggettata alle logiche di approvvigionamento delle imprese multinazionali;
2. la brevettazione delle invenzioni genetiche sia unicamente funzionale agli obiettivi di profitto di un ristretto numero di soggetti privati che, già adesso, si pongono in una posizione oligopolista sul mercato dei fattori produttivi agricoli a livello mondiale.
3. la creazione di condizioni favorevoli allo sviluppo di oligopoli sui mercati dei fattori produttivi e dei prodotti agricoli su scala mondiale, oltre a risultare pesantemente condizionante per il futuro sviluppo dell'agricoltura in genere, lo è in particolare per quella dei Paesi meno sviluppati, che rischiano non solo di vedere gravemente impoverite le loro risorse endogene, ma anche di non riuscire ad arginare il fenomeno della malnutrizione che, come noto, non dipende dalla carenza di prodotti, bensì dall'impossibilità da parte delle popolazioni più povere di disporre delle risorse economiche necessarie per soddisfare la loro domanda;
Riteniamo quindi indispensabile che le applicazioni dell'ingegneria genetica in campo agricolo e alimentare siano accuratamente vagliate e, in questo senso, chiediamo ai nostri governi ed alla Commissione della Unione europea di:
- garantire che l'eventuale utilizzo degli organismi transgenici in campo agricolo e alimentare non comprometta, in alcun modo, il mantenimento delle forme di agricoltura convenzionale e biologica, assicurando, conseguentemente, la tutela del diritto di impresa degli agricoltori e di scelta del consumatore;
- sostenere lo svolgimento di un grande programma di ricerca pubblica sul futuro dell'agricoltura e sulla sicurezza alimentare, che parta dal vasto corpus di scoperte scientifiche più recenti e che tenga accuratamente conto delle implicazioni economiche, politiche, sociali ed etiche connesse all'impiego agricolo ed alimentare degli organismi transgenici;
- assicurarsi che ogni organismo transgenico, prima di essere comunque autorizzato al rilascio nell'ambiente, sia sottoposto all'accurato esame da parte di organismi pubblici competenti, nel cui ambito sia sempre e in ogni caso garantita la maggioritaria rappresentanza di scienziati indipendenti, in nessun modo legati al sistema della ricerca privata.
I firmatari dell'appello
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Willem Abert
Biologo molecolare, Università di Helsinki (FL)
Giano Accame
Giornalista economico e scrittore
Luigi Alfieri
Filosofo della politica, Università di Urbino
Gabriele Anelli
Tecnologo alimentare, Università di Viterbo
Miguel Barbosa
Paleontologo e scrittore, Lisbona (P)
Paolo Bedoni
Presidente Coldiretti
Phil Bereano
Council for Responsible Genetics, Washington (USA)
Jacques Berthelot
Economista, Ecole Nationale Superiéure Agronomique di Tolosa (F)
Mario Biava
Clinico medico, Università di Trieste
Mariano Bizzarri
Biochimico, Università "La Sapienza" di Roma
Stefania Borgo
Segretario nazionale Medici per l'Ambiente
Gianluca Brunori
Economista agrario, Università di Pisa
Marcello Buiatti
Genetista, Università di Firenze
Massimo Cacciari
Preside Facoltà di Filosofia, Università Vita-Salute S. Raffaele di Milano
Vincenzo Calderaro
Nefrologo, II Università di Napoli
Roger Campione
Filosofo del diritto, Università di Oviedo (Spagna)
Mario Capanna
Presidente Consiglio dei Diritti Genetici
Franco Alberto Cappelletti
Filosofo del diritto, Università di Benevento
Franco Cardini
Storico, Università di Firenze
Pio Caroni
Storico del diritto, Università di Berna (CH)
Carlo Casalone S.J.
Clinico medico, Pontificia Università Gregoriana di Roma
Antonino Cascino
Biotecnologo, II Università di Napoli
Leonardo Casini
Economista agrario, Università di Firenze
Alfredo Cattabiani
Scrittore
Marilena Cipollato
Biologo Molecolare, II Università di Napoli
Roberto Conti
Vicepresidente Consiglio dei Diritti Genetici
Domenico Corradini Broussard
Filosofo del diritto, Università di Pisa
Daniele Daffonchio
Biotecnologo, Università di Milano
Roberto Danovaro
Ecologo, Università di Ancona
Giuseppe D'Ascenzo
Presidente Consiglio Ricerca e Sperimentazione in Agricoltura
Pierre Devoux
Patologo, Università di Parigi (F)
Gema Diez-Picazo Gimenez
Giurista, Università di Madrid (E)
Marirosa Di Stefano
Neurofisiologo, Università di Pisa
Anna Ferro Luzzi
Medico-ricercatore
Claudio Finzi
Storico delle dottrine politiche, Università di Perugia
Giovanni Galloni
già Vicepresidente Consiglio Superiore della Magistratura
Giulio Giorello
Filosofo della scienza, Università di Milano
Mariarita Gismondo
Microbiologo, Università di Milano
Antonio Grella
Rettore II Università di Napoli
Pietro Izzo
Clinico medico, Università di Bari
Anna Jellamo
Filosofo del diritto, Università della Calabria
Marco Jermini
Microbiologo, Università di Messina
Bertrand Jordan
Centre National de la Recherche Scientifique, Parigi (F)
Aldo Laganà
Chimico analitico, Università "La Sapienza"di Roma
Luciano Lanna
Giornalista
Elio Lannutti
Presidente Adusbef
Claudio Malagoli
Economista agrario, Università di Bologna
Marisa Malagoli Togliatti
Psicologo dinamico, Università "La Sapienza" di Roma
Alberto Malliani
Presidente Società Italiana di Medicina Interna
Francesco Marangon
Economista agrario, Università di Udine
Giovanni Marino
Filosofo del diritto, Università di Napoli
Nelson Marmiroli
Genetista, Università di Parma
Fabrizio Marziano
Patologo vegetale, Università di Napoli
Franca Menichetti
Storico delle dottrine politiche, Università di Trieste
Giovanni Monastra
Coordinatore scientifico
Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione
Sabina Morandi
Giornalista scientifico
Adolfo Moranti
Psicologo, saggista
Sandro Moscardi
Presidente CNA-Alimentare
Maria Chiara Naldini Manikas
Linguista, Università di Atene (El)
Balhadj Omrane
Biochimico, Università di Parigi (F)
Antonio Onorati
Presidente Centro Internazionale Crocevia
Jean Pierre Page
International Department of the CGT (F)
Gabriella Pasqua
Botanico, Università "La Sapienza" di Roma
Romolo Perrotta
Epistemologo delle scienze umane, Università della Calabria
Sandro Pignatti
Ecologo, Università "La Sapienza" di Roma
Guido Pollice
Presidente Verdi Ambiente e Società -VAS-
Mario Prestamburgo
Economista agrario, Università di Trieste
Eraclide Prestifilippo
Psicologo, Università di Messina
Arpad Pusztai
Biochimico, ex Rowett Institute (GB)
Lucio Quagliuolo
Biochimico, II Università di Napoli
Aida Raio
Ricercatore Istituto Protezione Piante CNR
Giovanni Reale
Storico della filosofia antica, Università Cattolica di Milano
Antonio Ragozzino
Virologo vegetale, Università di Napoli
Giorgio Riccioni
Presidente ANCC-COOP
Carlo Rienzi
Presidente Codacons
Jeremy Rifkin
Economista, Foundation on Economic Trends, Washington (USA)
Claudio Risè
Psicanalista, scrittore
Carlo Rocchetta
Teologo, Studio Teologico di Assisi
Donato Romano
Economista agrario, Università di Firenze
Ferdinando Romano
Presidente Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione
Steven Rose
Neurobiologo, The Open University (GB)
Pasquale Santè
Medico-ricercatore, Università di Napoli
Giorgio Schifani
Economista agrario, Università di Palermo
Fabrizio Sciacca
Filosofo della politica, Università di Catania
Gilles Eric Seralini
Biologo molecolare, Università di Caen (F)
Vandana Shiva
Research Institute for Science and Ecology, India
Giuseppe Sermonti
Genetista, Università di Perugia
Emanuele Severino
Filosofo, Università di Venezia
Bartolomeo Sorge S.J.
Direttore di "Aggiornamenti Sociali" e di "Popoli"
Claudia Sorlini
Direttore del Distam, Università di Milano
Carlo Spoldi
Presidente Greenpeace-Italia
Alberto Strumia
Fisico, Università di Bari
Gianni Tamino
Biologo, Università di Padova
Marco Tarchi
Politologo, Università di Firenze
Rosario Trefiletti
Presidente Federconsumatori
Gianni Vattimo
Filosofo, Università di Torino
Ivan Verga
Direttore Consiglio dei Diritti Genetici
Simone Vieri
Presidente Istituto Nazionale di Economia Agraria
Mae-Wan Ho
Genetista e Biofisico, Open University (GB)
Alex Zanotelli
Missionario




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