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Notiziario del Campo Antimperialista .... 14 marzo 2003
itacampo@antiimperialista.it
1. Si! accerchiamolo
2. Buon segno: operai Alfa Romeo in sciopero contro la guerra
3. Marocco: solidarieta' con gli antimperialisti arrestati
4. Fallaci di nuovo in fallo
5. Lista provvisoria delle adesioni al Manifesto antiamericano
1. Si! accerchiamolo
Non bastano, per dar manforte all'imperialismo americano, gli alpini in Afghanistan. Per bocca del Ministro della Difesa, sappiamo che il governo e' tentato di partecipare direttamente all'aggressione all'Iraq. Anche se non si giungesse a tanto, cio' conferma da che parte stanno Berlusconi e il comitato d'affari che lo tiene in piedi. Il movimento contro la guerra deve accettare il guanto di sfida. La battaglia per tenere l'italia fuori da questa guerra diventa giocoforza una lotta aperta contro il governo, cioe' per la cacciata del Cavaliere e C. Se allo scoppio della guerra avremo uno sciopero generale e' bene sapere che, se non sara' rituale (un modo per salvarsi la faccia da parte di sindacati e Ulivo), esso non potra' che puntare alla cacciata del governo Berlusconi. Un governo che non solo agisce in maniera illegale, poiche' calpesta (come fece D'Alema ai tempoi dell'attacco alla Jugoslavia) l'Art. 11 della Costituzione, ma interpreta i trattatti con gli USA cone se il nostro paese fosse una servitu' militare. Avvenga o meno il dibattito parlamentare (Berlusconi potrebbe mostrare piu' stile di quanto ne mostro' il governo di centro sinistra nel marzo 1999), Piero Bernocchi ha ragione: <Dobbiamo circondare il Parlamento e bloccarlo pacificamente per difendere la Costituzione>. E non ci vengano a dire che paralizzare le istituzioni e' un atto illegale. Quando il governo per primo viola la legge e calpesta il comune sentire della maggioranza, questa ha il dovere di sloggiare come abusivi gli inquilini di palazzo Chigi. Ma se il governo sta a Roma in tutte le altre citta' ci sono prefetture, sedi di partiti di governo, che il movimento deve non solo accerchiare ma occupare. Occorre fermare la macchina bellica, sapendo che le strutture militari sono solo terminali di quelle politiche. Mandare a casa Berlusconi con l'azione diretta e dimassa mentre in Iraq infuriera' la guerra. Se ci riusciremo Bush potra' vincere in Iraq, ma avra' perso in Italia!
2. Buon segno: operai Alfa Romeo in sciopero contro la guerra
=> Riceviamo dai compagni dello SLAI Cobas di pomigliano d'Arco
GLI OPERAI ADERISCONO IN MASSA ALLO SCIOPERO COBAS
PARALIZZATA LA PRODUZIONE A POMIGLIANO D¹ARCO
RISOSPESO DAL LAVORO L¹OPERAIO PACIFISTA DI TERMOLI
Pienamente confermate le previsioni di altissima adesione dei lavoratori della Fiat Auto di Pomigliano e delle collegate aziende terziarizzate alle Œ24 ore di protesta no-stop contro le politiche di guerra - contro la guerra ai lavoratori¹¹ indetta dallo Slai Cobas
Già alle prime luci dell¹alba erano in centinaia gli operai presenti all¹assemblea indetta dal sindacato all¹ingresso principale della più grossa fabbrica automobilistica del mezzogiorno. Unanime la volontà operaia
espressa in assemblea di г saldare la lotta contro i licenziamenti e l¹aumento dei ritmi di lavoro al consapevole rifiuto di una guerra che massacrerà ancora una volta i lavoratori e la povera gente in Iraq e
peggiorerà i diritti e le condizioni di vita dei lavoratori e della povera gente nel nostro Paese perché i miliardi di dollari e di euro che si spenderanno per la guerra saranno tolti alle nostre pensioni, dalla sanità e
da ogni altro servizio e tutela sociale². Unica nota stonata la massiccia presenza di polizia e carabinieri costretti in malo modo dai lavoratori ad allontanarsi dall¹assemblea sindacaleŠe relegati all¹inutile presidio di un parcheggio dipendenti letteralmente svuotato dal successo dello sciopero che, nel 1° turno e quello centrale, ha riscontrato l¹adesione del 95% dei lavoratori paralizzando l¹intero ciclo produttivo. Scontata l¹adesione massiccia alla protesta anche dei lavoratori del 2° turno e di quello di notte.
3. Marocco: solidarieta' con gli antimperialisti arrestati
Nei paesi arabi quasi tutti i governi impediscono ai cittadini di manifestare la loro opposizione all'aggressione all'Iraq. Un caso gravissimo e' accaduto in Marocco, nella citta' di Agadir. Il 9 marzo si e' svolta una manifestazione che, ad un certo punto, e' stata sciacciata in modo brutale da ingenti forze di polizia appositamente concentrate in questa citta'. I corpi speciali si sono accaniti sui manifestanti pacifici, ferendone diverse dozzine. Nove militanti sono stati arrestati. Si tratta di : JIK MOHAMED, AIT AADI NAJM, OUBAHA BRAHIM (membri di ATTAC), AZIANE AHMED, EL OTTMANI MOHAMED (membri della Associazione Nazionale dei Diplomati Disoccupati) , SOUDANI MOHAMED, HAMIMA HAMID, HOUDAIBI AZIZ (membri dell'Unione nazionale degli Studenti Marocchini) e HISSANE ABDELHAK (membro della Confederazione Democratica del Lavoro).
Il Comitato regionale contro le guerre di Agadir, nella sua denuncia invita ad inviare fax di protesta indirizzati al governo marocchino. Ecco i numeri:
Premier ministre 00 212 37 76 99 95
Ministre de l¹intérieur 00 212 37 76 20 56
Ministre des Droits de l¹Homme 00 212 37 67 20 18
Gouverneur d¹Agadir 00 212 48 84 29 77 oppure 00 212 48 84 02 49
Potete inviare e-mail di solidarieta' agli antimperialisti del Marocco,
indirizzandole a: Mohamed REGRAGUI, indirizzo edi posta: simo_regragui@hotmail.com
4. Fallaci di nuovo in fallo
La Fallaci ha compiuto una nuova incursione. Il suo nuovo schiamazzo, intriso di viscerale odio per chiunque non voglia essere suddito degli Stati Uniti, anche stavolta e' stato ospitato sulla prima pagina del Corriere della Sera. Rispetto al famigerato libello -La rabbia e l'orgoglio- c'e' solo una significativa novita': un attacco viscerale ai movimenti per la pace che dilagano in tutto l'Occidente, ai comunisti e ai <preti cattolici, che sono piu' bolscevichi di loro>. Tutti nemici dell'America, che lei considera il tempio sacro della liberta' e della democrazia. Tra le sue farneticazioni razziste ne citiamo solo un paio. <Sa perche', signor Bush, in Europa i suoi nemici stanno dappertutto? perche' l'Europa non e' piu' l'Europa. E' diventata una provincia dell'Islam, come la Spagna e il Portogalo a tempo dei Mori>. Se quella della Fallaci e', come si dice, una delle intelligenze piu' lucide dell'Occidente, allora vuol dire che l'Occidente ha perso letteralmente la testa. La seconda chicca. Nel suo maniacale e ossessivo attacco all'Islam, la Fallaci, per dimostrare che i musulmani sono bestie che meritano solo disprezzo, compie un errore grossolano che la dice lunga sul suo modestissimo spessore culturale: <In quel tessuto ideologico e' Dio che comanda e gli uomini non sono figli, ma sudditi, schiavi. Nel Corano non v'e' posto per il libero arbitrio, per la scelta, cioe' per la liberta'>. Vorremmo ricordare alla Fallaci che se questo e' parzialmente vero per l'Islam, lo e' senza dubbio per l'ebraismo, come lo era per Lutero, antesignano della civilta' capitalista anglosassone, che della negazione del libero arbitrio fece il suo cavallo di battaglia. La Fallaci farfuglia, non sa di che sta parlando, e non si avvede che proprio il suo pupillo Bush, lungi dall'essere un partigiano della liberta', oltre che grande amico dei sionisti, e' un -protestante metodista- fanatico. Risulta infatti che egli considera la sua guerra non meno santa di quella di Bin Laden e infatti pensa che gli USA abbiano una <missione speciale>: quella di imporre al mondo la civilizzazione americana. E chiunque vi si opponga debba essere fatto a pezzi. L'umanita' gia' era alle prese con un razzista <popolo eletto>. Due sono davvero troppi!
5. Lista provvisoria delle adesioni al Manifesto antiamericano
Riceviamo dai promotori e pubblichiamo:
Chi volesse aderire al manifesto scriva a: antiamericanisti@libero.it
²PEOPLES SMASH AMERICA²!
³Lo scontro tra noi e l¹Islam è culturale, è religioso. La verità non sta in mezzo, ma da una parte sola².
Oriana Fallaci
"L'Occidente deve avere la consapevolezza della superiorità della sua civiltà. Una civiltà che ha garantito ai popoli largo benessere e il rispetto dei diritti umani, di quelli religiosi, rispetto che non c'è nei paesi islamici".
Silvio Berlusconi
²In effetti, l¹antiamericanismo, di sinistra o di destra, cattolico o laico che sia, si nutre di casi specificamente riprorevoli e legittimamente criticabili, unicamente per manifestare un¹avversione più generale a tutto ciò che caratterizza una società liberaldemocratica: l¹individualismo rispetto al collettivismo, il capitalismo rispetto allo statalismo, lo sviluppo economico rispetto al pauperismo, il primato tecnologico rispetto alla speculazione filosofica, il benessere diffuso rispetto all¹austerità, il pragmatismo rispetto alle ideologie, la modernità rispetto al passatismo. Gli Stati Uniti sono colpevoli non tanto per quello che fanno, quanto per quello che sono².
Piero Ostellino
²E¹ ridicolo mettere in collegamento il presidente democraticamente eletto della più antica democrazia con Hitler. Noi tedeschi non dimentichiamo che siamo stati liberati dagli Stati Uniti. Appartiene alla mia infanzia l¹identificazione dei soldati americani coi buoni. E poi ci hanno poi difeso nella guerra fredda dal comunismo².
Joshka Fischer
²La posizione dell¹antiamericanismo coincide con una posizione di rivalutazione e difesa dello Stato nazionale come trincea antimperialista; tentazione quest¹ultima non estranea ad alcuni settori del movimento dei movimenti, come si è visto a Porto Alegre. E questa sarebbe davvero una postura sbagliata².
Toni Negri
Gli USA stanno preparando l¹attacco - con o senza l¹ONU - per occupare l¹Iraq, controllare il Medio Oriente, forgiare il loro Impero unico mondiale. Lo stanno facendo con la stessa arroganza con la quale hanno stracciato il trattato Abm e i protocolli di Kyoto, con la stessa prepotenza con la quale ricattano il mondo con la continua minaccia dell¹uso dell¹arma atomica. Con la loro tracotanza senza limiti pianificano bombardamenti ed imbrogli, costruiscono nuove oppressioni per conservare le vecchie, mentre calpestano ogni forma di diritto esaltano il loro diritto imperiale. I più grandi produttori (ed utilizzatori) di armi di sterminio di massa, i più grandi produttori di guerra, i più pericolosi terroristi del pianeta, vogliono il monopolio delle armi, della guerra, del terrore. Comandano all¹ONU, ma calpestano l¹ONU; hanno alleati servili che vengono calpestati a loro volta; mentre programmano lo sterminio dei popoli hanno la pretesa di interpretare la volontà di quegli stessi popoli. Per questi motivi, noi siamo dentro il grande movimento di massa contro l¹aggressione che gli USA stanno per scatenare contro l¹Iraq.
Questa guerra, che è solo una tappa nel disegno statunitense di assoluto predominio mondiale, si fonda sul paranoico presupposto per cui gli Stati Uniti avrebbero una ³missione speciale² da compiere: quella di imporre a tutto il mondo il loro sistema liberista e la loro cultura mercificata. Questa pretesa, sostenuta dagli ambienti culturali più oscurantisti, non nasconde la sua stretta parentela con la tesi sionista del ³popolo eletto². Anche in Europa, chiunque si opponga a questa ideologia totalitaria, imperialista e razzista è bollato come ³antiamericanista² e per questo additato al pubblico ludibrio. Questa virulenta quanto invasiva campagna ideologico-culturale, volta a silenziare ogni pensiero critico, è tutta tesa a dimostrare che l¹impero americano di Bush sarebbe l¹ultimo e più alto baluardo della civilizzazione umana, caduto il quale all¹umanità non resterebbe che precipitare nella barbarie. Intellettuali di destra e di sinistra, dopo aver decretato la fine delle ideologie e della storia, dopo aver abbracciato il più nichilistico relativismo culturale, si sono fulmineamente convertiti ad un volgare fondamentalismo manicheo, si sono arruolati come volontari nell¹esercito crociato a stelle e strisce urlando ai quattro venti che gli USA stanno, malgrado tutto, dalla parte del giusto, e tutti i suoi nemici dalla parte sbagliata. Lo scetticismo liberale di un tempo è stato rimpiazzato da un fideismo cieco, da una vera e propria religione pagana il cui centro di irradiazione sono gli USA e il cui sommo pontefice è l¹Imperatore in persona.
I dogmi di questo culto sono il denaro, il consumismo, l¹individualismo, il darwinismo sociale, il tecnoscientismo. Per strada questo pensiero si è sbarazzato come di una zavorra di valori quali la giustizia sociale, la libertà, la fratellanza, la solidarietà. Gli americanisti tentano di rimuovere la realtà delle disuguaglianze crescenti, di un neocolonialismo che vuole impossessarsi di ogni risorsa, dell¹impoverimento progressivo di miliardi di esseri umani; ripescando le primordiali teorie razziste con cui i colonialisti giustificarono il genocidio dei nativi e la tratta degli schiavi. Gli oppressi ³non hanno un¹²anima², e se essi rifiutano di farsi ³sviluppare², se non accettano di farsi americanizzare, che vadano alla malora, che li si bombardi a tutto spiano. Questo integralismo liberista, che non parla altro linguaggio, con chiunque gli sia ostile, se non quello della criminalizzazione, della repressione e della guerra preventiva permanente e globale è il segno che la civiltà borghese, dopo avere abbandonata la pretesa illuministica di un proprio presunto universalismo, è vittima di una vera e propria pulsione di morte. Anche se i sacerdoti di questa ideologia totalitaria non lo ammetteranno mai, il risultato della loro azione è proprio quella odiosa guerra di civiltà contro il mondo islamico che si affannano a negare.
Occorre contrastare e battere questa deliberata e intossicante falsificazione delle cose. Senza affatto dimenticare la storica lotta dei popoli latino-americani in nome di un¹America libera contro quella dell¹imperialismo yankee, noi rivendichiamo il diritto di essere, dirci e sentirci antiamericanisti, poiché quello che abbiamo di fronte appare per molti aspetti come il nazismo a stelle e strisce del ventunesimo secolo. L¹americanismo non è semplicemente il prodotto degli interessi dei grandi gruppi capitalistici statunitensi, ma l¹espressione di un più vasto blocco sociale costitutivamente reazionario e colonialista, ancorato alla cinica consapevolezza che l¹opulenza americana, nutrendosi della miseria altrui e del saccheggio della biosfera, debba essere difesa con la forza in ogni luogo del pianeta. L¹americanismo quindi non è soltanto l¹ideologia politica di coloro i quali ritengono giustificata, legittima e necessaria la tirannia mondiale armata dell¹imperialismo yankee. L¹americanismo è l¹ultimo baluardo ideologico del pensiero liberale e liberista, l¹allegoria del capitalismo. Se propugnare la de-americanizzazione, difendere il diritto di ogni popolo a non essere inghiottito nell¹Impero, e opporsi all¹idea razzista di ³nazione eletta² significa essere ³antiamericanisti², ebbene, noi lo siamo, come tra le due guerre si era antifascisti.
Alla spaventosa perdita di senso che alligna nel campo borghese, alla subordinazione della vita al puro calcolo economico, alla ricchezza concepita solo come abbondanza di beni materiali, alla pretesa che questo sia l¹unico mondo possibile; noi riteniamo giunto il momento di opporre quei valori universali su cui fondare una nuova politica anticapitalista intesa come arte della trasformazione sociale attraverso l¹azione diretta e di massa. Contro i falsi sillogismi liberisti noi affermiamo: che la libertà individuale - per noi sempre inviolabile - può essere effettiva solo debellando lo sfruttamento dell¹uomo sull¹uomo; che la democrazia di cui Bush si pretende campione implica uguali diritti per tutti i popoli e il rispetto della sovranità nazionale; che benessere e felicità sono giuste finalità etiche se non si appoggiano sull¹accumulazione smisurata di merci; che la socializzazione è possibile senza per questo sfociare nel pauperismo; che lo sviluppo scientifico è necessario ma rifiutando ogni feticismo della tecnoscienza; che modernità e sviluppo sono valori positivi solo ove essi siano compatibili con l¹ecosistema e non ledano le spinte spirituali connaturate all¹uomo; che la politica deve comandare l¹economia, come l¹etica deve orientare la scienza.
Che il futuro dell¹umanità dipende dal crollo dell¹imperialismo americano e dalla possibilità di fuoriuscire dal capitalismo gettando la basi di una nuova comunità fondata su principi universali di libertà, uguaglianza e fraternità.
Lista dei firmatari
Bacciardi Giovanni (università di Firenze), Bassi Patrizia (insegnante), Bernardini Aldo (università di Teramo), Bertazzi Claudia (ass. liberi tutti), Briola Ernestina (maestra)
Burani Vainer (giuristi democratici), Catone Andrea, (most za Beograd), Cipriani Andrea (fondazione Luigi Cipriani), Cipriani Michela (fondazione Luigi Cipriani), Cortesi Luigi (redazione Giano), Francescangeli Eros (storico), Gatta Maria Adele (insegnante), Giannangeli Ugo (avvocati contro la guerra), Grandi Massimo (università di Firenze), La Grassa Gianfranco (economista), Losurdo Domenico (filosofo), Lunghi Orietta (ass. culturale lavoro 2000), Maestri Mario (università di Porto Alegre), Maffezzoni Emilia (fondazione Luigi Cipriani), Manuelli Colombo (scultore), Marini Graziano (artista), Mascellomi Enrico (critico d¹arte), Mazzei Leonardo (redazione rosso XXI.), Melotti Marco (redazione vis à vis), Muscetta Carlo (critico letterario), Not Daniele (operatore culturale), Paciello Giancarlo (pubblcista)
Pasquinelli Moreno (portavoce Campo Antimperialista) , Pelazza Giuseppe (avvocati contro la guerra), Preve Costanzo (filosofo), Santarelli Enzo (storico), Sarenco (artista)
1.Fulvio Grimaldi, giornalista, Roma - 2. Giovanni Altini, insegnante, Firenze - 3. Luciano Letizia - 4. Sé Pernico - 5. Fiorenzo Corsali, Grosseto - 6. Elena Rappazzo, musicista, Pisa - 7. Giovanni Mazzola, Bergamo - 8. Vittorio Paiotta, università di Pisa - 9. Giorgio Ellero, Gruppo zastava, Trieste - 10. Andrea Pieralli, studente di Attac, Firenze - 11. Rosario Attanasio, operaio, Gallipoli (LE) - 12. Giancarlo Fasciolo architetto Novi Ligure (AL) - 13.Walter Catalano - 14.Viviana Macis (Cagliari Social Forum) -15. Tommaso Spazzali -16.Miriam Pellegrini Ferri (Presidente G.A.MA.DI.) - 17.Camillo COPPOLA operaio SLAI COBAS Napoli -18. Antonello Cresti compositore e giornalista, Firenze - 19. Angelo Aidan, operaio, Gerusalemme - 20. Nando Minnella, giornalista, Roma -21. Maurizio Brotini - Empoli (direttivo regionale toscano FP-CGIL) -22. Paolo Gentile - Roma (direttore Rosso XXI) -23. Redazione Rosso XXI, Firenze -24. Movimento per la Confederazione dei Comunisti, Toscana - 25. Marco Tognato studente universitario - 26. Giorgio Tognato, pensionato - 27. Joe Fallisi, tenore lirico, di Milano, - 28. Daniela Biondi, -28. Pierangelo Scatena, psichiatra, -29. Giorgio Riboldi, regione Lombardia, Milano, -30.Testoni Wolf, scrittore e insegnante, -31.Tiziano Tussi, ANPI, Milano, -32.Franco D'Attanasio, impiegato, Ortona (Ch), -33. Michele Capuano giornalista, -34.Democrazia Popolare, Roma, -35.Olga Foti scrittrice, -36. Luigi Longo, urbanista, Foggia, -37. Romano Galligani, volontario sociale, Roma, -38.Ugo Montecchi, ARS, Genova, -39. Stefano Bartolini, architetto, Bologna, -40. Annalisa Fatarella, architetto, Bologna, -41. Davide D'Amario, operaio, -42. Vincenzo Cialini, studente universitario, Teramo, -43. Gabriella Nocentini, insegante, Firenze, -44. Biagio Cacciola, insegnante, -45. Nicola Sergio Serrao, -46. Massimiliano Valdannini, Sindacalista, Roma, -47, Gianni Ciotti Sindacalista, Roma, -48. Roberto Vitanza Sindacalista, Roma, -49. Mirko Carletti, Sindacalista, Roma, 50, Gianclaudio Vianzone, Sindacalista, Torino, -51. Giorgio Pietrini, Sindacalista, Torino, -52. Giada Valdannini, Universitaria, Roma, -53. Nadia Capuzzi, Roma, -54. Giulio Stocchi, poeta, Milano, -55. Alfredo Denzio, architetto, -56. Fabio KoRyu Calabrò, operatore teatrale, -57. Chiara, -58. Beppe, -59. Monica, -60. Sandro, -61. Antonella, -62. Gilberto, -63. Simona, -64. Stefano, -65. Silvia, -66- Mario Di Nucci, operaio,Trento -67. Lanfranco Cordischi ,archeologo, -68. Celotto Enzo, segretario della Funzione Pubblica CGIL, Grosseto, -69. Carlos Giordano, Università della Calabria, -70. Eleanora Londero, Università della Calabria, -71. Massimo Morone dirigente Slai-Cobas, Benevento, -72. Francesco Pisano, Regionale CGIL Funzione Pubblica Liguria, -73. Centro iniziativa marxista La Spezia, -74. Maurizio Neri, redazione di Socialismo e Liberazione, -75. Mario Coglitore, Venezia, -76. Fabio Paganini, infermiere SLAI Cobas, Perugia, -77.Huambo e -78. Vittoria, Avamposto degli Incompatibili, Viterbo -79. Sacchi Marco, Regione lombardia, Milano, -80. Enrico Giardino, giornalista, Forum "Diritto a comunicare", Roma, -81- Andrea Berlendis, Educatore, Zogno (BG), -82. Andrea Navoni, web redattore, Brescia, -83. Fabrizio Casalboni, architetto, Cesena, -84. Francesco Pisano, -85. Alessandro Oriani, Firenze, -86- Luciana Collina, Roma, -87. Gina Marraducci, Lucca, -88. Alvaro Carotti, Firenze, -89. Paolino Rosini, Firenze, -90- Laura Rossi, insegnante, Cuneo, -91. Nanni Martina, operatore culturale, Cuneo, -92. Alessia Monteverdi, Redazione di Praxis, Foligno, -93. Mario Polisandri, Campo antimperialista, Spoleto, -94. Catia Valentini, Campo antimperialista, Spoleto, -95. Nedda Petroni, Insegnante, Barbarano (VI) -96. Giuliano Corà, Insegnante e traduttore, Barbarano (VI), -97. Mireno Passone, impiegato, Narni, -98. Walter Catalano, Insegnante , Firenze, -99. Raffaello Ugo, Monserrato, -100. Sabina Loi, Monserrato, -101. Mauro Ciotti, redazione PRAXIS, Foligno, -102. Oriana Marchi, Narni, -103. Claudia Bertazzi, Associazione culturale Liberitutti, Cremona, -104. Ernestina Briola, maestra, -105. Carlo Bassi, pensionato, Cremona. -106. Roberta Catenacci, -107. Mario Cogliotore, Università di Venezia, -108. Marcello Teti, Campo Antimperialista, Perugia, -109. L.U.P.O., Lotta di Unità Proletaria, Osimo (AN), -110. LAURA DALLE MOLLE insegnante SCHIO, -111. GIAN LUIGI MADDALENA, pensionato, SCHIO, -112. EZIO MARIA SIMINI commercialista SCHIO, -113. FRANCO CUMERLATO tecnico SCHIO, -114. PAOLA CUMERLATO impiegata SCHIO, -115. URBANO BOSCOSCURO medico SCHIO, -116. SILVIO MADDALENA operaio SVIZZERA, -117. RENE' CAPOVIN ricercat. univers SCHIO, -118. GIULIA MIGLIORANZA student. univ. SCHIO, -119. MIRYAM DE BIASI ass. sociale SVIZZERA, -120. Pierangelo Scatena (psichiatra), -121. Julio Schwarsberg (argentino), Democrazia Popolare, Roma, -122. Mariella Megna, Regione Lombardia, Milano, -123. Giannino Ciccone, operaio SLAI, RSU I.M.S. srl, Avellino, -124. Rodolfo fogagnolo , circolo "ottobre" PRC (Iolanda) FE, -125, Giovanni Caronia, presidente Associazione Provinciale Apicoltori, Palermo, -126. Enzo Pompa, pubblicitario, Roma, -127. Alessandra Bruni, pubblicitaria, Roma, -128. focolaio.it, sito di informazione e cultura antagonista, -129. Alessandro Pini, webmaster focolaio.it, -130. Gabriella rienzo, ricercatrice Università di Foggia, -131. Gianluca Missero di Libero laboratorio, -132. Maria Grazia Da Costa, infermiera, Lucca, -133. Marco Cervioni, studente, Lucca, -134. Sandro Scardigli, Empoli, -135. Stefano Baronti, operaio, Empoli, -136. Federico Frei, ricercatore in relazioni internazionali, -137. Unità Comunista, Lombardia, -138. Eliano Lunardi, Livorno, -139. Legger Fabrizi, Roma, -140. Paola Cecchi, Firenze, -141. Maria Marchese, Lecce, -142. Giulio Bonali, medico radiologo, Fiorenzuola (PC) -143. Mori Matteo, operaio, Lucca, -144. Mori Daniele, operaio, Lucca, -145. De Toni Paolo (www.ecologiasociale.org), -146. Alessandro Lattanzio, Operatore Grafico/Web, Siracusa, -147.Paolo Bernardini, operaio di Umbria Rossa Perugia, -148. Pagni Gianni, insegnante, Volterra, -149. Marco Muggiani, medico dentista, -150. Monti Virginio, operaio, Segreteria FILTEA CGIL Lucca, -151. Grida Ovidio, operaio, Direttivo FIOM CGIL Lucca, -152. Mori Mauro, disoccupato, Lucca, -153. Bianchi Graziano, operaio, Lucca, -154. Monti Ramona, artigiana, Lucca, -155. Sidoli Roberto, Ass. Italia-Cuba di Arcore (MI), -156. Bjørg Karin Skjold, insegnante, Norvegia, -157. Alessio Festa, Universita¹ LUISS, Roma, -158. Gianvito Conca, impiegato, -159. Collettivo Spartakus, Vicenza, -160. Giulio Montanucci, collettivo de il manifesto Orvieto, -161. Mauro Pasquinelli, commerciante, Foligno, -162. Francesco La Mantia, studente, Palermo, -163. Maria Grazia Ardizzone, Campo Antimperialista, Perugia, -164. Giuseppe Ardizzone, Campo Antimperialista, Perugia, -165. Francesco Trabolotti, Campo Antimperialista, Perugia, -165.Wilmer Monroy Robles, POSSE, Perugia, -166. Ennio Bilancini, Campo antimperialista, Perugia, -167. Enrico Sodacci, Campo antimperialista, Perugia, -168. Giacomo Zuccarini, Campo antimperialista, Perugia, -169. Emanuele Fanesi, Campo antimperialista, Perugia, -170. Ivan Romano, operaio, Saronno (VA), -171. Antonio Stasi, Fotografo, Norvegia, -172. Marco Gigli, artigiano, Lucca, -173. Luca Maddalena, Campo Antimperialista, Schio, -174. Giovanni Fortunato, operaio, Udine, -175. Elena Franchi, impiegata, Udine, -176. Francesco Lomagistro, redazione Proletari comunisti.....
Per adesioni: antiamericanisti@libero.it




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